Colonie sul litorale Apuane - carraraonline.com

Vai ai contenuti

Menu principale:

Colonie sul litorale Apuane

STORIA
Fotogallery
Da Marinella a Marina di Massa
Colonia O.B.T. - oppure “VILLAGGIO PARADISO“ con altre Colonie sul litorale apuano

Nella zona Paradiso, esisteva un terreno paludoso, bonificato anche da Carlo Fabbricotti, (Torano 1818 – Carrara 1910), detto Carlaz.  (vedi la STORIA del COLOMBAROTTO).     Le biografie lo descrivono come un capitano d’industria marmifera moderno, fondatore della tenuta di Marinella e degli scavi di Luni, collezionista di reperti archeologici.  Nel  1906 fu insignito del cavalierato per le sue attività estrattive, uomo duro ma giusto, semplice ed austero e soprattutto carrarese. Il monumento (di Alessandro Lazzerini, carrarese, nato il 7 nov. 1860, morte avvenuta a Carrara l'8 genn. 1942), è situato di lato ad un piccolo cimitero con la grande cappella funebre della famiglia Fabbricotti, e dove Carlaz riposa, con altri familiari.  In questa zona di Marina di Carrara, emergono le seguenti installazioni : una colonia,  l’ O.B.T : (Opera Balilla Torino), o “Villaggio  Marino“  poi  “Villaggio Paradiso”  di Torino  e  Vercelli,  del 1937,  ed un Ostello Apuano del 1910. (Tra il 1938 e il 1946), la provincia di Massa e Carrara ha assunto la denominazione di “Apuania”, con sigla automobilistica AU; queste installazioni, assieme ad altre, quali la riunione in un unico Comune tra Carrara, Massa, Montignoso, e  la Zona Industriale Apuana,  furono istituzioni caldamente patrocinate dal carrarese Renato Ricci  (Ministro dell' Educazione Nazionale, poi dal 1939 Ministro delle Corporazioni, su iniziativa di Achille Starace, allora presidente del Partito Nazionale Fascista, preoccupato da un'eccessiva autonomia e influenza politica del Ricci, che venne promosso a Ministro, Console generale della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale MVSN, diventata poi Guardia Nazionale Repubblicana GNR,  istituita il 24 novembre 1943, ma nell'agosto del 1944 Mussolini lo sollevò da tale incarico per assumere personalmente il comando della GNR, quindi Commissario per l'Ente Portuale di Carrara e la sovraintendenza all'attività dell'estrazione e del commercio dei marmi, Presidente dell’ Opera Nazionale Balilla ONB, dal 1927, poi trasformata nel 1938 in Gioventù italiana del littorio, GIL; entrò nel governo Mussolini anche come sottosegretario per l'Educazione Fisica Giovanile dal 1929-1937,   e  coadiuvato dal massese  Osvaldo Sebastiani, Segretario particolare del Duce dal 1934 al 1941, e chi più ne ha ne metta. Nel 1946 con decreto luogotenenziale (Umberto II di Savoia) il nuovo comune di Apuania fu sciolto e la provincia non riprese la sua antica denominazione "Massa e Carrara" ma quello "Massa-Carrara": Massa-Carrara o Massa di Carrara era invece l'appellativo con il quale veniva definita la città di Massa a partire dal Settecento fino all'istituzione nel 1938 del comune di Apuania).    Il nome Vercelli  fu  preso dalla città che attraverso la Federazione dei Fasci l’aveva finanziata per mandarvi i figli degli operai delle riserie vercellesi:  dopo il Patto d’Acciaio, tra la Germani e l’Italia, la colonia ospitò a più riprese, anche la “HitlerJugend”, la gioventù hitleriana che in vacanza al mare dava esempi di disciplina, con manifestazioni lungo viale Picciati, seguiti da giovani balilla e avanguardisti,  con in testa la banda che intonava inni e musiche cadenzate.
Esistono tipi di Colonie a torre (circolare, cilindriche), villaggio e  monoblocco, quindi, nel nostro territorio lungo il litorale, prevalgono le marine. Ovviamente le Colonie Estive coordinate dall’ O.N.B. (Opera Nazionale Balilla), istituita con legge nr.2247 del 2 aprile 1926, per volontà del federale Renato Ricci che le diresse ma dipendevano dal Ministero dell’ Educazione Nazionale del Governo Fascista.
Infatti una nuova generazione di architetti, il “Gruppo dei Sette”,  a Milano e  Torino, ma operante in tutt’Italia, evocano lo spirito di costruzione inconfondibile con l’edilizia improntata all’affermazione dell’Italia del Duce, con stabilimenti e  case comuni e  di privati, di uno stile detto “fascista”, immediatamente riconoscibile: in molte città esistono ancora palazzi (scuole, palazzi G.I.L., uffici pubblici, caserme, ecc.), a dimostrazione di questa nuova (per quel periodo) architettura, progettata negli anni 1924-1938.
Credo proprio che la miglior costruzione marina sia la Colonia Fiat (ora diventato “Torre Marina”, gestita oggi dalla D.O.C. di Torino tramite la srl VERVE, sulla spiaggia di Marina di Massa, davvero troppo vicina al mare, che in tutti questi anni è rimasta imperterrita sulla riva, ben sapendo quali danni tale vicinanza avrebbe potuto provocare ed  arrecare, compresi quelli dalla salsedine, all’edilizia, al cemento, ai legni e ai metalli. Le sue fondamenta non temono erosioni e  terremoti: la trentina e oltre di pilastri armati che la circondano sono  una sicurezza;  ad esempio, perfino tecnici giapponesi si peritavano di studiarne il sistema. Possiede  intorno un grande enorme parco con alcune costruzioni, dal Lungomare alla via delle Pinete, angolo via Fortino di S.Francesco e verso Marina di Carrara sino nei pressi di via Flavio Torello Baracchini.
Oltre ottantanni fa sul davanti si estendeva per cento metri davanti al largo Lungomare, con un basso muretto (dove potevi sederci sopra) e centoventi metri di spiaggia con tutti i servizi relativi, grande pennone per l’alza bandiera, gli spogliatoi e tutti i servizi  igienici. Ora il mare, con le sue onde, è al suo ingresso!

