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Torre Scola Portovenere

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Il mare non scherza.
Il cielo velato e la foschia mattutina regalavano fascino e mistero a quella torre solitaria che emergeva dal mare come fosse una corona. Così decido subito di puntare la prua della canoa in quella direzione. La piccola imbarcazione monoposto dopo le prime scomposte pagaiate prende il largo, silenziosa e solitaria scivola nello specchio di mare tra Portovenere e l’isola della Palmaria. Passano poco più di trenta minuti e raggiungo torre Scola.
La piccola costruzione in agglomerato di sassi è aperta su un lato e al suo interno è cresciuta della vegetazione. Un grosso arco è l'accesso verso l'interno dal quale filtra la luce del cielo. Il richiamo è troppo forte, sono troppo curioso e così decido di salirci sopra. Dopo aver scelto il punto per attraccare  infilo la prua dentro un varco negli scogli, in modo che la canoa resti ferma. Purtroppo la scelta non si rivelerà quella giusta. Le onde s'infrangono su gli scogli, la canoa sale per poi riscendere sul vortice dei flutti schiumosi, una, due volte poi all’improvviso un onda più forte la fa capovolgere e in un attimo mi ritrovo in acqua. Riemergo tra la spuma bianca del mare, vedo sotto di me sparire lo zaino come fosse una medusa che si inabissa lentamente verso il fondo. La pagaia si è allontanata di diversi metri, d’istinto con un braccio arpiono la canoa prima che prenda la corrente nemica. Non c'è nessuno, sono solo, con il mare, la torre e alcuni gabbiani imperterriti che sembrano deridermi con i loro stridii quasi isterici, canzonatori. Solo tra questi scogli penso che prima che qualcuno mi veda passerà del tempo, così per un attimo mi prende il panico; poi la ragione per fortuna prevale. Con uno sforzo e l'aiuto dell'onda riesco a far salire la canoa sopra lo scoglio, m’immergo e recupero lo zaino con dentro l'attrezzatura che ora è tutta fradicia, solo il cellulare che avevo legato al collo si è salvato grazie alla protezione stagna. Lo zaino sembra un sacco di cemento, lo lascio sopra lo stesso scoglio dove c’è la canoa e a nuoto recupero la pagaia, poi ritorno sugli scogli e mi aggrappo ad un ferro ancorato tra le rocce e li appeso  recupero energie fisiche e mentali. Ora sento dolore su tutta la parte destra della gamba e del piede, nel rovesciarmi sicuramente ho battuto  contro gli scogli. Non ho possibilità di accertarmi di cosa mi son fatto, ora la cosa più importante e cercare di rimettere in acqua la canoa e risalire a bordo. Aspetto che arrivi il momento propizio, il mare prima o poi mi darà questa opportunità. Eccola, ora è il momento, le onde si placano, rimetto la canoa in acqua con la poppa incastrata nei due scogli, salgo sopra e con l’aiuto di un braccio spingo contro lo scoglio, la piccola imbarcazione scivola verso il largo, pagaio ed esco da quella trappola di rocce, siiii c’è lo fatta. Mentre mi allontano sento dietro di me la presenza di un gabbiano che sghignazza e allo stesso tempo  mi ringrazia per il pasto.... La mia focaccina ora è il suo cibo. Per un attimo l'osservo, lui disegna sentieri invisibili nel vento, io una piccola scia nell'acqua, entrambi siamo felici, lui per il suo pasto, io perché ho imparato una lezione di vita. Ora mentre la canoa si allontana il suo saluto si indebolisce fino a morire tra il cielo e il mare. La gamba destra è tutta graffiata e sanguina copiosamente mentre un dito del piede è tutto spellato, ma niente e nessuno può impedirmi di fare l'agognato giro dell’isola…. e la voglia di risalire sopra a quella torre "corona di sassi" mi è rimasta. Ci tornerò presto, lo so.

Portovenere15 Giugno 2019
Un po di storia

La torre Scuola o Torre Scola è un edificio militare di forma pentagonale, fatto costruire dalla Repubblica di Genova nel 1606, su di un isolotto poco oltre la punta nordorientale (punta Scola) dell'isola della Palmaria nel Golfo della Spezia. Venne costruita all’inizio del XVII secolo ( il suo costo fu di 60.000 lire e ospitava un capo, un bombardiere e sei soldati) su disposizioni della Repubblica di Genova. Il nome originario della fortificazione è torre di San Giovanni Battista e fu costruita con lo  scopo di garantire il controllo sulla cala dell’Olivo dell’isola Palmaria, che altrimenti sarebbe rimasta indifesa. In seguito venne denominata torre Scola, dal nome della punta dell’isola Palmaria davanti cui si trova.  Fino al 1800, la fortificazione resistette al tempo e ai nemici. Il 23 giugno 1800 però nelle acque spezzine andò in scena una violenta battaglia tra i francesi e la flotta inglese. I cannoneggiamenti di questi ultimi la danneggiarono gravemente, abbattendola in parte e fu cosi che venne abbandonata. All inizio del XIX secolo, la Torre Scola appariva ormai inutile per gli scopi difensivi per cui era stata pensata secoli prima e diroccata nelle strutture così nel 1915 ne venne progettato l’abbattimento, ma fu grazie all' interessamento presso  il ministero della Pubblica Istruzione dell’intellettuale locale Ubaldo Mazzini che la fortificazione venne salvata.Sul suo profilo porta chiari i segni dei cannoneggiamenti sia antichi che moderni ( nel corso dello scorso secolo è stata utilizzata anche come bersaglio di prova per i test della Marina Militare), ma negli anni Ottanta del Novecento è stata sottoposta a interventi di consolidamento così che  ancora oggi possiamo ammirarla svettare in mezzo al Golfo, testimone di secoli di storia.
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