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RICHIESTA : Giochi da ricchi

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Giochi da “ricchi”

Nel primo dopoguerra, la Società era divisa nettamente tra poveri, e ricchi,  non vi era una via di mezzo, così, questa situazione economica, produceva una vera e propria divisione in caste. Questo si ripercuoteva pesantemente nelle azioni più comuni del vivere quotidiano, perfino nelle attività ludiche dei bambini. Erano solitamente le bambine “ricche,” a sfoggiare giochi e giocattoli a noi quasi sconosciuti, come i Birilli. Questo gioco antichissimo, è stato da sempre praticato dalle “femmine,” che con una palla di legno, dovevano cercare di fare più punti possibile con un numero di tiri ben codificato. Ovviamente il nostro divertimento consisteva nel “rubare” il Re ossia il birillo che contava di più, scatenando le urla isteriche delle bambine. Ma era il gioco del “cerchio inglese” così lo chiamavamo noi, che ci faceva veramente spanciare dalle risate. Questo gioco era già in disuso ai miei tempi, praticato solo in determinati periodi dell'anno, come le domeniche primaverili, dalle ragazzine di “buona famiglia” più grandicelle. Solo dopo molto tempo ho capito che era solo una posa per farsi vedere, e apprezzare dai ragazzi più grandi, insomma una forma di “pre-corteggiamento.” Io nonostante le ricerche fatte, non sono riuscito a sapere se il nome con cui lo chiamavamo, fosse realmente il suo, e per dovere di cronaca, non sono riuscito neppure a trovare una foto o un'illustrazione di questo giocattolo, così ho deciso di fare uno schizzo. Questo era composto di due bacchette in legno con la punta, lunghe circa quaranta centimetri, provviste di un manico, di solito colorato, e di un cerchio in giunco, dal diametro di circa trenta centimetri. Si giocava in due, e bisognava lanciare e riprendere il cerchio con le due bacchette, cosa non facile, che obbligava le giocatrici a pose, e mosse comiche, che facevano scatenare la nostra ilarità. Suppongo che questo gioco sia stato l'antesignano del più recente gioco del Volano, o del Tamburello, e sarei felice di conoscere il suo vero nome. Oggi per fortuna, pur essendo ancora presenti nella Società moderna sacche di povertà, non viene più fatta, almeno nei confronti dei bambini, una discriminazione di classe così bieca, e becera, come allora, che oltre a offenderli, scatenava in molti di loro un odio nei confronti dei più fortunati, che spesso li accompagnava per tutta la vita.
Mario Volpi







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