Questa  Torre Fiat, detta poi Colonia “Balilla”, fortemente  voluta dal padre e  rinominata a suo nome “Edoardo Agnelli” (1892 – 1935) venne progettata dall’ing.Vittorio Bonadè-Bottino nel 1932,  su incarico diretto dell’avv.Giovanni Agnelli, detto “Gianni l’avvocato”, sebbene non sia mai stato tale:  nato a Torino il 12 marzo 1921 - morto a Torino il 24 gennaio 2003, figlio di Edoardo e della principessa Virginia Bourbon del Monte, ed era il secondo di sette  figli della coppia. Ha  sposato a Strasburgo nel castello di Osthoffen,  Marella Caracciolo dei Principi di Castagneto,  dalla quale ha avuto due figli, Edoardo e Margherita. (Edoardo è morto il 15 novembre 2000  a  Fossano in circostanze misteriose, ovvero si sarebbe suicidato gettandosi da un viadotto autostradale di ottanta metri. Altri dichiarano che è stato un omicidio. E’ sepolto a Villar Perosa accanto al padre, nella monumentale tomba di famiglia). Margherita, nata il 26 ottobre 1955 a Losanna, Svizzera.  Si è unita in un primo matrimonio con il giornalista Alan Elkann, dal quale ha avuto tre figli, Giovanni, Lapo e  Ginevra.  In seconde  nozze ha sposato il conte di origine russa, Serge de Pahlen.    
Il 31 Maggio 2007, ha citato in giudizio tre uomini di fiducia dell'ex Presidente della Fiat:  Gianluigi Gabetti,  Franco Grande Stevens  e  Siegfrid  Maron ed anche sua madre, per una questione di cifre mancanti dall’eredità.
Massa aveva,  ripetiamo,  molte colonie, tra queste la Colonia FIAT Balilla, tonda con ben 15/16 piani esterni, tutta di color chiaro, visibile anche dalla Punta Bianca, ancor funzionante per i figli dei dipendenti della Fiat sede di Torino e  Filiali. Iniziata nel 1933 con mille uomini e  terminata in soli tre mesi: alta 52 metri con un diametro di 25. I due primi piani che formano i due corpi laterali di 30 metri e larghi 12. In questi due piani e nel sottosuolo si trovano tutti i servizi della Colonia: magazzini, dispensa, impianti elettrici, impianto frigorifero, centrale termina, dormitorio personale di servizi  maschile, pozzo artesiano e pompe per il sollevamento dell’acqua. Al piano terra un grande refettorio per ottocento posti, grande cucina con servizi  lavaggio, locali amministrativi, infermeria con locali d’isolamento per eventuali casi infettivi, sanitari con bagni e docce. Al primo piano le sale di ricreazione, comprese nei corpi laterali. Queste sale erano state costruite aperte per le cure elioterapiche, poi chiuse e  finestrate negli anni ottanta del secolo scorso.
Ad ogni piano c’erano due camerate di venti letti ciascuna, poi  nel tardo dopoguerra (credo anni ottanta), ristrutturate con camerette a quattro letti più bagno e servizi igienici. Un ascensore capace di trasportare 32 persone. E’ stata applicata all’esterno, sempre nella ristrutturazione degli anni ottanta e verso monti, una tromba di scale d’emergenza  per disposizioni di sicurezza, che forma un’alta pila di sostegno alla torre cilindrica, che è circondata da piloni di supporto e stabilità, con vari altri miglioramenti strutturali, per accogliere oltre a bambini anche pensionati, portando la capacità ad ospitare mille persone.
Sul web, a questo indirizzo:  http://www.youtube.com/watch?v=spEMEZIuDtU        si può osservare uno spot video dei primi anni, sull’esterno e interno Colonia Balilla Fiat di Marina di Massa.
Lo stesso ingegnere Bonadè-Bottino, nel 1937  al Sestriere  realizzò lo stesso progetto di torre, come Colonia Montana Balilla, oggi soggiorno montano “Tina Agnelli”  (detta Aniceta, figlia di Giovanni Agnelli e Clara Boselli, nata il 3 dic. 1889, sposò Carlo Nasi ed ebbero due figli: Private e Laura. Tina morì il 21 maggio 1928).
I viali  litoranei  tra Marinella (SP) e Forte dei Marmi (LU), furono invasi dal 1900 al 1960 da “case al mare”, colonie marine per i figli dei dipendenti  di grandi aziende industriali del nord di allora, come la “Colonia IX Maggio - Italo Balbo”, poi Olivetti, del 1934,  prima usufruita come caserma poi come ospedale per militari germanici, avendo vicine le installazioni delle batterie alla Punta Bianca e l’aeroporto di Luni; con grande spazio giardino retrostante,  sulla via Carlo Fabbricotti,  mentre nel davanti ha la spiaggia; è al confine di levante della Liguria, dove il grande edificio tuttora abbandonato, è in attesa di una nuova destinazione, ma sta disfacendosi, seppure per l’incuria di una minima mancante manutenzione. Altre nella zona di Marina di Massa, confinanti col nostro Comune, ma ora abbandonate e  ben appariscenti dal lungomare (furono costruite ben ventinove  tra colonie, ospizi, case di riposo).

