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Galeotto Malaspina

Malaspina
Il sepolcro di Galeotto Malaspina, una delle principali opere d’arte marmoree della Lunigiana.
Galeotto Malaspina, nipote di Spinetta Malaspina il Grande, morto nel 1367 riposa nel suo bellissimo sepolcro in marmo di Carrara nella chiesa di San Remigio a Fosdinovo. L’opera è stata realizzata da un maestro scultore molto probabilmente di origini lombarde e con l’aiuto di maestranze locali. Di notevole manifattura ritrae il primo Marchese di Fosdinovo supino avvolto nell’armatura da Cavaliere. Nella mano destra ha la spada mentre con  la sinistra tiene lo scudo con lo stemma di appartenenza della famiglia ai feudi di sinistra della Magra, lo Spino Fiorito. Galeotto Malaspina fu giudice illustre di Verona legato agli Scaligeri. Dal matrimonio con la nobildonna genovese Argentina Frimaldi ( vedova di Morello Malaspina ) nacquero tre figli, Gabriele, Spinetta e Leonardo. Nella parte bassa del sepolcro al centro della formella vi è rappresentato il Marchese Galeotto Malaspina, in ginocchio, presentato da S. Giovanni Battista alla Madonna con Bambino.Attorno i santi Antonio Abate, Pietro e Paolo, Giacomo il Maggiore che rappresentano i santi titolari di grandi Ordini Ospitalieri Medievali e Remigio vescovo di Reims, patrono di Fosdinovo. Subito sotto un epitaffio in latino medioevale riporta :Hac situs est arca quem torsit previa parcha marchio magnificus galeoctus iuris amicus vir probitatis dictus fuit hic to-tusque relictus a vitiis iustus verax prudens pius ustus rore dei fastus non ei prefuit haustus ut nitet in spinis flos floruit malaspinis hiis hic herus genitus patrieque athleta peritus virtutum rector populi protector ut hec-tor quem chorus angelicus assumpsit dote pudica mille trecentenis et sexaginta duobus adiunctis quinis domi-ni currentibus annis martius in decimo quinto cum vol-veret axem”.
"In questo sarcofago giace il generoso marchese Galeotto, che fu piegato da una morte pre-matura. Amico della giustizia, costui fu uomo di riconosciuta rettitudine e totalmente privo di vizi, giusto, verace, prudente, pio; arso dalla rugiada di Dio, l'orgoglio consumato non gli fu di guida. Così come il fiore risplende tra i rovi, egli fiorì tra i Malaspina, dai quali questo sovrano fu generato. E campione della patria, esperto di virtù, guida del popolo, protettore, come Ettore, grazie all'onestà una schiera di angeli lo accolse nel 1362, aggiunti cinque anni correnti del Signore. Marzo, nel quindicesimo giorno girando l'asse del mondo. A lato un'unica iscrizione incisa in italiano volgare : “Iustitia porto che il mondo regge, se iustita non fosse il mondo non regerebbe”. "Portò la giustizia che regge il mondo, se non ci fosse giustizia il mondo non reggerebbe. La chiesa con i suoi dieci altari laterali è un trionfo di bellezza, l’altare centrale è dedicato a San Remigio, dove in un reliquario d’argento custodisce le reliquie del santo che vengono mostrate ai fedeli nella data della sua morte il 13 gennaio e il 1° ottobre data in cui nel 1701 le reliquie furono trasportate da Lucca a Fodinovo.
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