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Sezione a cura di Mario Volpi
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Figli e filiastri

Una Volta Invece
Spetta/le Redazione
Ma siamo sicuri che essere orfani di madre sia sempre una disgrazia?
Un tempo per fortuna ormai lontano, quando la mortalità infantile, ma anche dei genitori era assai elevata, capitava spesso che nelle stessa famiglia convivessero i figli detti di primo letto, e quelli del secondo coniuge, situazione che il detto popolare chiamava figli e figliastri. Ciò stava a significare che i figli ovviamente erano più importanti, quindi comandavano, e soprattutto erano trattati meglio. Ciò, sta avvenendo, anche se bisogna dirlo a voce bassa, nell’Europa Unita odierna, dove la parte dei “Figli,” è fatta dai Paesi nordici, mentre quelli che si affacciano sul Mediterraneo sono considerati i figliastri. Nei primi decenni del terzo millennio, l’opinione pubblica del vecchio continente, ha senza dubbio seguito una deriva fortemente ambientalista, cosa che ha comportato cambiamenti significativi in diversi campi economici e sociali. Prima di tutto come italiani e membri della Comunità Europea, siamo tenuti a seguirne scrupolosamente le normative, anche se la maggior parte di queste sono state promosse dai “Figli” che mal si coniugano alla vita di tutti i giorni dei Paesi mediterranei. Mi spiego meglio con un esempio, che, anche se poco pertinente all’argomento trattato, esprime in modo chiaro il mio pensiero. Prendiamo ad esempio l’ora legale, mentre per Svezia, Filandaia, Norvegia, Belgio, Olanda e Germania, può rappresentare un notevole “guadagno” di ore di luce, ha poco senso per Paesi affacciati sul Mediterraneo, che comunque almeno fino a poco fa, dovevano uniformarsi e adottarla anche loro. L’intera Europa, anche sotto la spinta di un elettorato “green” ha emanato moltissime normative riguardanti prodotti di largo consumo, riguardanti quasi tutte le componenti merceologiche, volte certamente alla salvaguardia del Pianeta, con risultati che avremo occasione di esaminare più avanti. Una delle componenti fondamentali della filiera produttiva Europea è certamente l’agricoltura, ed è proprio in questo settore così delicato che ci sono stati cambiamenti importanti, ma dai risultati discutibili. Come tutti sappiamo, per ottenere prodotti dalla terra è necessario una buona concimazione, sia questa effettuata con prodotti naturali o chimici. Uno dei concimi più usati, perché stabile, efficace e a basso costo è il Nitrato d’Ammonio, ottimo perché oltre a rilasciare azoto subito disponibile per la pianta, aveva anche una componente importante dello stesso principio a rilascio lento, che permetteva di “nutrire” la cultura per tutta la sua vita vegetativa fino al raccolto. Però questo fertilizzante aveva un lato oscuro, ossia era frequentemente usato da organizzazioni terroristiche come esplosivo. Così i “cervelloni” di Bruxelles, hanno fatto una pensata delle loro. Non solo hanno reso il suo acquisto molto difficile e praticamente impossibile per un piccolo agricoltore, ma lo hanno anche “depotenziato” nella formula. Il risultato è stato che naturalmente per ottenere risultati apprezzabili, ci vuole una maggior quantità di prodotto, con aggravi di spesa, e  senza apprezzabili effetti sulla salvaguardia del “Pianeta.” Nell’eterna lotta del contadino contro le malattie delle colture, il prodotti forse più usati sono i fitofarmaci a base di rame. Mi ricordo da bambino che vedevo il nonno mettere in bagno in grosse botti di legno, un sacchetto di juta contenente, dei ciottoli blu, per ottenere il “verderame,” da spruzzare sulla vite e tutti gli ortaggi dalla zucchine al pomodoro. Oggi si era arrivati a sintetizzare un prodotto rameico veramente efficace, soprattutto contro la fillossera, e la peronospora, di cui non faccio il nome, ma molto famoso usato da coltivatori professionisti e dilettanti con ottimi risultati. La Comunità Europea, o meglio quella parte che vuole apporre sulle etichette del vino italiano la scritta “nuoce gravemente alla salute,” ha pensato di vietarne la vendita a chi non è in possesso del “Patentino Veleni” rilasciato dopo un corso formativo di ben … venti ore. Risultato; i produttori hanno raggirato la normativa vendendo “concimi fogliari” a base dello stesso rame, ma dal costo nettamente superiore e dall’efficacia assai inferiore. Sarà certamente un caso ma non mi risulta che il Nord Europa sia famoso per la produzione di vino e ortaggi. Un’altra genialata fu costringere l’Italia come sappiamo leader nel campo dell’alimentazione, ha modificare una legge del 1974 che vietava l’uso del latte in polvere o condensato per fare il formaggio. I “Figli” sostenevano che siccome da loro è legale doveva esserlo anche in Italia, che però poteva continuare a fare il formaggio con il latte ”vero” mettendo di fatto i nostri produttori in posizione di svantaggio per il prezzo di vendita chiaramente superiore. Casa dire poi del tanto sbandierato “Nutri-Score?” Questo demenziale sistema a colori segnala i prodotti  “pericolosi,” come olio d’oliva, pecorino D.O.P, Parmigiano Reggiano, e soprattutto il micidiale Prosciutto di Parma, mentre sono salutari la Coca Cola Zero, e le patatine surgelate da friggere a cui ora si aggiungeranno certamente grilli e cavallette. Come non ricordare poi, quando i Figli volevano far piastrellare le conche di marmo per la stagionatura del lardo di Colonnata, e come dimenticare che sono gli stessi che oggi, vogliono mettere il “cappotto” alle case di paesi come Bonassola, Torano, o i Sassi di Matera! Penso sinceramente che questo sia l’unico caso a cui soprattutto agli italiani converrebbe molto essere orfani di madre.
Mario Volpi 25.08.23
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