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Monumento a San Francesco

Opere da salvare

Cari lettori,
questa settimana, come da vostra segnalazione , ci occupiamo del monumento dedicato a San
Francesco antistante la Chiesa delle Grazie a Carrara.
Già osservando le foto, ma ancora meglio dal vivo, è facile rendersi conto di come il monumento
versi in condizioni disastrose e piu' che ad un monumento assomigi a una massa di pietra nera ed
informe.
Iniziamo col dire che la statua si trova su una strada altamente trafficata e per questo , a differenza
di altri monumenti, necessiterebbe di cure ancora maggiori.
Il degrado che salta subito all'occhio è il colore nero che il marmo ha assunto negli anni: tale
annerimento è dovuto non solo al deposito di particellato atmosferico e di smog ma anche ad un
problema molto pu' grave legato a questo continuo deposito di polveri incoerenti che affligge pietre
calcaree e marmi e che putroppo, se non rilevato e arginato in tempo, può causare danni irreparabili
ed irreversibili al monuento stesso : le croste nere.

I meccanismi che intervengono nella formazione delle croste nere sono diversi e possono
sovrapporsi in varia misura, ma tutti sono legati principalmente al deposito di particelle, aerosol o
particolato che una volta deposti danno luogo, attraverso reazioni chimiche di ossidazione, alla
formazione di queste concrezioni .
Se queste non subiscono rimozione per azione degli agenti atmosferici quando possibile, o non
vengono rimosse meccanicamente , tendono a formare degli accumuli che crescono , induriscono e
che hanno un decorso ed un degrado completamente diverso rispetto alla pietra sottostante.
A causa del loro colore più scuro, sono in grado di assorbire più della pietra originaria le radiazioni
solari e in questo modo sono maggiormente soggette a dilatazioni e rigonfiamenti .
Per capire come si formano questi depositi è importante focalizzare l’attenzione sul binomio
pietra-atmosfera.
Il maggiore responsabile del degrado causato dalle croste nere è il gesso, un sale piuttosto solubile.
Il gesso nasce dalla reazione chimica di attacco del carbonato di calcio da parte dell’acido
solforico, il quale a sua volta è prodotto dall’ossidazione dell’SO2 : l ’SO2 è una sostanza inquinante
derivante soprattutto dalla combustione di composti contenenti zolfo. È abbondante nelle atmosfere
urbane, e l’acido che ne deriva è più forte di quello prodotto dall’anidride carbonica.
Tale processo chiamato " solfatazione "può avvenire direttamente sulla superficie delle pietre
quando siano presenti sottili film di condensa oppure negli aerosol presenti in aria che danno luogo
a soluzioni o sospensioni acquose.
Nel caso di una pietra calcarea, il carbonato di calcio presente subirà un attacco da parte dell’acido
solforico, che produrrà gesso: materiale assolutamente fragile e incline ad un rapidissimo degrado.
Lo spessore delle croste nere può variare da 0,5 a 3 mm, esse si formano principalmente in aree
esposte all'inquinamento atmosferico, protette da un intenso dilavamento delle acque piovane.
Tali incrostazioni cone abbiamo detto sono tenute insieme da una matrice gessosa capace di
inglobare particelle di varia natura, come particolato atmosferico, polline, ossalati, sostanze
bituminose e carboniose (responsabili della colorazione grigio nerastra ).
La trasformazione della pietra in gesso e la formazione di questi nuovi cristalli instabili da un punto
di vista chimico , crea forti tensioni provocando prima il decoesionamento della pietra sottostante la
crosta nera , determinandone in seguito il distacco.
Per questo tale problematica di degrado non è da sottovalutare: sotto la crosta nera dobbiamo
pensare di non avere piu' la nostra pietra originaria ( nel caso del monumento in questione marmo)
ma agglomerati di gesso che tendono a sgretolarsi e a distruggersi con il continuo dilavamento della
pioggia.
Le croste nere per tutta questa serie di motivi andrebbero rimosse immediatamente: il monumento
andrebbe per prima cosa pulito in profondità e sanato con consolidamenti mirati poi
successivamente protetto con applicazione di sostanze impermeabili e idrorepellenti capaci di
contrastare la formazione di nuove concrezioni.
Male non sarebbe nemmeno rimuovere erbacce e sporcizia dal basamento così da poter tornare a
leggere i versi del "Cantico delle Creature" e restituire al monumento la sua dignità e la sua
leggibilità.
Il Comune di Carrara ha versato a "Carrara Fiere srl" 56.000 euro per l'organizzazione di Marble
Weeks 2013.( Det. Dir. 104 del 28/06/2013 , consultabile sul sito del Comune sezione atti)
Se potesse parlare credo che il nostro monumento direbbe, con rammarico : " A chi troppo e a chi
niente"...va bene che San Francesco aveva fatto voto di povertà!
A presto con il prossimo capolavoro da salvare: il Politeama Verdi.



16 agosto 2013
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Da un'idea di PierBin
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