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Storia di Marina

STORIA
Galleria fotografica MARINA CHE FU
LA STORIA

Il territorio dove oggi sorge la frazione costiera, è il risultato di secoli di arretramento della costa che, fino al XII secolo, lambiva l'abitato di Avenza.  A partire dal XVIII secolo le necessità relative alle operazioni di imbarco e sbarco, portarono alla costruzione di alcuni edifici in muratura (e di alcune capanne, ed infatti  esisteva  la Via delle Capanne, oggi via Nazario Sauro) vicini alla nuova linea del mare, a quasi 2 Km dal castello di Avenza ad uso magazzino e poi abitativo; specie dopo il tentativo operato dai duchi di Modena (associati al governo di Massa e Carrara con i "capitoli matrimoniali") di scavare una darsena (1750 ca.). Nel 1837 l'assegnazione di terreni fabbricabili secondo assi viari prestabiliti, dà al paese l'assetto urbano riscontrabile tuttora, con un notevole incremento di popolazione. Dopo l’abbandono del porto di Luni, il carico dei marmi avveniva lungo la costa carrarese per spiaggiamento: le imbarcazioni, appositamente attrezzate, venivano caricate e sospinte nuovamente in acqua. Solo nel 1851 l'industriale inglese William Walton costruisce il primo pontile a mare aperto, per concessione del Ministero dell’Interno del Ducato, un ponte caricatore di più di cento metri di lunghezza con due binari ferroviari ed una gru meccanica da 12 tonn. ed al pontile si collegarono in tempo molti commercianti di marmi che in questo modo poterono aumentare il volume dei traffici e la stazza delle imbarcazioni per il carico del marmo, non più obbligate a raggiungere la spiaggia, dando soluzione razionale al problema mai risolto del carico dei marmi, che prima avveniva sulla spiaggia con particolari impalcature o  piani inclinati di sabbia; altri due pontili seguiranno e  saranno costruiti nei decenni successivi: quello di Walton venne denominato “ponte vecchio” (ed entrò in funzione nel 1855), quello di Binelli “ponte nuovo” (su progetto dell’ing.Viviani e  terminato nel 1871), e quello di Pate “ponte nuovissimo”, (terminato nel 1904),  ma la piena del Magra trascinò in mare aperto la flotta delle navi, che venivano riparate alla sua foce,  molte affondarono, altre danneggiate e vi furono alcuni decessi.  Di questa tragedia fu informato il Governo, che decise di progettare il Porto.
Sempre in epoca estense, nel 1858, si da inizio alla costruzione della nuova chiesa, secondo le nuove esigenze. Un piccolo oratorio dedicato a Sant'Erasmo esisteva già sulla spiaggia almeno dai primi del '700, poi sostituito dalla cappella di San Giuseppe costruita dalla famiglia Vatteroni nel 1776, dapprima ad uso privato, poi, nel 1840 ceduta alla Curia, (vedi la STORIA della CHIESINA
). La costruzione della nuova chiesa è fermata dalla caduta del Ducato di Modena nel 1859, e si dovrà attendere il 1880 per la ripresa, e quindi l'apertura al culto sei anni dopo. Verso la fine dell'ottocento il nome Marina di Carrara diviene di uso comune in luogo dell'antico Marina di Avenza. Ai primi del '900 riprendono gli studi per la costruzione di un vero porto a protezione dei pontili a mare aperto, ma la prima guerra mondiale sposta al 1920 l'inizio dei lavori. Il paese in quest'epoca è al centro di molti interessi, e diventa una ridente località balneare: molti stabilimenti sorgono affiancando l'unico esistente (su palafitte) costruito nella seconda metà dell' ottocento; nasce anche l'industria alberghiera. Naturalmente l'architettura porta il segno della nuova tendenza. La chiesa è abbellita dal nuovo progetto dell'ing. Domenico Zaccagna. (vedi  STORIA della  Chiesa SACRA FAMIGLIA). Nascono i villini al mare delle famiglie più facoltose carraresi: Giampaoli, Cucchiari, Zaccagna, Nicoli, Frugoli, Forti, Orlandi, ma già erano sorte nell' entroterra magnifiche ville quali la Del Medico-Sarteschi (poi Ceci) e la più antica Monzoni (poi De'Nobili). Negli anni trenta riceve molta cura anche l'arredo urbano, con uso di marmi, e la messa a dimora di pinete e giardini; contestualmente si organizzano corsi mascherati carnevaleschi di larghissimo richiamo. La seconda guerra mondiale segna profondamente Marina di Carrara, con le ferite dei bombardamenti e la distruzione del porto, ma risorge in pochi anni. Venne distrutta anche la fontana, posta quasi al termine della piazza, (che allora si chiamava piazza Vittorio Emanuele II°) costruita da  A.Galeotti in blocchi di marmo di breccia grigio scura (verso il blu chiaro), con cinque grandi anfore, di cui una al centro, più alta, mentre le altre quattro la circondavano, con un zampillo di acqua che faceva tracimare le anfore per riversarsi nella vasca sottostante centrale, con una cornice tutta di marmo grigio e con uno scalino. Sarà stata alta circa quattro metri. Non era un granché rispetto all’attuale “obelisco” di Mohamed Sazesh, che la sostituì: non un Obelisco, ma una Colonna, denominata "La colonna del sole - Luce, acqua, terra".
Si ricostruiscono porto e cantiere navale, nuovi stabilimenti balneari vengono  allestiti  e nascono nuovi alberghi, fino a diventare una delle più belle cittadine del litorale, nonostante il volume delle costruzioni che l'hanno resa la più popolosa frazione del comune di Carrara. È sede del grande polo espositivo della Fiera  Marmi e Macchine.
Ricordando il litorale di Marina di Carrara, si è formato nei secoli con il progressivo arretramento della linea di costa, che nell'antichità lambiva Avenza. L'abitato  venne fondato nel XVIII secolo, con la costruzione di edifici per le operazioni di imbarco e sbarco del marmo. Nel 1837 cominciò lo sviluppo vero e proprio di Marina di Carrara, con la pianificazione dell'assetto urbano attuale;
Dopo la prima guerra mondiale comincia a diffondersi il turismo con la nascita di strutture ricettive e stabilimenti balneari e l'abbellimento del paese, con la ristrutturazione della chiesa  ad opera dell'ingegner  Zaccagna, la costruzione di villini a mare e nell'entroterra. La facile reperibilità del marmo spiega l'ampio utilizzo nell'arredo urbano.
Oggi Marina di Carrara è un'affermata località balneare, la prima geograficamente sul litorale toscano, che prosegue con le stesse caratteristiche fino alla Versilia, e comincia subito al confine con Marinella di Sarzana, divisa dal torrente Parmignola, fino al porto e da qui fino a Marina di Massa, con il torrente Lavello, in un succedersi  di stabilimenti balneari privati e poche spiagge libere. Da ponente a levante, tra la zona portuale e  il confine con la Liguria, il paese dispone di un'ampia spiaggia sabbiosa attrezzata con ombrelloni e cabine.
Molto importante a Marina di Carrara si  trova  l’imponente complesso fieristico, posto nei pressi della spiaggia, dove si svolgono vari eventi ed in grado di ospitare mostre e rassegne di ogni genere. Per esempio, qui ha luogo la September Fest, alla quale partecipa una delegazione della cittadina bavarese di Ingolstadt, gemellata con Carrara, con un’intensa partecipazione di carraresi e di amanti di tale manifestazione da tutta la Toscana, Liguria ed Emilia Romagna e da molti turisti italiani e stranieri. Nel 1977 vi si svolse una puntata di “Giochi senza frontiere”
della RAI-TV.
La Riviera Apuana comprende tutte le località a partire da Marina di Carrara, Marina di Massa, Ronchi Poveromo fino a Cinquale, comprese le località nell'entroterra come: Carrara, Massa, Montignoso.

