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Chiesa di San Martino

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La prima chiesa di Biassa, quando Biassa era ancora un agglomerato di case tra le pendici del Verugoli e il monte Parodi ed era conosciuta come Roccanera, era dedicata a San Martino. Era una chiesa molto importante per la zona in quanto era matrice di una vasta parrocchia e la zona era Bernardo.
Della costruzione non ci rimangono che pochi ruderi, praticamente un pezzo dell'abside, sappiamo che aveva tre ingressi laterali, ciascuno dedicati ai tre maggiori gruppi della parrocchia: Carpena, Riomaggiore e Biassa. Quando la vicina borgata di Carpena si staccò dalla parocchia di San Martino, poco prima del '300, questa perse la propria importanza. La popolazione di Biassa si trasferi al castello di Coderone dove costrui Chiesa di Santa maria Magdalena.
La chiesa attuale di Biassa è anch essa dedicata a San Martino di Tours, patrono del paese e festeggiato l' 11 novembre  Lo stile generale della chiesa è romanico, se si eccettua la facciata nello stile rinascimentale. I muri sono fasciati di bozze martellinate in cemento del più resistente, eccettuate le bozze delle finestre e il campanile che sono di viva pietra arenaria del luogo. Nella facciata una lapide marmorea dedicata al Cavaliere di Cristo San Martino. Sul fianco sinistro dell 'edificio attuale, che è frutto di almeno due ristrutturazioni, benchè tamponato, sopravive l'antico portale. Questo portale tamponato è sovrastato da una nicchia intonacata nella quale si scoprono ii resti evanescenti di alcune figure che potrebbero essere Santa Caterina d'Alessandria e San Martino, i santi cari agli abitanti di Biassa.  All'interno della chiesa,  scolpito su una pietra di arenaria si trova murato lo stemma della comunità di Biassa, esso reca in campo una torre con la scritta latina: Nec vi nec dolo (Né colla forza, né coll'inganno).
L'abside si apre ad oriente a forma circolare in basso, e a tazza rovesciata in alto, mentre nello sfondo dà luce al coro l'unica finestra romanica a doppia strombatura, composta, come tutte le altre, di 56 bozze di arenaria finemente lavorate, con vetrata istoriata, rappresentante la Madonna del Rosario, di ottima fattura. Il coro lavorato artisticamente in legno corre intorno all'abside, nel cui centro s'innalza l'altare maggiore di un bel barocco, tutto rifulgente di marmo bianco di Carrara, rosso di Francia e giallo di Siena. Sull'altare spicca un grande Crocifisso in legno di artistica fattura, scolpito nel secolo passato, e donato alla Chiesa da una famiglia del paese. Sul davanti chiude il Santa Sanctorum, un'elegante balaustra di marmo bianco e rosso, armonizzante con l'altare maggiore e che reca la data del 1792. A destra dell'altare maggiore, presso la porta della Sagrestia, si apre una finestra romanica, scoperta durante i lavori, risalente all'XI secolo, sul cui stile sono state sviluppate tutte le altre sette finestre.
San Martino di Tours nacque intorno al 317 D.C ed è stato uno dei primi santi non martiri della Chiesa Cattolica. Fu militare romano non cristiano.
Il santo San Martino è  celebrato come il protettore dei pellegrini, e dei viandanti di un tempo, la sua ricorrenza e l'11 novembre.

LA LEGGENDA
La leggenda narra che : l '11 novembre probabilmente, mentre usciva a cavallo dalla città francese di Amiens, dove viveva, Martino vide un povero vecchio, mezzo nudo e tremante per il freddo,  si impietosì, scese dal cavallo e sguainò la spada, tagliò il suo mantello di lana e ne diede la metà al povero.
All' istante il sole si mise a scaldare come in estate.
Ecco spiegato il motivo per cui ancora oggi quel periodo viene chiamato l`estate di San Martino, quel periodo agli inizi di novembre in cui spesso accade che la temperatura si faccia più mite, periodo sfruttato dai contadini di un tempo per portare a termine i lavori agricoli.

LA CONVERSIONE
La conversione al cristianesimo secondo la leggenda accadde quando andò a riposarsi e la stessa notte sognò Gesù che, vestito del suo mantello, raccontava agli angeli che il soldato Martino lo aveva riparato dal freddo col suo mantello.
Al risveglio Martino trovò il suo mantello completamente integro.
Dopo questa esperienza, si convertì, fu battezzato e dopo vent'anni di carriera militare, divenne Vescovo di Tours, dove proseguì umilmente fino alla morte la sua opera pastorale.
Il suo mantello miracoloso divenne reliquia e fu conservata dai Re Merovingi. Ancora oggi chi conservava il mantello corto, detto appunto "Cappella", viene definito cappellano.  

In collaborazione con ChatNoir
M di C XV. VII . MMXVII





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