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Uno strano fantasma

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Pubblicato da in Racconti ·
Ludmilla aveva ancora gli occhi arrossati dal pianto. Suo padre Ernè ‘l fornar (Ernesto il fornaio) l’aveva duramente frustata con un ramo di salice. Le dolorose percosse le avevano lasciato un segno, che deturpava come un’orrenda cicatrice violacea la pelle delle scapole, di un bianco virgineo. Ora era notte fonda nel paese di Casaponci,(Castelpoggio) e lei raggomitolata nel misero pagliericcio di “cartozzi” di granoturco, cercava di proteggersi alla meno peggio dal freddo pungente, con quei due sacchi di canapa aperti per il senso longitudinale, che il padre gli aveva lasciato come coperta. Per punirla della sua insolenza, dopo averle fatto assaggiare la flessibilità del salice, suo padre l’aveva rinchiusa nel piccolo sottoscala, al buio, su un letto di fortuna, e senza cena. Ludmilla per la verità non era sua figlia...




1 commento
Voto medio: 115.0/5
silvestro
2021-03-08 12:03:20
E' assolutamente vero che Castelpoggio era un paese di carbonari, mio nonno a fatto le carbonaie fino al 1965


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