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Forse non tutti sanno che

STORIA > Lo sapevi che
Regolamento

In questa piccola rubrica si trovano curiosità relative alla storia, antica e recente di Carrara e del comprensorio apuano, piccole annotazioni di storia minore, richieste e scambi di informazioni su fatti ed episodi storici relativamente poco noti.
E' una rubrica aperta al contributo di tutti coloro che vogliono parteciparvi.


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Richiesta da Carraraonline.com

RICHIESTE DALLA REDAZIONE


1 Sai il perché del nome Sangrillà a Marina
2 Sai il perché del nome la grotta ad Avenza
3 Cerchiamo la storia della squadra di calcio la Portuale di Marina
4 Sai il perché del nome forte di Macalè
5 Ci piacerebbe ricevere delle immagini di com'era il Carrione e il fosso Lavello negli anni 60

Se hai qualche notizie in merito a gli argomenti sopraelencati contatta la redazione

Ringraziamo anticipatamente coloro che vorranno aiutarci nello scopo.

Forse non tutti sanno che

All’interno del porto di Marina di Carrara c’è una lapide che ricorda l’arresto, avvenuto il 14/12/1926, da parte dell’O.V.R.A. di Ferruccio Parri e Carlo Rosselli, rei di aver aiutato ad espatriare in Corsica i perseguitati politici Filippo Turati e Sandro Pertini, futuro presidente della Repubblica Italiana.
La lapide non è “firmata” e non riporta la data nella quale è stata collocata nel luogo nel quale è avvenuto l’arresto. Si può, quindi, presumere che sia stata collocata per iniziativa privata e in un tempo imprecisato.
La lapide contiene due piccole sgrammaticature, manca di un punto dopo la parola “Pertini”, senza il quale il senso della frase è completamente rovesciato e dell’accento sulla “è” della penultima riga.

Foto curiosa


Un lettore ci manda dall’isola d’Elba questa fotografia di una barca a vela che inalbera una curiosa bandiera che non abbiamo mai avuto occasione di vedere. Qualcuno dei nostri lettori sa dirci di che nazionalità può essere quella barca? Che sia la barca di D’Alema?
Chi sa dare una risposta al signor Franco ?

I busti degli Uomini Illustri di Carrara
A proposito dei busti degli Uomini Illustri di Carrara,di cui ho accennato a proposito di Emanuele Repetti e scomparsi dai giardini delll'Accademia di Belle Arti negli anni 60 , sono riuscito a saper qualcosa di piu' a mezzo Internet alla voce "Busti degli uomini illustri restaurati" - Accademia di Belle Arti Carrara in "Breve Storia di un monumento illustre" di Roberto Carozzi 22/12/2008 .Questi busti ,originariamente posti all'interno dell'Accademia,furono spostati all'esterno e , alla fine degli anni 50, rimossi e posti in un magazzino .Successivamente,negli anni 2005-2006, sono stati restaurati dagli allievi del Corso di Restauro , sotto la direzione del prof.Augusto Giuffredi e della prof. Simona Vizzoni e , a quanto riportato dall'articolo , sono all'interno dell'Accademia , sistemati dignitosamente.
Marzio Casoli
Scherzo poetico per la festa dei "Santi Quattro"
Prima parte CONTRIBUTO ALLA CRONACA DI CARRARA Scherzo poetico per la festa dei "Santi Quattro" o degli "Spolveroni" : fu eseguita nel 1845 a Bordeaux dall'Avv. A:De Rosa romano esule in Francia. Egli nell'intimità coi Carraresi che lavoravano nello Studio dello Scultore Maggesi, imparò i soprannomi ed ebbe i suggerimenti per stendere la poesia. !.a parte:
Cari amici miei compiti, oggi che siam qui riuniti dobbian tutti celebrare , col buon vin che fa cantare, e più ancor coi maccheroni il gran dì dei Spolveroni. Meco , dunque ripetere quel che dir mi sentirete: "ubriachi andando a letto pel quartuccio e il bocaletto , a Voi Protettori nostri direm cento paternostri con duemila ave marie A voi protettori nostri direm cento Paternostri, con duemila Avemarie perché crepino le spie supplichiamo voi sor Saverio che niun mai di noi sia serio, ma che rida tutto l'anno come i carrarini fanno, date al Prenzipal Maggesi che è l'onor dei carraresi per un barbuzin di flemma onde il cuor, che ha già qual gemma, divenir possa perfetto ed ei stesso un angioletto. Preghiam voi fra Saverio che giammai ci manchi il vino; perché come già sapete, i in Carrara s'ha gran sete. Fate che, niun per le cave vada a letamere le fave,; e che i contadin, per voi non bastonino tanto i buoi, che per la virtù del legno son qui magari fuor del segno. Voi sor Gasparfro beato, il Dottore e l'Avvocato fate star da noi lontani. coi dragoni scalzacani che per esser costumati san dar molti consumati di cazoti di baston di buffetti e mostazon. Voi poi, caro Sior Carpofero, (grasso al par di fra Cristoforo). Fate che le nostre mogli, non ci faccian degli imbrogli, né che ci adornindi qui fiori ch'hanno in fronte i becchi e i tori. Fate che le nostre suore serbin casto il loro onore: e le nostre figlie amate sian presto maritate, altrimenti per vie topiche diventar potriano idropiche. Fate che i nostri figli sian più docil dei conigli, e distinguano col tatto ogni liquido ad un tratto.