Attualmente esiste un “Ostello della Gioventù”,
già Ostello Apuano, come precisato sopra, abbastanza vicino, bella costruzione da sembrare una villa per benestanti, con alto muro di cinta e diversi ingressi, quasi sul mare,  ma è nella Zona di Marina di Massa, sul viale delle Pinete, subito dopo il Lavello, prima dei Camping. Curiosità: la sede municipale del podestà, nell’anno 1938, venne posta in un edificio fronteggiante il mare (con tipologia a "villa") costruito alla Partaccia su progetto dell'architetto Ugo Prayer Galletti, direttore dal 1939 al 1945 dell'Accademia di Belle Arti di Carrara. La "villa" utilizzata nel dopoguerra come ostello della gioventù è alla foce del corso d'acqua “Lavello”, che, nella zona di pianura, fa da confine tra i "vecchi comuni" di Carrara e di Massa.
A Marina di Carrara gli insediamenti furono di dimensioni più contenute  e  seguiti da istituti religiosi come la colonia “Regina Pacis” retta, sin dalla nascita,  dalle suore dell’Istituto Figlie di Gesu di Carrara in piazza Gramsci, l’altra la “Colonia Diocesana” di competenza della Curia Vescovile di Massa, con la colonia sulla spiaggia, e con l’appellativo  “Stella del Mare”. Queste ultime due sono specie di Colonie private, ad uso esclusivo dei propri alunni.

