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Chiesa Madonna di Loreto Melara

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L’attuale Chiesa della Madonna di Loreto a Melara, nacque come ricovero di feriti ed ammalati nella Prima Guerra Mondiale (lazzareto, quale Presidio della Croce Rossa), poi divenne sala da ballo (balera) molto frequentata, quindi circa sessantacinque anni or sono quale Chiesa di San Pietro e Paolo, poi come chiesa di San Pietro di Melara (precisazione, di Melara, per distinguerla da quella di San Pietro di Avenza), in seguito definitivamente col nome attuale.
L’Oratorio Pubblico, si trovava nell’immediata periferia sud-orientale della città, a Puccinetta, località oggi posta tra le attuali via VII Luglio e via Roma, a poca distanza dal Boccalone della Vacca, ed era giuspatronato dalla famiglia di Berlinguero Vaccà.  In esso si poteva ammirare un quadro rappresentante  la Traslazione della Alma Casa di Loreto : Alma = anima, dal latino, (esempio :   “divino amor che gentil alma accende” di Vittoria COLONNA) - dal Dizionario Zanichelli 2013
(I fiorentini, collocarono la Santa Immagine sull’Altar Maggiore della Chiesa Parrocchiale di Santa Maria degli Ughi posta sulla Piazza delle Cipolle, oggi  Piazza Strozzi e crearono una Congregazione composta di cinque ordini di persone, cioè: 33 Sacerdoti, 33 Cavalieri, 33 Dame, 33 Cittadini, e 33 Cittadine, con lo scopo di comprendere i diversi ceti di cui allora composta la cittadinanza fiorentina. Dopo vari spostamenti e vicissitudini di questa Sacra Immagine, fu deposta nella Chiesa di S. Lucia dè Magnoli in via de'Bardi, che è fra le più antiche chiese fiorentine d'Oltrarno. In un lazzaretto che le sorgeva dinanzi, come ricorda un moderno tabernacolo, sostò nel 1211 San Francesco, nella sua prima visita a Firenze.
ed ogni anno il 10 dicembre si celebra la Festa Solenne della Traslazione dell’Alma Casa di Loreto ).
Negli anni trenta del secolo scorso, l’altare dell’oratorio  venne donato alla Chiesa di San Pietro in Melara (ora Chiesa della Madonna di Loreto), “succursale” della Parrocchia di Carrara - San Ceccardo  (quella in fondo alla discesa, da Carrara città, di San Ceccardo). Tale Oratorio Pubblico di Puccinetta, non è più esistente.
Questa Chiesa della Madonna di Loreto, così ribattezzata per non confonderla con la Chiesa di San Pietro in Avenza, negli anni quaranta, amministrata da don Giuseppe Rosini, che aveva anche quella di San Ceccardo, personalmente mi rammenta ricordi struggenti : facevo il chierichetto a San Ceccardo (l’attuale Oratorio), abitando nella Carriona, sotto la ex villa Ascoli, quando Don Rosini  mi chiese di venire, domenica, alla Chiesa di Melara perché il suo chierichetto era con i genitori in vacanza non so dove, e quello che mi raccomandò fu, al momento di versare acqua e vino nel calice, di versare tutto il vino, con una sola, ripeteva “sola goccia” di acqua.    Si raccomandava che fosse veramente una sola goccia, ed io tremavo al pensiero di poterne versare più di una sola goccia!
La chiesa non ha campanile e neppure una croce sopra l’ingresso. Possiede, all’interno, un piccolo giardino abbastanza ben tenuto. Di fronte all'altare poggiato alla parete, è stato posto altro altare per officiare le pratiche religiose, in marmo bianco, con a lato la colonna, sempre in marmo, per appoggiare le letture.
Merita un richiamo specifico Don Rosini, grande sacerdote e partigiano della DC :   il 7 marzo 1944 venne ricostituito il Comitato Provinciale di Liberazione Nazionale (famoso C.P.L.N.) e ne fecero parte: don Giuseppe Rosini, detto Andrea (DC),  Gino Menconi, detto Carlo (PC),  Giovanni Bernardi, detto Capuralin (PSI),  Alberto Bondielli, detto Enzo, Massimo Micheli del PC, Oscal  Lalli, detto Simone (PSI),  Enzo Palla, detto Gualtiero (PSI), Evaristo Piccini, detto Silvio (PRI), Olivo Mernini del Movimento Libertario,  tutti uomini che hanno tutelato la nostra libertà individuale.
Nella Chiesa,  ad una sola navata, con soffitto in doghe di legno dipinte, navata ben tenuta, pulita, linda, con finestre anche sulla via Provinciale , con poche statue probabilmente di gesso, ma con murato nell’ancona un bellissimo altorilievo in marmo bianchissimo, datato A.D. 1672, di certo Pietro Santi, come mi riferiscono e  si può anche controllare benché, dietro al tabernacolo moderno, si legge soltanto “Sant”, poi le parole successive sono nascoste dal tabernacolo murato. Questo scultore, del XV secolo non l’ho trovato in nessun annuario e neppure su Internet, per vedere chi fosse veramente. L’altorilievo raffigura in alto la Madonna di Loreto con Bambino, ed in basso, ai lati, guardandola, a destra San Ceccardo ed a sinistra San Giovanni Battista : sembrerebbe voler riunire le due Chiese vicine, quella di Fossola e quella di San Ceccardo.  Altare in marmi bianchi e colorati, appoggiato alla parete sotto il bellissimo alto rilievo incorniciato sempre con marmo grigio scuro (proveniente e donato dall’ex Oratorio Pubblico di Puccinetta). Il tabernacolo, aggiunto e moderno, è di poco pregio. Ai lati due finestre ad arco, con stipiti  in marmo bianco, vetrate a croce, dalle quali si intravede il retro della Sacrestia che da sinistra, mediante un corridoio,  porta in altro locale sulla destra.  Balaustra in marmo bianco venato, ma di composizione, con quattro colonnine squadrate di marmo bianco per lato e tre composizioni a tre colonnine tonde sagomate, sempre in marmo bianco: il piano di appoggio unico è mancante.  Il pavimento composito di piastrelle varie  ma tutto ben tenuto e luminoso.  Quello che ho trovato all’Archivio Diocesano di Massa  è una visita del Vescovo S.E. Carlo Boiardi  (30 ottobre 1945 - 24 febbraio 1970 † deceduto), nel 1946 che fece visita tanto a San Ceccardo che a San Pietro in Melara (nome di allora della Chiesa), e rimarcava alcune precisazioni e sostituzioni di arredi. Verbale firmato anche da don Maffei. Poi non so se ci furono altre visite pastorali  vescovili.
Notai nella Chiesa una statua di Gesù Cristo, in marmo bianco e colorato, specialmente il mantello in un verde scuro, con scritto nel piedistallo quanto esposto sotto riportato e devo proclamare la mia sorpresa: non avrei mai immaginato che  Mr Greville Cripps  (un inglese che lavorò anche con Walton) e moglie potessero dichiarare quanto riferito ai coniugi Iardella  (i Cripps attualmente sono defunti,  per subentrate indisposizioni). Conoscevo da almeno trent’ anni  i Cripps: infatti  rilevarono tramite Tribunale la segheria di mio nonno Angelo  (che la possedeva, nella Raglia, assieme ai due figli, mio padre Amleto ed il fratello,  mio zio Mario, e la tenne per oltre  vencinque  anni. Al momento di ritirarsi,  ammalato, la offri a mia sorella Angela che subito la ricomprò e ne fece una  gradevole sorpresa natalizio a me ed a mia sorella  Mira.  Cripps, riconoscente, prima di offrirla ad altri cercò di farla tornare in possesso dei precedenti proprietari che gli fu tolta perché uscirono allo scoperto quelli dei debiti mentre quelli dei crediti scomparvero, e mia sorella la più grande di noi fratelli, allora aveva 17 anni e non capiva nulla di questi affari.  Infatti  l’ amministrò per oltre trent’ anni,  ma suo figlio non volle prenderla in eredità, cosi la rivendette, furono abbattuti  i telai e quanto inerente e nello stesso spazio costruirono tre condominii, che tutt’ora esistono (spazio che dalla Carriona arrivava sino al fiume Carrione, dove io da bambino meno che decenne, giocavo, in mezzo ai blocchi ed alle pulegge del piazzale, mentre  mia sorella, diciassettenne, frequentava a Carrara il Liceo-Ginnasio Repetti).
Ci sono altre statue, tra cui un’altra di marmo della Madonna, a sinistra vicino all’unico altare, alla quale molti fedeli sono devoti, accendendo in continuazione ceri e candele. Verso il centro una statua di San Pietro con le chiavi, a ricordo della precedente intestazione della Chiesa. In Sacrestia quella di un Cristo con Sacro Cuore sul petto.
Quanto scritto nel piedistallo della statua di Cristo,  a destra, prima della Sacrestia :