Da ricordare la Ferrovia Marmifera Privata
di Carrara (vedi STORIA dei Ponti di Anderlino), fu una delle più grandi realizzazioni del genere. Realizzata nel 1871 ed ultimata oltre un ventennio più tardi, con una rete di raccordi che portavano i vagoni direttamente nei piazzali delle più grandi segheria e depositi di marmi, alla Stazione Statale, alla Zona Industriale Apuana ed al Porto di  Marina. Il Demanio Statale acquistò dal Conte Monzoni l’area necessaria  alla costruzione del raccordo. Si costruì la sede del binario e  la strada che ne risultò fu chiamata “Galdel”.  Per tutto il tragitto superando ben 445 metri di dislivello, penetrando in 15 gallerie e scavalcando 16 ponti. Nel 1876 si inaugurò il primo tronco fino alla località Piastra alle cave e nel 1890 tutta la linea.
Tratto marinello: da via Piombara (attraversava quello che diventerà il tracciato del viale XX Settembre  di Avenza) al caricamento pontili esterni  aperti a Marina di  Avenza (ex  Marina di Carrara), muniti di grosse gru a ponte che servivano a caricare i blocchi di marmi e le lastre sui velieri.
Con Raccordo per stabilimenti alla Covetta.
Marina di Avenza sul tracciato dell’imbarco (via delle Capanne, oggi via Nazario Sauro), con piazzali antistanti pieni di blocchi di marmi da imbarcare, diventerà Marina di Carrara verso la fine del 1800.  Poi scambi per i vari pontili. Per tutto il tratto Cave-Marina, con Locomotive a  vapore.
L’unica strada percorribile era la Carriona, non asfaltata  ovviamente, con i suoi buoi condotti da uno stuolo di bovari sbraitanti, quale specifica caratteristica di questi lavoratori, ma non risolveva il trasporto di tutti i marmi in blocchi e lavorati.