La  Colonia “Croce Rossa Italiana”, costruita nel 1933, con una foto  dalla Principessa Maria José di Savoia con il Duca Aimone d’Aosta, nel 1924, nell’inizio periodo d’inaugurazione Colonie. Ha  nel suo parco un deposito/esposizione di tre lunghi carri ferroviari: treno di soccorso ospedaliero (TH5). Grande area, con molte costruzioni (mensa, aule di training, uffici, dormitori per  coloro che eseguono corsi di preparazione militare, portineria, parco, monumento ai  Caduti del Corpo Militare della C.R.I.), ed in collaborazione con Codam (Centro Operativo Deposito Addestramento Militare) tosco-emiliano, struttura che dipende dalla Croce Rossa,  hanno soccorso i  profughi albanesi in questo centro di accoglienza, negli anni 1997-1998.  Attualmente è stato riverniciato di verde all’esterno e si può vedere un video di oltre dieci minuti, operativo durante il Terremoto di Messina del 1908,  collegandosi all’URL: http://www.crisocial.net/index.php?option=com_hwdvideoshare&Itemid=8&task=viewvideo&video_id=1058  
Il treno trova nell’ex Colonia della Croce Rossa di Marina di Massa, all’angolo di via delle Pinete  e via Fortino di San Francesco,1 a Marina di Massa.
Mentre 18 foto del Treno Centoporte CRI si possono osservare collegando all’URL:
http://www.fiammeblu.it/thumbnails.php?album=3567&page=2     anno d’impiego 1913-1916

La Colonia REX Vittorio Emanuele, già Pro Juventute" Don Carlo Gnocchi " anni 1950, poi Centro “S. Maria alla Pineta” Polo Toscana -  acquistato dalla Fondazione Don Gnocchi, nel 1957, e negli anni successivi il Centro ha potenziato i propri servizi di riabilitazione ortopedica, neurologica, fisiatrica, pneumologica e cardiorespiratoria; costruzione grande e solida, inaugurata nel 1928 dal Re Vittorio Emanuele III, ospitava poi i figli degli ufficiale germanici che la usavano come casa-vacanza, quindi durante l’ultimo conflitto in un ospedale militare per il personale delle SS (Schutzstaffeln, squadre di protezione)  ed ufficiali della Wehrmacht (forze di difesa).


La Casa F.A.C.I. Federazione tra le Associazioni del Clero in Italia in via Lombardo 16,  dichiarano che non è mai stata una Colonia ma una Casa del Clero e per Privati, fondata dal senese Nazareno Orlandi nel 1972, anche se la FACI nazionale nasce dal Convegno di Pisa 2-3-4 ottobre 1917.  Nel 1990 il Consiglio direttivo delibera di ristrutturare la casa di Marina di Massa, con inizio lavori nel 1991, dotandola di 80 camere con bagno interno, nuovo mobilio, aria condizionata, con inaugurazione il 17 giugno 1992 e benedizione dell’arcivescovo di Firenze Card. Silvano Piovanelli. Antistante la casa una spiaggia indipendente, dietro un giardino con fresco verde, tutto organizzato oltre che per luogo di vacanza anche per incontri e ritiri spirituali. Benché Paolo Camaiora la inserisca nel suo volume sulle Colonie Apuo-Versiliesi, come Colonia F.A.C.I, edificata nel 1931,  ed in questi anni forse sarà stata una colonia (a pag.87).  


La Colonia Ettore Motta - Montecatini Edison, già Colonia Senese della Fondazione Ettore Motta, grandiosa bella rossiccia costruzione, con grande parco all’interno, ora abbandonata ed  in decadimento, del 1926.
La  Colonia Olivetti, funzionante fin a qualche anno fa, sul viale delle Pinete, del 1950, dove attualmente una piccola parte è in affitto a una società vicentina, la Serenissima ristorazione e catering, che prepara pasti nella cucina della Ex Colonia Torino, poi con camioncini li consegna ai clienti, essendo le due Colonie collegate  internamente ed  avendo entrambe la proprietà Turimar.