IN  MEMORIA
DEI CONIUGI
AUGUSTO
E
FLORINDA  IARDELLA
ESEMPIO
DI  OPEROSITA’
E  DI  PRECLARI  VIRTU’
GREVILLE
E  RENATA  CRIPPS

Ovvero, i Cripps non li credevo così religiosi (specialmente la moglie Renata).
Si celebra la Santa Messa la domenica mattina alle ore nove, dall’Amministratore Parrocchiale don Lorenzo Corradini, parroco di San Ceccardo.

Lucio Benassi Carrara,
Foto del sottoscritto

BIBLIOGRAFIA :
- Giacomo Franchi e Mariano Lollai - “Diocesi di Massa -Pontremoli”, parte 1a -  vol. 1°, Aedes Muratoria  e  Diocesi di Massa -Carrara, 2000.
- http://www.santaluciadeimagnoli.com/Cennistorici.htm
-  Alma = anima, dal latino, (esempio :  “divino amor che gentil alma accende”     di Vittoria COLONNA) - dal Dizionario Zanichelli 2013

Spetta/le Redazione

Ho letto con interesse la dotta descrizione del Sig.Lucio Benassi della chiesa di Melara, che conosco bene, perchè la mia prima infanzia l'ho vissuta proprio a poche decine di metri da quella chiesetta. Devo aggiungere che la bussola lignea della porta d'ingresso è stata realizzata da mio zio, un maestro falegname molto noto a Melara, Fernando Orsini, detto "Bicet" che aveva la bottega proprio accanto al tabacchino di Bologna di fronte alla torretta di mattoni rossi della portineria del "mont'zed" come lo chiamavamo noi bambini . Credo addirittura che la abbia donata, ma di questo non sono sicuro perchè ero molto piccolo. Mi complimento ancora col Sig. Benassi per le minuziose ricerche storiche con cui correda i suoi interessantissimi articoli.
Enzo De Fazio

Edicole sacre nel territorio apuano





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