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La miniera d'argento

Trekking sulle Apuane > ApuanFiabe
Nelle Alpi Apuane ci sono molte grotte carsiche dove nel loro interno scorrono corsi d'acqua.
Sotto i piedi del gruppo delle Panie troviamo le grotte dell'Omo Selvatico, ricche di leggende e fantasie.
Una di queste  leggenda narra che le miniere dell'argento vivo  nell'antro del monte Corchia siano abitate da streghe e fate bellissime.
I canti melodiosi delle fate si possono ascoltare solo in un determinato periodo dell'anno e con il cielo sereno; si, solo nel periodo in cui i raggi del sole all'alba attraversano l'arco del monte Forato e colpendo il campanile di Pruno fanno azionare le campane.
Al di fuori di questa condizione i canti melodiosi si trasformano in urla strazianti e terrificanti.
Ecco quella mattina di 60 anni fa, ci fu quella condizione:

Il giovane minatore Milo mentre percorreva il tragitto dentro la miniera sentì quella meravigliosa melodia, così non riuscendo a resistere a quel canto iniziò a scendere in quella direzione con il lume in mando.
Scendeva sempre più verso il fondo, quando dietro una curva del sentiero si trovò di fronte una fanciulla bellissima, alta, bionda, e dagli occhi azzurri che brillavano nella penombra come due stelle.
Milo incantato fece per toccarla, per baciarla ma la giovane scese ancora più in basso nel buio più profondo e sparì.
Invano il tentativo del giovane di seguirla e di rincontrala, così da quell'incontro Milo non fu più lo stesso.  
Il suo pensiero ritornava continuamente a quella visione e così di li a poco si ammalò.
Nessuna medicina sembrava aver effetto sulla sua misteriosa malattia.
Il giovane fu portato dai migliori dottori e dai vecchi saggi, ma niente, la sua fine sembra segnata.......
Un giorno all'alba le campane improvvisamente iniziarono a suonare, e la  loro melodia si diffuse in tutto il paese fino ad arrivare alla casa del giovane minatore malato, che attratto da quel suono magico si alzò da letto, guardò fuori dalla finestra e vide un cesto di vimini colmo di erbe medicinali, e una piccola ampolla di vetro che al suo interno conteneva una goccia d'argento vivo.
In fondo al cesto una lettera.

“Questa notte a un quarto all'una recati alla miniera, con l'ampolla”.
Così Milo a quell'ora si recò all'appuntamento e nell'oscurità vide il volto bellissimo della giovane fanciulla illuminato dal lume, subito si precipitò verso di lei, e gli disse che avrebbe voluto vivere sempre con lei, ogni attimo, ogni istante, tutta la vita.
La Fata gli rispose!
Devi scegliere:
Se berrai la goccia d'argento vivo che hai nella mano ritornerai sano e forte come un leone, però ti dimenticherai per sempre di me, oppure vivere con me per sempre nella penombra in fondo alla grotta, ma non avrai più la possibilità di risalire e vedere la luce del sole.

Nel frattempo la fata scendeva verso il fondo della grotta e il giovane dietro di lei, quando all'improvviso la miniera iniziò a franare, la fata sparì nel buio più profondo, e Milo spaventato si rese conto che le sue forze stavano per finire, aprì l'ampolla e ingoiò la goccia d'argento vivo.
Di li a poco sentì in tutto il suo corpo una forza, un'energia, e in un attimo si ritrovò fuori dalla grotta.
Forse, chissà se da questa LEGGENDA viene il detto
“E COS TA' L'ARGENTO VIVO ADDOSSO”!

By PierBin




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