Nel 1876 sono inaugurati due tratti, quello che dai pontili di Marina giungeva alla Ferrovia di Stato ad Avenza  e quello che dalla stazione di San Martino in Carrara proseguiva fino a Monterosso. Da ricordare che il viale non era stato ancora programmato, anche se nel 1750  un Del Medico presentò un progetto finito nel dimenticatoio.
Quello della Ferrovia Marmifera partiva da Monterosso (compreso il tratto in città, che attraversava il ponte di Puccinetta, via Monzoni, via del Cavatore verso Monterosso, (nomi attuali), attraversamento Ponte di Ferro, Miseglia inferiore; qui si diramava in due tronchi uno dei quali andava alle Canalie e l’altro a Torano. Quivi nuovamente biforcava. Un ramo saliva alla stazione della Piastra con Betogli e l’altro alla stazione di Tarnone; di qui si diramavano ancora due tronchi dei quali uno con raccordo andava a Colonnata e Gioia, mentre l’altro a Fantiscritti e a  Ravaccione. Fra la stazione di Torano e quella di Tarnone si dipartiva ancora una biforcazione per accedere alle cave di Para e alle cave del Calagio. Comunque terminava, dopo un transito in galleria totalmente coperta da Fantiscritti, a  Ravaccione-Canal Grande (le due gallerie, Fantiscritti e Ravaccione esistono tutt’ora dove in quella di Fantiscritti-Ravvacione, lavorano diverse aziende.

Ecco, in riferimento alla variante urbanistica, del 2005, su Marina di Carrara :
AGGIORNAMENTO.

Del quadro conoscitivo degli aspetti storici, architettonici e  paesasaggistici ai fini della variante strutturale Relazione Legge della Ragione Toscana nr. 1 del 2005 che modifica ed aggiorna la Legge nr. 5/95 in materia di pianificazione del territorio
PROGETTISTI
Arch. Robert Ghelfi e Daniela Scarponi

e) - Centro storico di Marina di Carrara

Il nucleo più antico di Marina di Carrara risale alla seconda metà del XIX ed è stato costruito sulle dune  Costiere della costa tirrenica. Le carte del 1840 non rappresentano ancora il centro abitato, ma piuttosto le proprietà degli imprenditori del marmo fra cui i Monzoni che, a seguito della bonifica della piana paludosa, situata fra le dune costiere ed i depositi alluvionali della fascia pedemontana, costruirono la propria villa sul litorale.
Sappiamo comunque che nel 1776, presso l'attuale chiesa parrocchiale esisteva già un oratorio pubblico. I primi Sviluppi di Marina di Carrara compaiono nella Cartografia IGM (Istituto Geografico Militare, Ente Cartografico dello Stato), del 1877 e si consolidarono negli anni successivi, attorno all'asse della ferrovia marmifera che collegava
direttamente le cave con i pontili caricatori del porto. Il Centro si compone di semplici abitazioni a due piani con Spazi di pertinenza interna, serialmente disposti su assi paralleli secondo i moduli che si stavano diffondendo allora anche in Utorali della penisola italiana.
La strada a partire dal confine con il comune si Sarzana (Marinella di Sarzana) sino al confine con il comune di Massa (Marina di Massa), presenta una notevole diversità di aspetti: il primo tratto è legato a funzioni turistiche e del tempo libero – arenile – ed espositive – Fiera Marmo Macchine.
Ecc. ecc.
(dove si precisano disposizioni per il “Porto Commerciale di Marina di Carrara”, “L’area Fiera Marmi e  Macchine”,
“Servizi comprensoriali per lo sport”.

(UTORALI = A carattere naturale, in ambienti scarsamente urbanizzati ove sono presenti habitat marini, lacustri, dune, parchi naturali.

  • Villa Monzoni
  • Le prime strade di marina
Galleria fotografica STORIA RECENTE
STORIA RECENTE

Durante la seconda guerra mondiale, tra bombardamenti, costruzioni di lunghi muraglioni (quello della Battilana), nel periodo dell'occupazione tedesca e della Repubblica Sociale Italiana, la famiglia Sgatti nascose e protesse dalla deportazione nella propria casa a Marina di Carrara un ragazzo tredicenne ebreo, figlio di amici milanesi  famiglia Vitta, facendolo passare per un profugo fuggito dalle zone di guerra del Sud Italia. Per questo impegno di solidarietà, il 14 dicembre 1981, l'Istituto-museo  Yad Vashem di Gerusalemme ha conferito “alta onorificenza dei giusti tra le nazioni”  ai coniugi Alessandro e Irina Sgatti e alla loro figlia Luce Sgatti Vannucci. Mentre sulla piazza, allora Vittorio Emanuele II°, ora Piazza Gino Menconi, c’era una semplice fontana in marmo breccia grigio-blu, di cinque grandi anfore, una in centro, rialzata, le altre quattro la circondavano e  rilasciavano acqua nella vasca  sottostante, tonda, dello scultore A.Galeotti,  ma una bomba, nel periodo 1944 dell’ultima guerra, la fece saltare ed il cratere fu riempito con i detriti della vasca stessa.
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Galleria fotografica MARINA E I SUOI MONUMENTI
Marina e i suoi Monumenti

