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Libri di Pietra

Chiese
  • Gentile Staff di CarraraOnline vorrei sapere la differenza tra chiese gotiche e romaniche e se a Carrara ci sono. Penso che interessi anche a molte persone e che magari si potrebbe mettere la risposta sul blog, che ne pensate? Saluti Rosa

  • Come da gentile richiesta, abbiamo preparato questo "speciale," dedicato agli affascinanti misteri delle Cattedrali gotiche. Spero di aver soddisfatto la richiesta della Signora Rosa e in parte la curiosità dei visitatori del Blog.


Libri di Pietra

Uno dei più grandi, e affascinati misteri dell’era medievale, è sicuramente quello inerente alla costruzione delle grandi Cattedrali gotiche. Esse erano veri e propri merletti di pietra che svettavano verso il cielo con le loro guglie appuntite e arabescate, come se volessero arrivare alla casa di Dio. Le grandi vetrate policrome, poi, inondavano le navate di una luce mistica e misteriosa, che cambiava secondo le ore del giorno, fino ad allora, nessun occhio umano aveva mai ammirato nulla di simile.
Eppure tutto avvenne di colpo, al ritorno in Francia dei Cavalieri Templari dalla prima crociata, senza nessun retroterra culturale che annunciasse in qualche modo il nuovo stile architettonico. In appena tre secoli, dal 1050 al 1350, in Francia si costruirono più di 400 grandi chiese, e circa 30.000 chiese parrocchiali, scavando più pietre di quelle che servirono all’antico Egitto, per costruire le grandi Piramidi. Fino ad allora lo stile delle chiese era detto Romanico, perché chiaramente ispirato alle costruzioni dell’antica Roma, le mura erano spesse e massicce, prive di finestre per non indebolirne la struttura, gli interni bui e cupi, con gli archi a sesta aperta, che scaricavano su grosse e tozze colonne, ornate da rozzi capitelli, la copertura era di solito a crociera in legno, destinata così, a subire le ingiurie del tempo, o a essere soggetta a devastanti incendi, i campanili, a pianta quadra erano poco elevati, con la cima a terrazza.
Il Gotico invece, era tutto l’opposto. Le mura si assottigliano e s’innalzano, assieme ai campanili, ad altezze vertiginose, ampie vetrate istoriate permettono alla luce di penetrare all’interno, gli archi diventano acuti o ogivali, e sembrano pronti a scattare verso il cielo, le volte con i costoloni di pietra in rilievo, infondono a chi sta al disotto, un senso d’ammirata incredulità. Ma la caratteristica che fa riconoscere lo stile a prima vista sono le guglie. Simili a spighe di grano pietrificate, si elevano, in alcune chiese, oltre gli ottanta metri, e sono finemente decorate da splendidi bassorilievi. Sono molte le domande che ci poniamo senza trovare una risposta valida, ad esempio; dove sono stati trovati gli ingenti capitali necessari alle costruzioni? E soprattutto, da chi furono commissionate?  Com’è stato possibile costruire in così poco tempo queste meraviglie, con i mezzi e le conoscenze del tempo?
Questo è il primo grande mistero che in molti hanno cercato invano di svelare. Per sollevare e porre pietre di parecchie tonnellate, a quelle altezze vertiginose, anche in tempi moderni, sarebbero necessari montacarichi poderosi, montati su complicatissimi ponteggi. Che dire poi del calcolo dei pesi, della resistenza dei materiali, delle sollecitazioni dovute agli agenti atmosferici, tutte nozioni per il calcolo delle quali, anche oggi, sarebbero necessari potenti computer, e uno staff d’ingegneri.
Le perfette proporzioni d’ogni Cattedrale, poi, fanno pensare che gli antichi costruttori fossero a conoscenza del cosiddetto”numero d’oro” o “sezione aurea,” numero che sarebbe, senza scendere troppo nei particolari, la base di tutte le strutture dell’Universo, compreso l’uomo. Non ha caso, misurando la navata, si è scoperto che essa è esattamente la millesima parte della larghezza del grado del parallelo che passa dove ogni chiesa sorge. Per capirci meglio, poniamo il caso che una determinata chiesa abbia la larghezza del grado su cui sorge di 74 Km, ebbene, la navata misurerà esattamente 74 metri ossia la millesima parte.
