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Torta di riso alla carrarina

Di Cybo in Cibo
Torta di riso

Ingredienti
120 gr di riso
18 uova
1 litro e 1/2 latte intero
600 gr zucchero
la scorza grattugiata di un limone non trattato
un pizzico di sale
un bicchierino di liquori. sassolino, alchermes, liquore tipo strega, rum
una noce di burro per imburrare la teglia

PROCEDIMENTO


Lessare il riso in acqua salata, scolarlo e metterlo ad asciugare sopra ad un canovaccio, nel frattempo rompete le uova e mescolatele allo zucchero, fatelo lentamente per far si che non si formi aria.
Avrete fatto bollire precedentemente il latte,io (ed è un segreto...ehmm), metto una menta a sciogliere mentre bolle, ,il latte dovrà essere raffreddato per evitate che le uova si "cuociano".
Aggiungete il latte versandolo a filo e continuate a mescolare fino ad ottenere una crema liscia ed omogenea, a questo punto aggiungete il bicchierino di liquori continuando a mescolare.
Imburrate la teglia, qua ci sono diverse versioni, io imburro e ricopro il fondo di riso , uno strato sottile e compatto. Qualcuno imburra e poi mette un poco di zucchero sul fondo, altri preparano un vero e proprio caramello dove poi adagiano il riso.
Procedete a versare la crema avendo curo di farlo lentamente.
Infornate a forno preriscaldato a 150/160° , la torta inizierà a cuocere lentamente, non deve sobbollire per evitare che "stracci", cioè che si formino dei piccoli forellini nella crema .
Il risultato sarà una crema liscia e lucida.
Se usate il forno elettrico vi consiglio di mettere sul fondo un contenitore in acciaio pieno di acqua per mantenere la giusta umidità.
I tempi di cottura dipendono molto dal forno, lasciate che sia una cottura dolce.
La torta sarà pronta quando si formerà in superficie una bella crosticina dorata e lucida, in ogni caso è sempre utile la "prova stecchino", infilando uno stecchino dovrà uscire asciutto.
Consiglio di mangiarla fredda.

C.P
Questo dolce viene preparato nella ricorrenza della festa patronale di San Giuseppe, le teglie un tempo venivano portate a cuocere nei vari forni rionali, e in quell'occasione per le vie si respirava un dolce profumo.
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