01)- Colonna del Sole - Luce, Acqua, Terra
Alta  colonna e vasca tonda su piedistallo quadrato, in marmo, con 230 zampilli d’acqua, di Mohamed Sazesh, al margine di piazza  Menconi, verso mare, inaugurata il 29 ottobre 2011. (Sazesh  nel 1983 ha realizzato il busto in marmo di Papa Wojtyla Giovanni Paolo II esposto nella cattedrale di Santa Maria a Norcia.  “Serena”, scultura in bronzo esposta dal  4 agosto 2011 nell’ambito del circuito “Del Chiaro Art Connection”  nella hall dell’ Hotel Astor, storico albergo di lusso sul lungomare di Viareggio).
M.Sazesh è uno scultore iraniano,  nato nel 1947,  profondo conoscitore delle culture antiche sumeriche, egizie, persiane. Il Comune di Montone, in provincia di Perugia, gli ha affidato il compito di curare la prima edizione della Biennale di arte (scultura e pittura), nel 2010. L'artista persiano nella nostra cittadina, come noto, ha realizzato "La colonna del sole - Luce, acqua, terra", un primo momento chiamata “Obelisco”, poi contestato  tale nome perché l’opera si riferisce ad una “Colonna” e  non ad un obelisco), oltre al Capitello olimpico che si trova  all' incrocio fra via Don Minzoni e la via del Cavatore a Carrara. L'autore vive in città da oltre trenta anni (vedi STORIA della Chiesa della Sacra Famiglia).

02) Monumento al "Buscaiòl
" di Felice Vatteroni, viale Cristoforo Colombo (vedi STORIA del Viale XX Settembre). Dove una copia si trova nel parcheggio della Guardia Costiera, prima di arrivare all’ingresso del Porto di via Salvetti: raffigura un giovane uomo, curvo, sotto il peso di una grande lastra di marmo sulla schiena, a ricordo del lavoro che faceva, detto appunto  del “buscaiòl” , caricandosi personalmente di pesi da trasportare sui vascelli.

03) Busto ad Eugenio Chiesa
di Felice Vatteroni, via A.Salvetti, verso il porto, con la scritta: “Deputato  repubblicano  di  queste  terre  dal  1904  al  1926,  strenuo  difensore  dei  diritti  del popolo,  ideatore  del  porto  di  Marina  di  Carrara  nel  1919 . I lavoratori  del  marmo,  gli  amici  e gli  estimatori,  questo  monumento dedicano  memori  che  il  22  giugno  1930  egli  morì  in  esilio,  per  una  fede  che  non  morrà.  22 giugno  1964”.
(era nato a Milano il 18 novembre 1863 e morì in Francia a Giverny, nell’Alta Normandia)

04) Lungo Monumento “ai Caduti del mare”
opera  di Francesco e  Paolo Piccini, in piazza Nazioni Unite, in marmo bianco statuario Carrara.
  . . . dei secoli memoria per la pace dei popoli sul mare amici . . .
Gruppo A.N.M.I. di  Carrara - il 22 maggio 1977.
In occasione delle  manifestazione d’arte, di architettura ed eventi vari Carrara Marble Weeks, quella del 2013, la famiglia Piccini ha organizzato nei locali a piano terreno del loro storico stabile di via Verdi 10, una esposizione di opere d’arte del prof. Francesco Piccini e del figlio architetto Paolo. Sono sculture e pitture eseguiti  fin dagli anni ’40, come dice il titolo “Scultura e pittura: un percorso artistico di due generazioni”.  Il prof. Francesco Piccini, scomparso alcuni anni fa, è stato direttore della nostra Accademia di Belle Arti  nel 1950.  Autore  anche della “Seminatrice”, 1939, ora all’Accademia di Carrara.

05)- Monumento
a Sandro Pertini, con sopra incisa la corona di Marchesato e la Ruota quale simbolo di Carrara, in un blocco di marmo, all’inizio del viale Amerigo Vespucci :
LA CITTA'  DI  CARRARA A
SANDRO  PERTINI
COMBATTENTE DELLA RESISTENZA E  DELLA LOTTA  PER  LA  LIBERTA'

24                 24
FEBBRAIO  FEBBRAIO
1990            2010

"Giovani, se voi
Volete  vivere
degnamente
la vostra vita
nella buona e  nella
cattiva sorte,
fate sempre che essa
sia illuminata dalla luce
di  una nobile idea"
Sandro Pertini.

