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Sezione a cura di Mario Volpi
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Malattia del troppo amore

Una Volta Invece
Spetta/Le Redazione
I furiosi incendi di origine dolosa che stanno distruggendo il nostro patrimonio forestale, la dicono lunga su gli interessi economici, e politici che l'ambiente muove! A parte la distruzione causata da questi criminali, per cui la galera sarebbe poca cosa, anche il "buonismo" di molte persone causa disastri, meno eclatanti, ma assai più gravi di un'incendio boschivo...
Malattia del troppo amore


Fino a tutti gli anni sessanta, era scarsissima l'attenzione per l'ambiente, si cercava di ricavare da esso, e dalla fauna, e la flora che lo abitava il più possibile, senza preoccuparsi se questo sfruttamento così intensivo potesse in qualche modo danneggiarlo. La caccia era praticata in modo massiccio, e senza troppe limitazioni, anzi era aperta fino a marzo, proprio per catturare gli uccelli migratori che tornavano, dopo aver nidificato dai paesi caldi. Negli anni sessanta i cacciatori erano un vero esercito di un milione e mezzo, oggi  sono meno della metà e quasi tutti anziani. Le cause dell'abbandono di questa attività, che a ragione non è più considerata "sport," sono molteplici: si va dal progressivo abbandono delle campagne, con conseguente degrado faunistico, a l'aumento vertiginoso del permesso di caccia, per finire alla scarsa attrattiva che questa attività ha sulle giovani generazioni. Oggi l'attenzione per l'ambiente è aumentata in modo esponenziale, non solo nella gente comune, ma sopratutto nelle Amministrazioni pubbliche. Per qualcuno l'ambientalismo è un vero e proprio modo di vivere, ma paradossalmente l'ecosistema era più sano in quegli anni. Sono molte, purtroppo le specie animali, che comuni a quei tempi hanno ai giorni nostri, subito un drastico collasso. Cominciamo con gli insetti. Se pur piccolissimi questi esseri viventi sono indispensabili per la biodiversità, e conseguentemente per la vita sul nostro pianeta. Prendiamo ad esempio le api; questi laboriosi insetti, hanno, e purtroppo, stanno ancora subendo, una paurosa moria che ogni anno ne decìma la popolazione di oltre il quaranta per cento. Il responsabile di questa vera e propria catastrofe ecologica è un virus che attacca  le api. Questo patogeno però, è stato diffuso dall'uomo, tramite le sciagurata idea di trasportare le colonie di api da un posto all'altro. Per capire quanto sia grave questa situazione, basta dire che i biologi stimano che senza di esse, il genere umano sulla terra avrebbe meno di tre anni di vita. Quando io ero piccolo, le notti estive erano punteggiate da milioni di lucciole, che come  meteore cercavano la compagna che stava a terra per l'accoppiamento. Orbene pochissimi sanno che la larva della lucciola, è un famelico predatore di chiocciole e lumache, che tanti danni procurano ai nostri orticultori. La loro drastica diminuzione ha lasciato campo libero a queste piccole pesti striscianti, costringendo gli agricoltori a usare esche avvelenate per contenere il loro numero. Anche le cicale sono in drastico calo, un tempo erano le responsabili della colonna sonora estiva, oggi sono quasi introvabili. La causa principale della loro scomparsa, e dovuto alla sempre più massiccia cementificazione del suolo, luogo dove l'insetto in forma larvale passa fino a 4 anni. Non potendo più accedervi, le pupe sono facile prede di uccelli e lucertole. Che dire poi della quasi totale scomparsa di rondini e balestrucci. Un tempo il loro garrire, e i caroselli che facevano ad altissima velocità tra gli alberi e le case, ci affascinavano, oggi ci stupiamo quando ne vediamo una. Stessa sorte ha subito la popolazione di pipistrelli. Questi piccoli batman, svolgono una funzione importantissima nel contenere le colonie di insetti molesti, come le zanzare, che invece ora si sono talmente adattate alla loro scomparsa che pungono sia di giorno che di notte. Paradossalmente però, i danni più gravi all'ambiente sono stati fatti per "il troppo amore" verso alcuni animali, o perlomeno dalla volontà, completamente sbagliata, di voler "umanizzare" alcune specie. Mi spiego meglio. Fino a pochi anni fa, non vi era fiera, o Luna Park, che non desse in premio per la vincita alle varie attrazioni una piccola tartaruga Queste non erano "italiane" ma native delle calde paludi della Florida Americana. Quando il bambino, o la madre si stufavano di tenerle, pensavano che gettandole nello stagno più vicino stessero compiendo un'atto d'amore: niente di più sbagliato, queste terribili creature, sono carnivore, e molto aggressive, e in pochissimo tempo hanno letteralmente "sterilizzato" fiumi e laghi di tutta la vita nostrana in essi contenuta. Lo stesso "buonismo, ha permesso a Piccioni, Storni, Minilepri, Gabbiani, Nutrie, Pesci siluro, Taccole e Cornacchie, di invadere territori sempre più ampi, anche urbani, a scapito di specie autoctone più deboli, causando grossi problemi di ordine igienico-sanitario per noi umani. Le nostre discariche sono diventate dei ristoranti a cinque stelle per Volpi, Cinghiali, e un esercito di Ratti, che ormai non siamo più in grado di contenere. Perciò io penso che l'amore per l'ambiente consista anche nell'eliminare, o quantomeno contenere, le specie "aliene" o troppo invasive, perchè anche se sembra un paradosso, la morte di qualche capo, può significa la sopravvivenza di un'intera specie, con la conseguente salvaguardia dell'ambiente.

Mario Volpi
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