Alcuni studiosi azzardano un’ipotesi tra storia e leggenda, in cui si afferma, che i Cavalieri Templari in viaggio verso la Terra Santa chiesero a Baldovino II, all’ora Re di Gerusalemme, il permesso di accamparsi dove sorgeva il Tempio di Re Salomone. Qui scavando tra le antiche rovine avrebbero trovato le “Sacre leggi dei Numeri dei Pesi e delle Misure”, scritto addirittura dal mitico architetto Hiram costruttore del Tempio di Gerusalemme, che poi avrebbero dato ai costruttori delle Cattedrali, le famose Corporazioni dei Mestieri a forte connotazione esoterica, come i Compagnons du Devoir, o i Maçons.
Le Cattedrali siano piene di simboli misteriosi e inspiegabili. Sono tutte dedicate alla Vergine Maria, e sono sorte in siti che antichissime civiltà druidiche avevano consacrato alla Grande Madre, credendoli luoghi di“incrocio di forze”. Altro mistero è il motivo per cui moltissime statue al loro interno sono “Vergini Nere” ossia Madonne nere. Al tempo in Europa non era facile trovare gente di colore, e non lo fecero certamente perché mancassero materiali di altri colori.
Com’è sicuramente voluto il loro orientamento con l’entrata a Nord-Ovest, qualcuno ha spiegato che simboleggiano il cammino che il pellegrino fa entrando verso la luce di Cristo, e verso la Palestina, mentre altri pensano che sia un simbolo di allontanamento dalla religione Ebraica. La pianta poi era sempre a croce, con i due lati più corti puntati verso gli equinozi, e l’altare al centro.
Sono tantissimi i perché, cui qualcuno cerca di dare risposta, scomodando persino la cabala e l’esoterico, ma sempre senza successo. Come il significato della presenza di un pozzo nei sotterranei di ciascuna chiesa, profondo esattamente come la guglia più alta, o perché, a una determinata ora di un determinato giorno, un raggio di sole colpisca una pietra, o un punto preciso, diverso da chiesa a chiesa, ma tutti in precedenza segnati.
In ognuna di esse poi, vi è il cosiddetto “labirinto” undici percorsi concentrici di forma circolare o ottagonale, che il pellegrino percorre in ginocchio, per arrivare al dodicesimo al centro, dodici proprio come gli Apostoli, le costellazioni, e i mesi dell’anno.
Anche il nome “Gotico”si presta a molte interpretazioni. Nacque dalla forma dispregiativa, “Goto” che significa barbaro, ossia, come gli architetti del tempo consideravano il nuovo stile costruttivo, ma molti ipotizzano invece, che derivi da “art gotique” poi divenuto “argotique” dove la parola “argot” significa gergo, ossia linguaggio, questo sarebbe il vero scopo del gotico.
Proprio ciò che sosteneva un misterioso alchimista, certo Fulcanelli (uno pseudonimo) nel suo libro Il Mistero delle Cattedrali, pubblicato in solo 200 copie nel 1926, in cui scrisse “ le Cattedrali non sono altro che libri di pietra leggibili solo agli iniziati” Altro mistero è il perché, mentre il gotico si è diffuso a macchia d’olio in tutti i Paesi d’Europa, esso non ha attecchito in Italia, o meglio, qui si è pesantemente mischiato con il Romanico, tanto da diventare addirittura un altro stile. Non convince del tutto neppure la spiegazione di qualcuno, che sostiene, che ciò non sia avvenuto per il nostro clima piuttosto soleggiato, che avrebbe, a causa delle grandi vetrate, trasformato ogni chiesa in un forno.
Ma torniamo per un momento indietro nel tempo, siamo nel 1118 Bernardo di Chiaravalle (teologo e Abate) entra nella Cattedrale di Chartres appena terminata e da lui stesso fortemente voluta. In tutta la Francia altre dieci, sono state costruite in pochissimi anni, su di una collina poco distante già luogo di un antichissimo culto pre-cristiano, cominciano i lavori per la costruzione della dodicesima. Ebbene, se si unissero con un’immaginaria linea, in ordine di costruzione, apparirebbe una costellazione: la Vergine. Una coincidenza?

Enzo De Fazio

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