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Allarme rosso a Marina

Vini e cibi da Oscar
Allarme rosso a Marina
Una terribile notizia e’ caduta come una tegola, come un fulmine a ciel sereno o meglio, come un battente acquazzone  di primavera, su gli amici, abituali frequentatori del (mio caro) Bar Porto di Marina di Carrara: il consumo di vino in Italia e’ calato.
Infatti, secondo le ultime notizie di stampa specializzata, gli italiani bevono l’11,5% in meno. Vale a dire che, se prima l’italiano medio beveva 100 bottiglie di vino, ora ne beve solo ottantanove. Un dato assai preoccupante per gli amici di Bacco …anzi, una disgrazia.
Secondo il Rapporto “Uso ed abuso di alcool” la percentuale di consumatori giornalieri di alcool e’ passata dal 31% al 21,1%.
La Coldiretti, inoltre, rileva che i dati degli ultimi sei mesi, l’export e’ aumentato del 21%. In altre parole, in confronto all’anno scorso, il vino italiano, anziche’ essere bevuto “in Patria” e’ bevuto sempre piu’ all’estero. Cio’ va bene e non va bene.
Va bene perche’ i produttori italiani incassano quasi 650 milioni di euro in piu’. Va male perche’ questo mare di nettare lo bevono gli altri: un semplice disastro che prende il cuore … e la gola.
Secondo l’opinione del Conte Sergio Prospero Augusto Bondibene, per gli amici intimi Pelo, avventore storico ed autorevole del Bar Porto, la causa principale e’ la seguente: “ Ohime’! I grandi bevitori di vino, sono morti o sono sul punto di lasciarci, dopo anni di onorato servizio a favore dell’ uva, del vino e dei vignaioli. Le giovani leve si danno sempre piu’ spesso – prosegue il Conte Pelo -  ai superalcoolici”, come vodka, grappa, gin, whisky e drinks di ogni tipo e trascurano le “sane abitudini” dei padri, nonni e in molti casi donne”.
L’amico Cavaliere, invece, afferma: “Il Governo deve fare qualcosa nei confronti dei consumatori di vino in “grosse dosi” come fa con gli animali in via di estinzione”.  Altri, come l’amico Fico,  si associano dicendo che potrebbe intervenire anche l’ONU, come ha gia’ fatto per i Panda. Tutti sono comunque, tutti, d’accordo al Bar Porto inizia la Resistenza. Resistenza col nome di Settimo Cavalleria (Cavalleria,  come grosso storico e pesante bicchiere dei Dragoni e dei cavatori, equivalente piu’ o meno ad un quarto di litro).
“Se gli italiani bevono di meno noi, noi al bar Porto – tuonano - dobbiamo bere l’11,5% in piu’ e diventare tutti Cavalleggeri (cioe’ bevitori di cavallerie). Ci puo’ consolare  il fatto che, come dice la sociologa Franca Beccaria: ” Scende il consumo quotidiano ma aumenta quello fuori pasto”. E’ arrivata pero’, improvvisamente  come una benedizione,  la notizia data da Roberta, la bella, brava  e solerte“ostessa”: “Sono arrivati, in rinforzo ai vini bianchi e rossi di Candia, i locali e toscani, alle bottiglie di Ortrugo, di Malvasia secca o dolce, di Prosecco, ecc., anche una damigiana di vino di Orvieto amabile”. Allora, in coro, i novelli Cavalleggeri affermano che detto figlio di bacco, debba essere immediatamente imbottigliato, anche se non c’e’ “la luna’ buona”. L’Orvieto deve essere quanto prima immesso al banco,  per contrastare la barbarie della diminuzione del consumo di vino. I Cavalleggeri hanno coniato, anche, un nuovo motto: “ Due bicchieri di vino in piu’ al giorno levano il medico di torno” nel senso che chi va a Turigliano, il cimitero locale, del medico non ne ha piu’ bisogno.
Qualcuno dice che una delle strategie per resistere e’ quella di puntare sulle nuove generazioni, soprattutto le donne, e sui gusti personali.
Ed allora la Resistenza continua… Una voce alta esclama rivolgendosi a Roberta la cara amica ostessa: Roberta, versaci subito un altro “giro” di vino. Poi Bacco … provvedera’…

Oscar vostro amico e sommelier di … lungo sorso.\

Marina di Carrara 2 maggio 2016




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