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Fontanine

Le vostre segnalazioni

Le Fontanine di Marina.
Agosto 2011


Cari visitatori, con il vostro aiuto abbiamo deciso di stillare una classifica al riguardo delle fontanine sparse nella nostra cittadina.
Alcune "opere" in marmo donate dal Simposio e Biennale al comune di Carrara, a nostro avviso, potrebbero sostituire le attuali fontanine fatiscenti.

Voi cosa ne pensate, esprimete le vostre preferenze.

La Civiltà delle Fontane

L'acqua ha avuto un ruolo fondamentale nell'evoluzione della specie umana, non a caso tutte le grandi civiltà si sono sviluppate sulle rive dei grandi fiumi, alcune, come gli antichi Romani, hanno saputo usare l'acqua anche come arma politica.
Roma era popolata da circa un milione di abitanti, ed era servita da ben quindici acquedotti, che erogavano un milione di litri d'acqua giornalieri, quindi un antico romano aveva a disposizione una quantità di acqua nettamente superiore a un abitante dei giorni nostri. Ma non finiva qui, perché erano presenti circa cinquecento fontane pubbliche, quasi tutte monumentali, erette per magnificare il termine dei vari acquedotti, ma sopratutto per onorare i ricchi"sponsor" che le avevano volute e costruite nei vari quartieri. E' evidente che la disponibilità praticamente illimitata di un bene così prezioso, sviluppava nella popolazione una forma di gratitudine verso la generosità della borghesia e dell'Imperatore, e quindi non poteva che portare consensi..
E' ancora vivo nei miei ricordi di bambino, mia madre che si recava alla fonte con il "bazil"(bacile) sulla testa protetta dal "gualch"(cercine), e la "ramina"(secchio di ferro zincato) in mano, dove vi erano sempre tre o quattro donne del vicinato in coda ad aspettare il loro turno per attingere l'acqua, e mentre aspettavano partiva il taglia e cuci del pettegolezzo. La maggior parte delle fontane carrarine del dopoguerra avevano ben poco di artistico, erano in genere costituite da un pilastro in pietra o in mattoni, con un pezzo di tubo ricurvo,  da dove usciva l'acqua, a circa metà altezza, un cerchio metallico era murato nella struttura, e serviva per appoggiare il recipiente da riempire. Al tempo anche la potabilità dell'acqua non era sicura e scontata come adesso, non era raro che dopo qualche forte temporale questa uscisse color marrone, e spesso era inquinata da qualche bel pezzo di ruggine. In anni più recenti poi, la necessità di risparmiare sull'uso dell'acqua, costrinse molte Amministrazioni a dotare le fontane di rubinetto, e a sopprimere quelle "artistiche" dove tale operazione non era possibile. Negli anni ottanta, le fontane pubbliche furono bollate dall'opinione pubblica, come oggetti obsoleti, retaggio di un passato lontano da dimenticare, e si passò alla soppressione di gran parte di esse, in alcune chiudendone semplicemente l'alimentazione, in altre attuandone la demolizione.

Solo recentemente alcune Amministrazioni Comunali più avvedute, sono andate in controtendenza, hanno capito che, proprio come nell'antica Roma, l'acqua nelle fontane pubbliche, poteva servire per educare la popolazione al suo corretto uso, e nello stesso tempo a ottenere consensi. Così sono sorte delle fontane "moderne", dove il designer, e la tecnologia la fanno da padroni, esse, oltre ad essere esteticamente belle, sono in grado di erogare gratuitamente, acqua liscia o gassata, e in alcuni casi anche refrigerata. Anche se a prima vista questa pratica possa sembrare onerosa per le Amministrazioni, in realtà ha un ritorno molto significativo, sia in termini economici, sia in educazione ambientale ed ecologica. Queste fontane hanno lo scopo di limitare l'uso delle bottiglie in plastiche, dannose per l'ambiente, e onerose per le casse municipali per il loro smaltimento, e insegnano, soprattutto alle nuove generazioni, che spesso, "l'acqua del Sindaco", e nettamente migliore di quella minerale. Anche alcuni privati e Associazioni hanno capito come le fontane pubbliche possano abbellire il paesaggio urbano, o portare un messaggio.
Da alcuni mesi in Via del Carlone, alla Battilana, è stata inaugurata una fontanella sull'antico tracciato della via Francigena; l'opera in marmo bianco, splendidamente realizzata da uno scultore carrarino, è stata donata da un Comitato locale. In questa bella fontanella sono visivamente simboleggiati le cose fondamentali che permettevano un tempo, la sopravvivenza del pellegrino. Vi è scolpita una ranocchia, l'animale e posato, e fa capolino dalla sommità di una pianta acquatica, dalla sua bocca esce il prezioso liquido, la cui fuoriuscita è comandata da un ingegnoso rubinetto sempre in marmo, che ricalca le punte delle dita di una mano, da qui la raccomandazione a non sprecarla. Alla base della fontana sono ricavate dalle foglie ricurve della pianta acquatica, due piccoli sedili a simboleggiare una zona di sosta e di ristoro per il viandante. A Carrara da millenni,
due cose non sono mai mancate, l'acqua e il marmo, perché dunque non coniugare questi due elementi naturali per creare opere d'arte? Sarebbe così difficile ad esempio, fare delle fontane artistiche il tema obbligatorio per il prossimo Simposio, o la prossima Biennale? Non potrebbe Carrara diventare in breve tempo oltre la capitale del marmo, anche il centro mondiale della "Civiltà delle Fontane?"

Mario Volpi





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