La Colonia Ugo Pisa dell’O.M.N.I. (Opera Nazionale Maternità Infanzia),  caratteristica  per il cavalletto  finestrato, sopra il Lungomare, ora parte occupata abusivamente da famiglie a  disagio, mentre nell’interno, fino al viale delle Pinete, è stata adibita a Parco Pubblico, molto frequentato da giovani ed anziani. La colonia, inaugurata nel 1913, era composta da due corpi fabbrica collegati da una passerella a cavalletto che oltrepassava la strada e permetteva di spostare barelle e sedie a rotelle senza uscire dalla struttura. L’edificio principale, costruito sulla spiaggia di fronte al mare, ospitava dormitori, infermeria, cucine e  mensa,  “stanze elioterapiche” per la cura della talassoterapia, inoltre tramite la passerella, era collegata  ad un edificio più piccolo, sede degli uffici amministrativi, costruito all’interno del parco Ugo Pisa dove ancora oggi possiamo vederlo. Nonostante i diversi rimaneggiamenti subiti nel Secondo Dopoguerra e le attuali precarie condizioni, la struttura conserva  infatti gran parte del suo aspetto originario. Oggi il dormitorio è sede di un centro velico e di due abitazioni, mentre l’edificio amministrativo interno al parco funziona come residenza sportiva temporanea e potevano  godere della bella pineta e della vicina marina, sennonché dopo il temporale di novembre scorso, il Comune ha chiuso il Parco per la caduta di circa quaranta alberi.
La grande costruzione della Colonia XXVIII Ottobre - Fasci di Combattimento di Torino, del 1938, poi diventata Colonia Torino, inaugurata nel 1938, vincitori del concorso risultarono gli architetti Ettore Sottsass e Alfio Guaitoli, ed i lavori vennero avviati nel 1936, conclusi, con notevole celerità, e nel 1938 venne inaugurata con personalità della gerarchia fascista e schieramento di Balilla e Avanguardisti. Si trova in via Bondano al Mare angolo Lungomare di Ponente, a Marina di Massa. Costruita a tipo “villaggio” con il tessuto edilizio circostante  costituito, oltre che dalle altre colonie, da case su due o tre piani inserite nel verde dei rispettivi giardini. Dopo la caduta del fascismo la Colonia passò alla Regione e continuò per oltre dieci anni a funzionare come colonia, poi divenne scuola e negli anni sessanta del secolo scorso, iniziò l’abbandono con successivo degrado. Solo nel 1999 iniziò il restauro, uscendone una decente costruzione di sei  blocchi, di padiglioni di notevole dimensione, tutti bianchi, ma le finestre rimasero con solo vetri (senza scuri né persiane od avvolgibili), affidate soltanto a tende interne. Nell’anno 2000 fu acquistata dalla TURIMAR Ostello Internazionale,  assieme all’ex Colonia Olivetti che unitamente alla ex  Quisisana, confinante, avevano ed  hanno in comune un largo sbocco al mare, ovvero un passaggio verso la spiaggia sul Lungomare di Ponente, tra le ex colonie Ettore Motta e Torino. La Torino ha affittato la cucina della  ex Colonia alla “Serenissima” di Vicenza  per ristorazione e catering, che cucina pranzi e giornalmente, con camioncini li consegna alle mense di molte aziende.  Mentre l’ospizio o casa di cura Quisisana, scomparsa da una decina d’anni, era del 1900.  Il nome Quisisana è stato tolto, e programmato come “Villa delle Piane”: così  recita il cartello all’ingresso in via delle Pinete.  L’acquirente dell’area su cui sorgeva la Casa di Cura Quisisana,  il dr.Enrico Bogazzi  mi conferma che la Casa di Cura non esiste più a Marina di Massa. L’area acquistata fu un investimento immobiliare e probabilmente dopo riattata al meglio, vedrà di venderla.

Altre Colonie a  Marina di Massa, erano :
• 1) - Ostello Apuano, ora Ostello della Gioventù,  in via delle Pinete, 256
• 2) - Colonia Fiorenzuola d’Arda, in via degli Unni
• 3) - Colonia C.G.E., in via delle Pinete, 386
• 4) - Colonia Marchetti AIAS, in via del Casone.
• 5) - Colonia Quisisana, in via delle Pinete, (poi dichiarata come casa di cura), ora Villa delle Piane, area  acquistata da Enrico Bogazzi  di Marina di Carrara, (impresa di trasporti portuali), che stà  ristrutturando assieme al grande parco.
Poi c’erano i vari Ospizi, Istituti di Patrocinio, Case varie, Circoli al mare, Istituti vari.
Ovviamente queste “Colonie” si trovavano e si trovano tutte a Marina di Massa, come tutte le altre precedenti. Seguono, in Versilia altre  Colonie:  due a Montignoso, sette  a  Forte dei Marmi, tre a  Marina di Pietrasanta, due a Viareggio, una a  Lido di Camaiore, e così proseguendo su tutto il litorale tirrenico.