06)- "Oltre il Mare",
opera di Luciano Massari, 2001 – creata con perizia ed abnegazione in ricordo dei nostri Marinai che solcando i mari sui velieri  favorirono l'esportazione del Marmo e lo sviluppo di Carrara, posta in Largo Marinai d’Italia, inizio passeggiata sul Molo a Marina di Carrara.
Comune di Carrara e  l'Unione Medaglie d'Oro di Lunga Navigazione, posero.
Carrara 8 dicembre 2001.
Creato con il contributo della Cassa di Risparmio di Carrara SpA e della Fondazione        Cassa di Risparmio di Carrara.
(Questa  passeggiata,  lunga ben due km. e mezzo, tra andata e ritorno, fino alla Madonnina dello scultore  prof. Mino Bruschi, posta tra i due fari di ingresso al Porto. La passeggiata è stata realizzata dall’Autorità Portuale il 23 ottobre 2008).

07) - Monumento a Giuseppe Taliercio
, (8 agosto 1927 – Mestre, 6 luglio 1981), nei giardini di piazza Paradiso, ora dedicata a Taliercio, ucciso con 17 colpi e lasciato raggomitolato nel bagagliaio in una Fiat 128 azzurra, vicino al Petrolchimico (Montedison) di cui era direttore, a Portomarghera di Mestre,  il 6 luglio 1981, dopo 47 giorni di sequestro,  torturato e  picchiato, a Tarcento, nel Friuli, rinchiuso in una tenda da campo. Nel monumento il seguente testo:

8 AGOSTO 1927
GIUSEPPE TALIERCIO

ING. GIUSEPPE TALIERCIO (nuova targa applicata del 2012)
DIRIGENTE DI UN GRANDE STABILIMENTO INDUSTRIALE.
UOMO DI SPICCATA ONESTA’ E APERTO ALLA CONCRETA SOLIDARIETA’ SOCIALE
VITTIMA INNOCENTE DELLA FOLLIA OMICIDA DEL TERRORISMO.
5  LUGLIO 1981

Il Monumento ha una lastra di marmo, sul davanti, con 17 fori a ricordo dei colpi d’arma da fuoco, ricevuti.
Fu sequestrato, bloccandolo in casa con quasi tutti i familiari, il 20 maggio 1981 e ucciso dalle Brigate rosse che lo ritenevano responsabile delle morti sul lavoro che si erano verificate in quegli anni. I cinque elementi incolpati furono condannati all’ergastolo.
Una lapide posta anche all’interno della chiesa Sacra Famiglia, sulla destra dell’ingresso centrale, il 24 Agosto 2010,  poi spostata nel corridoio che porta alla Sacrestia, dietro l'altare maggiore: “Ing. Giuseppe Taliercio, martire del XX secolo.  Questa è la Chiesa che gli  diede i natali che gli trasmisero i grandi ideali di fede in Dio e dedizione all’uomo per cui visse e fu ucciso, 1927-1981”.  Taliercio ha ricevuto molti riconoscimenti, oltre alla Medaglia d’Oro al merito civile, il Palasport "Giuseppe Taliercio" è il principale palasport del comune di Venezia, ed intitolate alcune Fondazioni, una Banchina al Porto di Carrara, La Scuola Istituto Comprensivo Giuseppe Taliarcio di Marina di Carrara (infanzia, primaria, secondaria), in Piazza  del Commercio. Nel 1954 sposa Gabriella e  si stabilisce a Mestre.  Dal matrimonio nascono cinque figli: Elda, Lucia, Bianca, Cesare e  Antonio. Riposa nel cimitero di Turigliano ad Avenza.
(Preciso che il nome si scrive  Taliercio e  non Tagliercio, come molti insistono).

08) - Monumento alle vittime
del fascismo, nel “Parco dott.Sebastiano Puccinelli,”
Il progetto prescelto, tra gli oltre novanta provenienti da tutta Europa e  dal Giappone, fu quello realizzato dagli architetti Arturo Locatelli, Agnese Bangrazi, Piergianni Locatelli, Giuseppe Scudellari: il monumento, composto da stele di marmo da cui si staccano cadendo a terra figure umane, e  realizzato  nel  laboratorio Nicoli, venne inaugurato il 23 settembre 1979 dall’allora sindaco Roberto Sebastiano Puccinelli. In seguito un atto vandalico distrusse una parte e  la Federazione ed  il Comune provvidero ad  incidere la seguente frase, nella costa del blocco abbattuto, lasciandolo bene in vista, a memoria di inciviltà :
1921-1981 – la  bomba  che  ha  devastato  una  parte  di  questo monumento  è  la  continuazione  criminosa  del  fascismo.
federazione  italiana  associazioni  partigiane comune  di  Carrara
Nel Parco, una dei più belli in Provincia, ci sono altre statue, tra le tante una di Cho Mi-Ae, un giapponese, in marmo statuario che rappresenta la Corea, una decina di lampioni modernissimi di Morabito in questo periodo un po’ malmessi, percorsi di acqua in ruscelli artificiali e pontili in legno, panchine, zone per bambini attrezzate.

