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Trekking alla Tacca Bianca

Trekking sulle Apuane > Trekking
  • Percorso Trekking in quota

  • Durata percorso circa 4 ore a/r

  • Difficoltà F passando da Seravezza -  EEA passando dal passo degli Uncini - Altissimo

  • Come raggiungerlo - Da Seravezza proseguire in direzione della Cava Enraux e per la località la Polla .

Da qui comincia il nostro [ itinerario dalla sbarra ] per la strada privata che porta alla cave dell’ Enraux.
Dopo circa 10 minuti troviamo sulla nostra destra una piccola cappella votiva e sulla nostra sinistra tra la vegetazione scorgiamo la sorgente del torrente Serra. Continuiamo a camminare per la strada che sale rapidamente, davanti a noi si mostra maestoso il grande occhio della cava dei Colonnoni.Dopo circa 40 / 50 minuti si arriva alla cava dell’Enraux ( Mossa ) dalle enormi pareti di marmo bianco che colpita dai raggi solari creano un luccichio sparso nell’ azzurro del cielo.

immagini emozioni

Dopo essersi riposatati e aver gustato il panorama delle  Alpi Apuane, e sullo sfondo il mare che sembrano nascere dal mare, il quale  sfumandosi con il turchese cielo se ne perde la sua vista.
Riprendiamo a salire e notiamo piccoli sentieri e vecchie vie di lizza, sulla nostra destra svetta maestosa la cava delle “ Cervaiole “. Arrivati al bivio bisogna svoltare a destra, non fatevi ingannare dalle scritte sulla roccia [ la cava dei Colonnoni si raggiunge da sinistra ]

Un po’ di Storia :

[ Un tempo la cava dei Colonnoni si raggiungeva anche passando dalla cava della Tacca Bianca in quanto le due cave in linee d’aria sono vicine ed erano congiunte da una serie di passerelle dette “ I Tavoloni “ che sorrette da grossi pali di ferro conficcati nella roccia, sotto un vuoto veramente vertiginoso. Queste costruzioni furono fatte dai cavatori per risparmiare tempo e fatica, senza dovere riscendere al bivio e poi risalire il monte per altri 40 / 50 minuti.

i tavoloni

Dentro la cava ( Macchietta )

Qui si nota la durezza del lavoro dei cavatori che si svolgeva in pareti rocciose, lastroni, lizze e sentieri di collegamento scalpellati nella roccia.
Rimaniamo esterrefatti da come l’uomo aveva potuto lavorare in questi posti ostili, crudi, aspri . La vita e la morte si rincorrevano, come il falco volteggiando nel cielo segue dall’alto la sua preda. Ora decidiamo di salire per la scaletta in ferro che porta sopra alla cava della Tacca Bianca. L’ ultimo tratto di sentiero scavato nella roccia  [ 10 / 15  minuti ] sale rapidamente, sotto di noi il maestoso muro di pietra  fatto per rinforzare il piazzale della cava sembra non finire mai. Ora siamo sopra la cava della “ Tacca Bianca “ 1240 msl, impressionanti i resti dei tavoloni  che aggirano tutta la cresta giungendo la cava dei Colonnoni.
Si vedono i resti della baracca dove un tempo i cavatori vivevano fino al venerdì per poi raggiungere il loro famigliari il sabato e la domenica. Sulla nostra destra si nota il piccolo sentiero vertiginoso scavato nel costone della  roccia che porta fino al Passo del Vaso Tondo.

dentro la cava Macchietta

Sopra la cava
Il nostro pensiero va inevitabilmente a quegli uomini che per guadagnarsi da vivere rischiavano la vita ogni giorno, minuto, secondo.
Chissà quante volte l’urlo di dolore ha spezzato il silenzio che regna in quei luoghi  echeggiando nella valle fino a svanire piano piano.
Chissà quante volte il rosso
ha macchiato il candido marmo.
Oggi per fortuna rimangono solo le testimonianze fotografiche e proprio per questo abbiamo deciso di pubblicare un articolo sulla cava della Tacca Bianca. Quando il tempo cancellerà anche gli ultimi resti di queste testimonianze le generazioni future non potranno più vedere la fatica, il sudore e lacrime che i nostri  “nonni “ hanno versato in questi Monti.

2 settembre 2007 Pietro e Federico

sopra la cava Tacca Bianca

versione stampabile

Aggiornamento Sabato 13 luglio 2013

Sabato 13 luglio 2013

Ritorniamo dopo circa 6 anni e questa volta prima di salire per la cava Mossa Henraux , cava Macchietta e Tacca Bianca  prendiamo il vecchio sentiero dei cavatori che a sinistra della polla del Serra sale per il passo della Creppia.
Il percorso “Fanfani” sale per una vecchio sentiero percorso dai cavatori per raggiungere le cave del Monte Altissimo.
Il grado di difficoltà e' inizialmente escursionistico per poi divenire per esperti riavvicinandosi alla parete sud dell'Altissimo transitando dalla vecchia via di Lizza delle cave "Colonnoni" e "Tela" e raggiungendo infine la cresta meridionale del Monte Altissimo alla quota di circa 1470 m.
Il sentiero quindi compie un giro alternativo verso il Passo della Focoraccia deviando poi verso una vecchia strada marmifera in disuso e divenendo poi sentiero lungo la tratta che  abbiamo descritto.

Pietro Franco Cecilia, Nico

Classificazione delle difficoltà escursionistiche

T : TURISTICO
E : ESCURSIONISTICO
EE : ESCURSIONISTI ESPERTI

EEA : ESCURSIONISTI ESPERTI ATTREZZATI
F : FACILE

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