Per quanto riguarda Marina di Carrara fu creata la suddetta  colonia O.B.T. su progetto, alla fine del 1936, degli architetti Mansuti e Miozzo ed inaugurata nel 1937 con la presenza di Renato Ricci e Edda Ciano Mussolini, con ingresso in viale Fratelli Picciati  (in una rissa d’osteria,  ex combattenti  filorepubblicani  feriscono il segretario del fascio di Bergiola: accorrono tre fascisti armati, il cavatore Giulio Morelli e i fratelli Eugenio e Renato Picciati, studenti universitari), uccisi da un fitto fuoco di sbarramento. Immediata e di ampie dimensioni la rappresaglia: «giustiziato»  nottetempo nella sua abitazione Battista Fabiani, feriti mortalmente 2 antifascisti in località Torano e  Codena; devastati i circoli repubblicani di Avenza e di Marina, la sede dei combattenti di Carrara; manganellati assessori e impiegati carraresi: tutto domenica 8 gennaio 1922, mentre il 20 gennaio veniva ucciso a Torano,  il socialista Gino Giromini, seguirono poi uccisioni nei dintorni ed in città.   Altre fonti, invece,  si riferiscono ai moti del 21 luglio 1921 e non del 1922).  Attualmente il viale è  intestato a Galileo Galilei.  La Libia da tempo ed anche recentemente (novembre 2013),  non ha pace, scontri filo governativi con miliziani di Ansar al Sharia con uccisioni e feriti. Il gruppo legato ad “al Queda” considerato responsabile dell’attacco del 2011 contro il Consolato americano nel quale fu ucciso l’ambasciatore statunitense Chris Stevenson.
La colonia funzionò regolarmente fino alla fine dell’ultimo conflitto mondiale, dove dopo  l’ 8 settembre 1943, vi furono furti e saccheggi, quindi ospitò un reggimento di Alpini della Divisione  Val di Fassa, sbandati per la precipitosa fuga dei vertici militari, si liberarono delle divise, dei cavalli da tiro e dei muli lasciandoli  liberi all’interno della Colonia, divenendo preda ambita da parte dei civili della zona, ma prontamente riconsegnati presso la Villa Ceci, sede provvisoria del locale comando germanico. Il 17 settembre 1943 la Colonia divenne un campo di concentramento degli stessi alpini catturati, i quali  vennero poi deportati, assieme a civili rastrellati, uomini che non avevano aderito alla chiamata alle armi della repubblica di Salò. Tutti furono mandati, su carri merci, nei campi di lavoro, o meglio, lager della Germania.  La maggior parte delle migliaia di cittadini deportati dai territori apuani e lunigianesi  furono destinati ai campi di lavoro come quello di Turkheim, sottocampo di Dachau  situato vicino a Monaco di Baviera. Prima della partenza per la Germania, gli ostaggi catturati  venivano solitamente condotti e rinchiusi nelle ex-colonie presenti sul territorio, ora adibite a luoghi di raccolta e detenzione temporanea, come l’ex colonia “Italo Balbo” di Marinella o l’ex-colonia Vercelli di Marina di Carrara, e  dei civili catturati e deportati  nel settembre del 1943.  