09) - Monumento all'atleta,
di Marco DEVOTI, del 1991, per la Società Pugilistica E.BERTOLA  Panathlon Club di Carrara e  Massa, al Centro Sportivo Polivalente quasi al termine di via Bassagrande  (di fianco alla Fiera, parcheggio e  ingressi da via Maestri del Marmo) e  numerose sculture  provenienti da varie  edizioni dei  Simposi,  molti altre sparsi  per Marina.
Grande centro per le attività sportive, ma poco frequentato e  con scarsa manutenzione.

10) – Monumento
in segno di fraternità, tra Marina di Carrara ed  Erevan 1967, in materiale cotto  resistente,  nel Parco Falcone e  Borsellino, a  Marina. Erevan, capitale nell’Armenia, antica città storica, elevata sul livello del mare di ca. mille metri, con 1,2 milioni di abitanti, e per sfondo il monte Ararat, in territorio turco, (la leggenda lo indica come luogo, dove si depose l’Arca di Noè,  al termine del diluvio universale). Erevan a partire dal VII secolo a.C., quando divenne la capitale armena al tempo della dominazione persiana. In seguito al collasso dell'Unione Sovietica, nel 1991 Erevan divenne la capitale della neonata repubblica armena, non lontana dal confine con la Turchia ed alle pendici del monte sempre innevato Ararat. In quanto capitale di un Paese  il cui popolo ha subito il genocidio del 1915-'16  nel deserto dell'Anatolia, Erevan ospita un importante museo del Metz Yeghern (Il Grande Male), comprensivo di un Memoriale dedicato ai Giusti che vi si  sono opposti. All'interno del Giardino dei Giusti di Erevan, nel Muro della Memoria, sono tumulati pugni di terra delle tombe di grandi personalità che si sono mosse per aiutare gli Armeni e per testimoniare della loro persecuzione. Tra queste personalità si ricordano, Anatole France e  Charles Aznavour, di cui hanno creato una statua a misura d’uomo, a  Gyumri, in Armenia, il quale raccolse  fondi per il soccorso alla popolazione nel dopo terremoto del 1988 che creò  ingenti danni a tutta la popolazione ed alla città stessa.
Erevan, dal 8 ottobre 1965 (documento firmato dal Presidente comitato esecutivo del Caghsoviet di Erevan ed il Sindaco di Carrara Filippo Martinelli, 1961-1967),  Carrara è gemellata e  non è la sola, altre ventotto capitali mondiali, tra cui Mosca, San Pietroburgo, Lione, Marsiglia, Parigi, Firenze, Venezia, Los Angeles, Buenos Aires, San Paolo del Brasile, Montreal, Atene, e molte altre:  per essere  in  ottima compagnia !
Ad  Erevan si erge il suddetto “Memorial of Armenian Genocide”, dedicato al milione e mezzo di cittadini armeni vittima della campagna genocida ottomana del 1915. Arresti e deportazioni furono compiuti in massima parte dai «Giovani Turchi». Nelle marce della morte, che coinvolsero 1.200.000  persone, centinaia di migliaia morirono per fame, malattia o sfinimento. Queste marce della morte furono organizzate con la supervisione di ufficiali dell'esercito tedesco in collegamento con l'esercito turco, secondo le alleanze ancora valide tra Germania e Impero Ottomano (e oggi con la Turchia) e si possono considerare come prova generale “ante litteram” delle più note marce ai danni di centinaia di migliaia che furono massacrate dalla milizia curda e dall'esercito turco. Le fotografie di Armin T. Wegner sono la testimonianza di quei fatti, deportati ebrei durante la seconda guerra mondiale. Charles Aznavour, nome d'arte di Chahnourh Varinag Aznavourian; (Parigi, 22 maggio 1924, vivente), è un cantautore, attore e diplomatico francese di origine armena. Noto con il soprannome di Charles Aznavoice. Insignito della Legion d'Onore per il lustro dato alla Francia, è ambasciatore dell'Armenia in Svizzera  dal 12 febbraio 2009. Canta in sette lingue e ha venduto oltre 300 milioni di dischi nel mondo.

11) – Statua dello scultore
Paolo DENTONI, sistemata all’ingresso della Porto di Carrara SpA,
a  Marina di Carrara, viale Giovanni da Verrazzano,2 –senza  piedistallo, che raffigura in un blocco massiccio di marmo, alcune navi, con in prospettiva le Cave di Marmo carraresi. Un po’ nascosta al grande pubblico.


12) - “Il Molosso Latrante” La statua nei giardini di piazza Commercio è la copia di un soggetto Ellenistico, intitolata “Il Molosso Latrante” di Luigino Telara (vivente), nipote di Luigi Telata, cheha creato la statua della Madonna del Mare, sopra la guglia esterna della Facciata della Chiesa Sacra Famiglia (ed anche, all’interno, dei quattordici quadri della via Crucis). Il Molosso Latrante è copia di quella originale che si trova alla Galleria degli Uffizi di Firenze mentre un’altra originale al Museo Vaticano di Roma: Infatti la descrizione

della Galleria degli Uffizi, al capitolo del Vestibolo principale, riporta testuali parole : “La porta che immette nella galleria, con ai lati due cani molossi . . . “


