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Capitaneria di porto Marina di Carrara

STORIA
Segheria Walton, Dooddy & Cripps Ltd, a Marina di Carrara. 1923
A destra casa a tre piani è l'attuale casa PAMPAGNA
Palazzo ex CAPITANERIA DI PORTO a Marina di Carrara
Palazzo ex CAPITANERIA DI PORTO a Marina di Carrara detto “PAMPANA”

Il 20 luglio 1865, con l'emanazione del Regio Decreto 2438, a firma del re Vittorio Emanuele II°, iniziò ufficialmente la storia del Corpo delle Capitanerie di Porto, all’art. 1 si legge la denominazione “Corpo delle Capitanerie di Porto” seppur con personale civile e con dipendenza del Ministero della Marina.  Il primo cenno sul Porto di Marina di Carrara risale però al 1741. In quel tempo infatti, a Massa, l'allora Maria Teresa Cybo Malaspina, duchessa di Massa e principessa di Carrara andò sposa a Ercole Rinaldo III, figlio di Francesco III duca di Modena. Questo matrimonio aveva in realtà un potere politico eccezionale, infatti questa unione aveva la potenzialità di garantire al regnante d'Este uno sbocco al mare.
Il duca di Modena aveva visto correttamente quali erano le potenzialità dello scalo marinello, ma la mancanza di mezzi tecnici di allora provocò il fallimento del suo progetto, tuttavia è giusto ricordarlo come il primo al quale sia venuta l'idea di costruire un porto sulla spiaggia di Marina di Avenza, come allora si chiamava.
Arriviamo quindi al 1851, quando un industriale inglese, di nome William Walton, uomo dal geniale intuito, comprendendo le potenzialità delle coste apuane, riuscì ad ottenere il permesso da parte del Duca di Modena di costruire il primo pontile di caricazione a Marina. In breve tempo il benessere inizia a diffondersi tra i suoi abitanti. Oltre a Walton, inizia ad arrivare in città una schiera di nuovi industriali e commercianti che vedono nel marmo e nel pontile "WALTON" uno sbocco economico incredibile. Tra questi anche gli investitori locali iniziano a vedere un'alternativa economica nel mare, tra cui le note famiglie locali dei Fabbricotti, i Del Medico, i Tenderini. Nel giro di una quindicina di anni il lavoro aumentò vertiginosamente tanto da rendersi necessaria la costruzione di un secondo pontile (1871) e poi di un terzo, entrambi in legno. Il terzo pontile, collocato a ponente rispetto al primo, venne realizzato dal figlio di Edward Pate (Thomas) e prese il suo nome. Gli uffici della società "Pate" vennero collocati in uno stabile costruito appositamente per ospitare i dirigenti ed i funzionari di tale ditta. Questo stabile, noto a Marina di Carrara quale palazzo "Pampana" è attualmente adibito a foresteria della Capitaneria di Porto di Marina di Carrara e sul suo portone sono ancora ben visibili le lettere T.P.C. (Thomas Pate Company). Con sei appartamenti occupati da famigliue di collaboratori della Capitaneria di Porto e da ufficiali che arrivavano a Marina per ricerche, corsi di addestramento e varie incombenze programmate dal Ministero della Marina.
Dopo il secondo conflitto mondiale, nel 1948, il Comando Generale delle Capitanerie di Porto - ricostituito come Ispettorato Generale delle Capitanerie di Porto, con a capo l'Ufficiale Generale più elevato in grado o più anziano del Corpo in servizio permanente effettivo - ed il Corpo delle Capitanerie passarono alle dipendenze del Ministero della Marina Mercantile per adempiere ai servizi di istituto di pertinenza di tale Dicastero. Negli anni dell'immediato dopoguerra, enormi sono stati i danni inferti alle attrezzature ed alle opere portuali, e pressoché totale la distruzione della locale flotta mercantile.
Nel 1949 viene istituito l'Ufficio Circondariale Marittimo di Marina di Carrara, posto sotto il comando del Capitano di Porto Francesco FORTI, fino al 1953. Nel 1988, anno in cui con D.P.R. n. 570 in data 28.12.1988, l'Ufficio Circondariale di Marina di Carrara fu elevato al rango di Compartimento Marittimo ed assunse la denominazione di Capitaneria di Porto di Marina di Carrara. La sede degli uffici fu presso la sede storica del palazzo "Pampana" dal 1953 fino al 2005, anno in cui venne resa disponibile la nuova ed attuale sede di via Salvetti, proprio all'ingresso del porto di Ponente.