Carlo Precetti
2 nov 2014
I PRIVILEGI DELLA CASTA

30 marzo Spetta/le Redazione
Vi invio un documento tradotto dall'originale, dove un coraggioso Priore di Castelpoggio, osa chiede ad Alberico I e al Vescovo suo diretto superiore, di esentarlo dall'ordine di tenere sempre accesa una lampada ad olio davanti all'immagine del S.Sacramento nella chiesa del paese, spiegando che ciò non è possibile, perché oltre a non esserci in paese"neppure un piede di ulivo", Alberico ha dirottato in altro luogo i magri proventi "dell'Hosteria" dove si dava anche alloggio gratuito ai pellegrini. A distanza di secoli, nulla è cambiato, mentre il Paese è stretto in una morsa economica senza precedenti, provocata in gran parte dall'incapacità dei politici di governare, quegli stessi politici, non solo scaricano tutto il peso della crisi sulla povera gente, ma litigano per PROLUNGARE I PRIVILEGI DELLA CASTA a dieci anni dopo la fine del loro mandato.Ai lettori il giudizio finale.
Enzo De Fazio

Trascritto dall’originale:


"Ill.mo e Col.mo Sig. Principe,
Francesco Pucciarelli di Castelpoggio, come Priore della Compagnia
del Ss. Sacramento di quel luogo, riverente espone a Vostra Eccellenza
W.ma come per la salute di quelle anime Mons. Vescovo di
Sarzana, nella sua visita, ha ordinato che, sotto pena di scomunica, del
continuo si tenga nella chiesa di detto luogo il SS. Sacramento della
Eucarestia con la lampada accesa; e perché si tratta dell'impossibile ciò
poter eseguire sia per la povertà di detta Chiesa come per essere la Villa
di Castelpoggio in genere senza un piede di olive.
Inoltre espone a VE. come da poco tempo in quà la Comunità di
Carrara ha aggravato quella Villa di far pagare il provento dell'Osteria,
che sono bolognini 40 l'anno, dove che tutto quel popolo, avendo
considerato che questo provento di anno in anno sarebbe bastante a
tener accesa detta lampada, si come di mano in mano il conduttore di
detta Hosteria s'obbligaria.
Perciò, confidati tutti nella benignità di VE. fll.ma, hanno ordinato
al suddetto Priore e Compagni che in nome di tutti loro se ne ricorrino
alla Misericordia di VE. umilmente supplicandola che li voglia
fare grazia per l'Amore di Dio, d'ordinare che il provento di detta
Hostaria in l'avvenire sia libero della detta Compagnia del SS. Sacramento
di Castelpoggio.
Sicura che questa sarà forse la maggiore elemosina che si possa
fare e Nostro Signore ne renderà aV.E. il dovuto guiderdone, qual le
conceda lunga e felicissima vita".

La risposta del Principe :


"Passato il termine dell'appalto che hanno gli osti con la Comunità si
concede la grazia che domandano non ostante e tanto più che è molto
giusta trattandosi dell'honore del Signore Iddio. In Massa 14 di maggio 1618
Alberico

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