13) – Cippo per le  Vittime Civili di Guerra,
nella zona Paradiso di Marina di Carrara. Raduno dei partecipanti presso l'area giardino fra Viale Vespucci e Viale Colombo - lato Hotel Tenda Rossa e Capolinea dell’Autobus ATN.  Inaugurazione Cippo dedicato alle Vittime Civili di Guerra e  intitolazione dell'area giardino Largo Vittime Civili di Guerra. Nel 70 anniversario, il 25 gennaio 2014, ore 10:00, è intervenuto il Presidente provinciale dell'Associazione Nazione Vittime Civili di Guerra, Cav. Uff. Elio Bernabò, con il Sindaco di Carrara, Angelo Zubbani e col saluto del Presidente regionale dell'Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra, Cav. Aldo Ierardi.
L’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra, che ha la rappresentanza e la tutela dei Mutilati e Invalidi Civili di Guerra e dei congiunti dei Caduti Civili di Guerra, ha deciso di donare alla città il Cippo commemorativo in marmo bianco, il quale riporta la seguente dedica :
“A  PERENNE  RICORDO
DI  TUTTE  LE  VITTIME
CIVILI  DI  GUERRA
AFFINCHE’ COLTIVANDO
LA  MEMORIA  NASCA
LA CULTURA  DELLA  PACE”

Sormontato dallo Stemma dell’
Ass. Naz. Vittime Civili di Guerra – Sez. Provinciale MASSA CARRARA
1943 – 2013

Il Sindaco Zubbani ha ricordato anche le “donne del 7 luglio”, «un processo storico nel quale anche le donne hanno avuto un ruolo fondamentale», i tanti caduti civili a Carrara che hanno condiviso la sorte con chi era al fronte. Ha elogiato l’impegno di chi combatte «una battaglia senza armi, che è la battaglia più bella». Alle associazioni delle vittime civili ha detto: «Siete un punto di riferimento importante, avete una funzione di testimonianza da trasmettere ai giovani».
Nel Largo stesso c’è un Monumento (?), e non si capisce cosa ci faccia  in quel posto, senza dedica e senza riferimenti d’autore, ma imbrattato di scritte e ghirigori deturpanti ed incivili che vorremmo, anzi,  sia un ricordo a  tutte le Vittime Civili di Guerra.  Si tratta di sette blocchi di marmo grigiastro con striature grigie scure, di cui cinque incastrati nei due blocchi i più grandi. L’enorme quadrangolo con lunghezza totale di ca. quattro metri ed altezza ca. tre, forma rettangolare,  poggia su pilastro di cemento dell’area della base.