Al termine del conflitto, la Colonia rimase in uno stato di abbandono per divenire successivamente  luogo di raccolta e ghetto di coloro che non aderirono al regime di Tito: ma si trattava di Italiani, uomini, donne, anziani e bambini, esuli dai territori Giuliani e Dalmati: Italiani che furono scacciati dalla loro terra, divenuta terra jugoslava dopo l’invasione delle truppe del IX Corpo di Tito, il mandante responsabile delle stragi comuniste delle foibe e della pulizia politica.  La Colonia Vercelli divenne popolarmente conosciuta come il famoso “Sangrilà”,  ovvero,  “campo profughi”, come  viene chiamata anche oggi, in ricordo di tanti civili Italiani che vi soggiornarono nell’attesa di trovare una nuova sistemazione e poter crearsi una vita decente, anche se furono inizialmente non troppo benvoluti dai marinelli, che li accusavano di essere “mangia lavoro” e “mangia case”.  (altra zona chiamata  “Congo” era anche a Pontecimato, nell’ansa del Carrione, prima che togliessero la precedente ansa, quasi all’inizio della Provinciale della Fabbrica. Soggiornavano, sfollati, profughi, zingari, e poco di buono).  Seguirono altri, rimandati in Patria dall’Eritrea e dalla Libia, dopo il colpo di stato di  Muammar Gheddaffi, (Sirte, 7 giugno 1942 – Sirte, 20 ottobre 2011), costrinse gli Italiani  a lasciare il Paese entro il 15 ottobre del 1970  e  da questa data,  ogni 7 ottobre in Libia si celebra il  “Giorno della vendetta”, in ricordo del sequestro di tutti i beni e dell'espulsione di 20.000 italiani  (non so se ancor oggi viene celebrata questa ricorrenza).
Tutta la Colonia era sorvegliata da uomini della “Celere”, lungo tutto il perimetro esterno, ma ciò che angustiava di più questa povera gente, era la coda in attesa di ricevere un mestolo di minestra nella “gavetta” : non c’erano stoviglie vere e proprie ma soltanto attrezzature  militari che dovevano pulirsi e conservare per il successivo pranzo. Inoltre nei locali mancava la pur minima “privacy”,  infatti in un locale vivevano anche cinque famiglie e dovevano stendere fili da una parete all’altra, ricoprirli di coperte e teli per creare un presunta intimità personale.
Chi  trovò un lavoro alla Zona Industriale Apuana, chi si spostò in ogni parte d’Italia con promesse di lavoro, chi sposandosi, creando una nuova famiglia, fatto sta che la Colonia fu abbandonata nuovamente e lasciata al più completo degrado, dove tuttora abitano abusivi che hanno trovato ricovero, provenienti da ogni parte del mondo, in uno stabile dichiarato inagibile per la caduta di parte del tetto e molte società che occupavano con attività sportive, hanno dovuto trasferirsi altrove, usando i locali ancora parzialmente agibili, come magazzini. Al termine di tale vialetto oltre ad una zona chiusa dei Carabinieri, col cartello “Zona militare, limite invalicabile” (i quali si sono trasferiti nell’altro vialetto, radente il Parco del Ricordo): Arma Carabinieri, Comando Stazione - Marina di Carrara.
Tornando al primo vialetto, lato monti, troviamo la targa del Comune di Carrara, in marmo bianco e con un grafico della costa jugoslava, raffigurante le città di Pola, Fiume, Zara e Spalato, con sovrastante il simbolo della nostra città (corona e scudo con ruota)  portante  la scritta:


