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Baccalà marinato

Di Cybo in Cibo
bacalà 'nmarinat
Ingredienti
per quattro persone

Un filetto di baccalà di circa 800  900 gr precedentemente ammollato (600 gr se da ammollare, tenetelo in ammollo per circa 48 ore cambiando spesso l'acqua)
due grossi spicchi d'aglio
farina q.b per infarinare il baccalà
rosmarino
peperoncino fresco q.b
olio
un bicchiere di aceto bianco
concentrato di pomodoro  due cucchiai sale

PROCEDIMENTO


Tagliate in pezzettoni il baccalà e infarinatelo.
In una larga padella , preferibilmente di ferro,  fate friggere il baccalà con la sua pelle, facendo in modo che si dori bene da entrambi i lati ,scolatelo  ed asciugatelo su carta assorbente.
Tritate a coltello rosmarino e aglio con un poco di peperoncino e fateli soffriggere in abbondante olio,in un recipiente mescolate aceto e concentrato di pomodoro e ,quando aglio e rosmarino saranno pronti , aggiungeteli in padella, fate evaporare l aceto ed abbassate il fuoco facendo cuocere una decina di minuti, regolando di sale.
Versate il tutto sul baccalà , che avrete sistemato in una pirofila.
Il baccalà deve essere completamente ricoperto.
Ottimo se mangiato il giorno dopo.

La  ricetta ha diverse varianti , io conservo gelosamente questa, perchè vedevo mio nonno e poi mia mamma  prepararla, quando ero bambina .
Consiglio:
se vi avanzano delle acciughe fritte, preparate questa marinata....sono ottime...

C.P
Questo piatto, era molto consumato nella Carrara tra gli anni 50 e 70,  una vera leccornia per cavatori, lizzatori, riquadratori, scalpellini, scapezzatori, segatori  che dopo una lunga e faticosa giornata di lavoro si ritrovavano nelle cantine carraresi per una briscolina.
Ma non solo in una cantina, visitavano più o meno tutte quelle della città vecchia e di quella ottocentesca.
Dal Cafaggio alla Lùgnola, per capirci; e da San Francesco alla Ghiacciaia.   
E così si andava dalla Mora, dalla Carò, dalla Suntina, e dal Ponsachhino a Carrara, mentre a Marina i ritrovi dei buscaioli erano, la Vada e la Vangè.
Questo piatto essendo cotto nell'aceto e con l'aggiunta di molto aglio, stuzzicava l'appetito e la voglia di bere ancora, e così  i bicchieri uno dopo l'altro (bic'réti, bicéri veri e propri e cavallerie, andavano giù con piacere.
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