La piazza principale, dedicata alla Medaglia d’Oro al valor Militare, ed alla memoria di Gino Menconi, (Avenza, 13 maggio 1899 – Bosco di Corniglio, 17 ottobre 1944), rivoluzionario antifascista col nome di “Renzi”,  laureato in economia e commercio, subì una morte cruenta : ferito già mortalmente, decidono di dargli la morte più orribile, incendiando il pagliericcio del letto, dopo avervi gettato  benzina da parte di tre iene feroci, certo Repossi che fungeva da interprete, Carbognani il secondo, il terzo certo Benedetti, milite toscano il più fanatico dei tre, corporatura enorme, ridicolo nella sua uniforme fascista con i pantaloni corti. Versione confermata da don Giuseppe Rosini, già parroco di San Ceccardo a Carrara, partigiano e sacerdote molto conosciuto nel carrarese, che era intervenuto alla riunione di Bosco insieme al tenente Francesco Martinelli il 14 ottobre 1944, e riproduce un articolo pubblicato sul ventennale della tragedia: “Per la verità tengo a precisare che i tedeschi curarono le gravi ferite riportate da Gino Menconi, furono i repubblichini che dopo avergli tolto le scarpe ed un anello dal dito, bruciarono il suo corpo che era adagiato sopra una brandina posta in una stanza dell’albergo Ghilardini”.
La piazza, a causa dell'incuria, dell'inefficiente e sgradevole manutenzione si è degradata e abbrutita di anno in anno, mostra chiaramente le sue condizioni a dir poco pietose: sconnessioni e rotture di cordoli, pessime riparazioni della pavimentazione eseguite  addirittura con cemento utilizzato come tappabuchi, mosaici semidistrutti, ecc. Non possiamo di certo pensare che manchi il materiale idoneo per ripristinarla. Era stata  realizzata dagli alunni della Scuola del Marmo di Carrara, Ente Scuola Edile di Massa Carrara, con inaugurazione del Sindaco Lucio Segnanini (1998-2002).  Nel ventennio del ‘900  piazza Vittorio Emanuele II, è stata rifatta nel periodo 2000-2002 dal Comune di Carrara, su progetto dell’architetto Attilio Ghirlanda, con  piastrelle  bicolore (bianco venato e una breccia grigio scuro-biancastra, in diverse misure (quadrate e rettangolari), in composizione geometrica, con nei due lati più grandi applicate colonnine e colonne in massiccio marmo bianco Carrara (di due altezze, un metro e altre di 71 cm., a chiusura intromissioni automobilistiche e sul  lato viale XX Settembre arrivano sino alla Canonica). Sul piazzale,  disegni in mosaico colorato, illustranti i venti  (tramontana, greco, levante, scirocco, austro, libeccio, ponente, maestro).  In questo periodo, nel 2014, restano soltanto due cerchi di mosaici: quello con l’elenco dei venti e quello che si riferisce al maestrale: gli altri, con molte parti della pavimentazione, sono ammalorati e guastati,  probabilmente per una pessima realizzazione edile,  (infatti alcune zone sono state risanate riempiendo di calcestruzzo gli avvallamenti, senza sostituire le piastrelle). Anche le palme, ai due lati più grandi, sono state infelicemente piantate per risparmiare sulla manutenzione (a tali piante basta togliere i rami secchi e cadenti), ma una piacevole ombra è assente per coloro che si siedono sulle panchine in cerca di riposo e di un po’ di frescura nelle giornate assolate,  anche se le palme sono intervallate da ancor piccoli Oleandri.  Le palme sono state impiantate anche tra il Paradiso e  la Fossa Maestra,  con tiranti nei lati (probabilmente provvisori, per preservarle dai venti marini), tési ed applicati  a  massi  di marmo.
In passato, fra il 1915 ed il 1955, è esistita una linea tranviaria di collegamento con Carrara, Avenza, Marina (poi Paradiso), realizzata sul viale XX Settembre, sostituita poi da una linea filoviaria prolungata verso Marinella di Sarzana, che fu a sua volta soppressa nel 1985. Oggi esistono soltanto linee di autobus, con transito da Stazione F.S.
Esiste la cosiddetta Casa del Vescovo, a Marina di Carrara, viale XX Settembre al nr. 383, con sopra il balcone un bassorilievo di San Remigio (protettore e Duomo di Fosdinovo), con fondo ovale, in marmo statuario. Devo ammettere che non ho trovato alcun riscontro a questa affermazione di marinelli: se pensiamo che a Carrara, come dichiara Carlo Lazzoni nel suo”Carrara e le sue Ville” (Ville sta per paesi circostanti), a pag.20 : in questa città vi risiedono il Console degli Stati Uniti d’America, in via Cavour, e dei vice consoli di Spagna, in via Garibaldi (ora via 7 Luglio), e della Repubblica Argentina nel corso Vittorio Emanuele (ora via Rosselli). Con queste autorità avrebbe potuto esserci a Marina di Carrara la casa di una curia vescovile, quale Vescovo diocesano,  preposto al governo di una diocesi, oppure di un Vescovo titolare investito di un titolo episcopale, senza giurisdizione.

Lucio Benassi      
Carrara, 5 ottobre 2014

Galleria fotografica MARINA E IL MARE
Crediti

Rdazionale a cura del Signor Lucio Benassi
Carrara 5 ottobre 2014

Bibliografia: http://www.clubnauticomarinadicarrara.it/pages.php?cat=Il%20Circolo&title=Le%20Origini
http://www.comprensivocarrara5.org/spaziogenitori.html
http://www.lanazione.it/massa-carrara/amianto-nca-1.214772
http://www.turismo.intoscana.it/site/it/attivita/IMM-Carrara-Fiere-e-Carrara-Congressi/
http://www.regione.toscana.it/-/internazionale-marmi-e-macchine-carrara-s-pa-
http://www.massacarrara-live.it/appuntamentimarmomacchine.php
http://www.comuni-italiani.it/045/003/partecipate.html
http://www.carrarafiere.com/uploads/files/538it-STATUTO.pdf
http://www.carraramarmotec.com/it/index.asp
http://it.wikipedia.org/wiki/Marina_di_Carrara
http://www.vacanzeinversilia.com/marina-di-carrara.html
http://www.autoritaportualecarrara.it/it/autoritaportualecarrara.asp
http://www.guardiacostiera.it/capitanerieonline/index.cfm?id=20
http://it.wikipedia.org/wiki/Porto_di_Carrara (per il Porto)
http://www.inchiostroscomodo.com/?p=387
http://it.wikipedia.org/wiki/Genocidio_armeno
http://www.comune.carrara.ms.it/News.aspx?id=3131
http://iltirreno.gelocal.it/massa/cronaca/2014/01/26/news/omaggio-alle-vittime-civili-di-guerra- 1.8545810
http://iltirreno.gelocal.it/massa/cronaca/2014/09/30/news/giovanni-costantino-premiato-a-monaco- 1.10028778
Marchetti ing.Cesare Giovanni, - Ricchezza e Ribellione nell’Arce del Marmo – Grafiche  Catelani srl, Carrara, Ottobre 2005, per conto di Italia Nostra, sezione Apuo-Lunense
Bernieri Antonio, - Gino Menconi -  Editrice SEA, Carrara, ottobre 2004.

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