COMUNE  DI  CARRARA
Giorno del Ricordo
LA  CITTA’ IN  QUESTO  LUOGO  DISPOSE
L’ ACCOGLIENZA  E  LA  SISTEMAZIONE  DEGLI  ESULI
GIULIANO - ISTRIANO - DALMATI,  COSTRETTI  ALL’ ESODO
DAI  LORO  PAESI,  QUALE  TERRIBILE  CONSEGUENZA
DELLA  SECONDA  GUERRA  MONDIALE.

IL  COMUNE  DI  CARRARA  E  GLI  ESULI  RICORDANO
TALI  FATTI  A  TESTIMONIANZA  CONTRO  GLI
ORRORI  DI  TUTTE  LE  GUERRE.
CARRARA,  3  MARZO  2006
Mentre dalla parte opposta (tra una porta chiusa con mattoni, probabile ingresso della ex “Direzione”,  figura altra targa, sempre in marmo :
MINISTERO  DELL’ INTERNO
C. P. P.

MARINA  DI  CARRARA
E’ stato istituito il “Giorno del ricordo” , in memoria, appunto, dell’esodo Giuliano, Istriano, Dalmati,  che viene ricordato ogni 10 Febbraio.
Proseguono gli ingressi degli occupanti (abusivi?), su due lunghi piani, di fronte un’entrata secondaria, forse il Comitato Carnevale, un Club Fotografico, ed al termine della strada, oltre alla cancellata dei Carabinieri, dirimpetto, l’ingresso della Mensa della Caritas con gli evidenziati  orari della distribuzione pasti e di chi volesse farsi un bagno o una doccia.
Buona parte è stata recuperata e destinata a scuola  (verso monti) ed  istituti  vari, ma risultati inagibili, ed il Comune li ha invitati a trovarsi un’altra sede, compreso il Centro Sociale ARES.
E’ rimasto il piccolo “Parco del Ricordo”, che mi dicono fu una donazione di un nobile carrarese, legando la donazione finché rimanesse a disposizione di tutti coloro che volessero usufruirne.  Ma  pare che il Comune, dopo aver accettato questo impegno rogitale, non abbia fatto nulla per renderlo degnamente agibile (parco che confina con la stradina verso monti, con lo stabile inagibile, con la seconda stradina verso mare, e con viale Galilei. Il parco è pieno di pini e qualche banchina, con un ricordo-tabernacolo, quasi al centro del piccolo parco, con la scritta:

“Le Foibe e l’esodo delle popolazioni  Giuliano - Istriano - Dalmate
Pola,  Fiume,  Zara,  Spalato”

Altro recente monumento particolare, all’esterno dell’Istituto Statale Comprensivo di Scuola Materna, Elementare, Media  “M.Buonarroti”,  con ingresso da viale Galilei, visibile da chi transita per il viale, con una targa in basso che riporta :
Nel  ricordo delle Tradizioni  Marinare  di  Eccellenza,
Guardando  al  Futuro  ed  al  progresso  del  Territorio.
L’Amministrazione Comunale di Carrara.
Il Polo Tecnico Professionale “E.Barsanti”
di  Massa  e  Carrara
Marina di Carrara,  16  febbraio  2012.
Mentre sul lato interno, del successivo Parco verso monti, si trova il Comprensivo M. Buonarroti, Scuola  Primaria  “PARADISO”,  con la Direzione didattica di Stato, del VI Circolo “Paradiso” di Marina di Carrara.
In data 10 Febbraio è stato istituito il “Giorno del Ricordo”, in memoria, appunto, dell’esodo delle  popolazioni  Gialiano-Istriano-Dalmate.
Naturalmente anche buona parte della Fiera di Carrara e l’area della Chiesa SS.Annunziata di via Bassagrande, facevano parte del “Villaggio Paradiso”.
Questo è quanto si trova all’interno della precedente area “Colonia Balilla Torino”, che iniziava all’angolo di piazza Paradiso e percorreva tutto viale Picciati,  ovvero Galileo Galilei, racchiusa entro bassi e alti  muri sormontati da una rete metallica, fino alla via Bassagrande, con all’interno molti alberi e molta vegetazione e torrentelli di scolo, che per attraversarli dovevi essere, minimo, un atleta. Quando fu abbandonata, tra il 1945 e 1949, si trasformò in una boscaglia pericolosa, perché frequentata da malavitosi e “signorine” di allora.
Lucio Benassi      Carrara, 10  dicembre 2013

Crediti

Bibliografia:
Le foto:  la prevalenza di quelle a colori sono del sottoscritto e di carraraOnline.com, le altre vedi “bibliografia”
CAMAIORA  Paolo - “Le Colonie marine del Littorio sulla costa                                 .     Apuo- Versiliese” - Associazione Culturale Sarasota, maggio 2011
VATTERONI  Elia, “Zibaldone su Marina”, 2005, SEA Carrara
BOGAZZI Guglielmo e Pietro MARCHINI, “Marina di Carrara”, 2008, Roberto Meiattini     .     Editore, Carrara
http://www.ebay.it/sch/sis.html?_nkw=MASSA+CITTA+20+MARINA+DI+MASSA+COLO. .     NIA+EDISON+
GIORGIERI Pietro Basilio, “Itinerari apuano di architettura moderna”, monografia della      .     Collana Guide di architettura moderna, Alinea, Firenze, 1989 http://it.bing.com/images/search?q=Torre+Marina+Massa&FORM=IQFRBA&id=F16F4980 .     E90209C73780E90E8CDB60F7566CC086&selectedIndex=33#view=detail&i                        .F16F4980E90209C73780E90E8CDB60F7566CC086&selectedIndex=0
http://iltirreno.gelocal.it/massa/cronaca/2011/05/08/news/arrivano-i-profughi-in-citta- 1.2471783
http://geoweb.comune.massa.ms.it/node/129

Note
Privacy e diritti d' autore






Torna ai contenuti | Torna al menu