La legge n. 979 del 31 dicembre 1982 "Disposizioni per la difesa del mare" determinò lo sviluppo di un servizio di protezione dell'ambiente marino, finalizzato soprattutto al contrasto degli inquinamenti in mare, non solo attraverso attività di controllo a terra e in mare ma anche con il telerilevamento aereo.
Sul finire degli anni ottanta il Corpo delle Capitanerie di Porto si presentava già come un'organizzazione in piena crescita, avanzata dal punto di vista tecnologico, professionale e operativo. Con il Decreto interministeriale dell'otto giugno del 1989, fu istituita la Guardia Costiera, l'articolazione operativa delle Capitanerie di Porto costituita dall'inglobamento dei reparti aeronavali preesistenti. A partire da allora, a similitudine di altre nazioni, le unità navali ed aeree del Corpo recano la scritta "Guardia Costiera" e vestono la livrea bianca con il logo, che, in omaggio alla bandiera italiana e all'appartenenza del Corpo delle Capitanerie di Porto della Marina Militare, raffigura un parallelepipedo tricolore, con la banda rossa più estesa per accogliere al centro l'ancora nera della Marina su campo circolare bianco. Sono cronaca recente le multiformi funzioni del Corpo, molto accresciutosi nelle competenze e nella professionalità.

L’anno appena trascorso (2016), ha segnato l’importantissimo evento del cinquantesimo anniversario della tragica scomparsa del Capitano Michele FIORILLO, Medaglia d’Oro al Valor di Marina (alla memoria), Comandante del Porto e Capo del Circondario Marittimo di Marina di Carrara dall’aprile del 1965 al luglio del 1966, perito tra i flutti delle acque prospicenti il Camping Internazionale di Marina di Massa nel tentativo di salvare due turisti tedeschi ed il proprio equipaggio. Lo storico anniversario è stato celebrato solennemente il 6 luglio scorso, alla presenza della Signora Marina Fiorillo (unica figlia di Michele Fiorillo) e del Direttore Marittimo della Toscana, Capitano di Vascello Vincenzo Massimo Di Marco, con numerosi eventi, ed una Santa Messa celebrata, dal Vescovo della Diocesi di Massa, Carrara e Pontremoli, Monsignor Giovanni Santucci. Presente anche il Sindaco di Carrara Angelo Andrea Zubbani.
Il Palazzo, con ingresso in via Garibaldi, 61, fu occupato dall’industriale Guglielmo Walton, dove pose gli uffici della sua segheria posta quasi in fronte al palazzo, a Marina, dopo aver lasciato Seravezza per i troppi conflitti legali e civili, mossegli dagli operatori locali che vedevano nell’operatore inglese un rivale pericoloso per i loro interessi. Walton, nacque nel 1786 nello York, quindi stabilitosi a Carrara nel 1840, in via Vittorio Emanuele II° (ora via Carlo Rosselli, dietro al palazzo pose una nuova segheria intestata “Walton, Gooddy & Cripps Ltd”, affidando la gestione al nipote Charles Richard Gooddy, quindi partendo per gli Stati Uniti, non tornerà mai a Carrara. Quando si ritira dagli USA nella natia Inghilterra, dove morirà nell’aprile del 1872. Mentre a Cripps il Tribunale di Massa-Carrara, assegna la nostra segheria a tre telai che avevamo nella Raglia, sulla via Carriona, dopo l’attuale Stadio, già di mio nonno paterno Angelo che la conduceva con i due figli maschi: mio padre Amleto ed il fratello Mario (morti tutti e tre: il primo fu Amleto nel 1940, seguito dal padre Angelo nel 1942 e quindi dal fratello Mario nel 1960 e dal figlio di questo nel 1980). Quando Mr Greville Cripps si ritirò nella sua patria, l’Inghilterra, propose la segheria a mia sorella che l’acquistò e la tenne per venticinque anni, poi la rivendette, perché suo figlio non aveva intenzione di proseguire e nell’area della Raglia furono costruiti tre condomini, tuttora esistenti. (Mr Greville e moglie – italiana - lasciarono una statua di Cristo, con mantello, tutta in marmo colorato, nella Chiesa della Madonna di Loreto che si trova sulla Provinciale Carrara-Avenza, località Melara, tutt’ora esposta nell’unica navata e visibile).
Ora la Capitaneria di Porto, trasferitasi sin dal 2005 in via Aldo Salvetti, 5 a Marina, era subentrata a Walton nel Palazzo di via Garibaldi, nel 1949 e vi rimase sino al 1989, per ben quarant’anni.  La costruzione del grande palazzo Guardia Costiera, fu iniziata l’erezione dopo il 1989 e terminato nel 2005, ufficialmente inaugurato nella nuova sede, presso la Guardia Costiera di via Salvetti, nel cortiletto laterale, il 7 dicembre 2007, come sopra descritto, scoprendo un busto marmoreo del Cap. Michele Fiorillo, poi deposto all’interno nell’ingresso principale.
Il palazzo di via Garibaldi oramai è un condominio di sei famiglia, con grande area retrostante, in via Fiorillo, usata come parcheggio, giardino e deposito, con una grande lapide sul davanti, all’ingresso ora in via Garibaldi 61, probabilmente posta quando la Capitaneria alloggiava in tale sede e che ricorda con questa scritta:
CAPITANERIA DI PORTO
MARINA DI CARRARA
SEDE LOGISTICA
Palazzo ben ristrutturato, con persiane verdi e con l’ingresso di via Cap. Michele Fiorillo, definitivamente chiuso, anche se esteticamente esiste una porta a due ante in legno scuro.

Lucio Benassi Carrara, 25 marzo 2017




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