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Via Micheli

STORIA > Strada facendo
Spetta/Le Redazione

Gli ultimi anni dell'ottocento,  sono stati i più importanti per lo sviluppo della conoscenza umana. Questo sopratutto in campo medico, portando un certo sollievo, con le nuove scoperte, a una popolazione falcidiata da malattie ritenute incurabili, come la T.B.C detta "mal sottile," o la sifilide, che proprio in quegli anni cominciava ad essere studiata. Uno di questi grandi medici-scienziati, è stato certamente il carrarese Ferdinando Micheli, seguiamo la sua storia ...
Un fantastico … Doc

 
 
Oggi si tende ad abusare del titolo di “figlio d’arte”, spesso riferito a mediocri attoruncoli figli di padri o madri di ben altro spessore. Per Ferdinando Micheli invece, e successo il contrario. Figlio di un medico condotto, nasce a Carrara il 12 gennaio 1872, e dimostra da subito, di essere molto portato per lo studio. Essendo una famiglia agiata, i suoi genitori dopo gli studi di base, lo inviano a Torino, per frequentare la locale Università. A soli ventitré anni si laurea in medicina e chirurgia, ed è chiamato dal grande patologo Camillo Bozzolo, a frequentare come ricercatore il laboratorio universitario torinese da lui diretto. Dopo pochissimo tempo, fu inviato, a Vienna all’Università Patologica di quella città, per frequentare un corso di due anni di specializzazione. Tornato in patria, ottenne il titolo di assistente effettivo all’Università di Torino, e dopo appena quattro anni diventò docente. Cominciò così la sua carriera di patologo “indagatore di causa” ossia, con il desiderio di capire, in modo scientifico, cosa, e perché, causava una certa malattia. I suoi studi si concentrarono soprattutto sulle malattie del sangue, le cui cause al tempo erano ancora misteriose. In quegli anni, la sifilide era un vero e proprio flagello, che si propagava attraverso i rapporti sessuali, compromettendo per sempre la salute della coppia, ma soprattutto quella del nascituro. Questa subdola patologia era, con i mezzi del tempo, difficile da diagnosticare, così Micheli cercò di mettere a punto un test scientificamente sicuro, per la diagnosi certa della malattia, basato sull’esame del siero prelevato al paziente. Si occupò anche di un altro grande flagello, che sarebbe durato fino a ridosso dei nostri giorni, la T.B.C. La sua insaziabile curiosità scientifica, lo indusse a cercare altre opportunità, così fece un concorso per Docente di Patologia all’Università di Catania, che vinse. La sua imponente mole di lavoro di ricerca in campo patologico, lo fecero accedere e vincere un altro concorso per Docente di Clinica Medica presso l’Università di Sassari. La sua fama di grande scienziato era ormai ampiamente riconosciuta dal mondo scientifico tanto che la prestigiosa Università di Siena, lo chiamò per affidargli la direzione della cattedra di patologia speciale. La sua notorietà crebbe talmente che i vari Istituti scientifici e universitari, cercavano di accaparrarselo in ogni modo, cosa che riuscì all’Università di Firenze dove rimase fino al 1920. Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, fu inviato con il grado di Tenente Colonello Medico, all’Ospedale militare di Torino. La guerra non rallentò la sua curiosità scientifica, anzi, dimostrò e sperimentò con successo un nuovo tipo di vaccino contro il tifo, e il colera, che nelle fangose trincee, uccidevano più delle pallottole. Alla morte del suo antico maestro Camillo Bozzolo, l’Università torinese gli offrì il posto di direttore, che egli ricoprì per quasi un ventennio. Come tutte le persone illustri del tempo, anche a Micheli fu offerta l’occasione di diventare Senatore del Regno, onore egli accettò. La sua immensa conoscenza scientifica però non gli servì per vincere il duello contro la morte, che lo colse a Torino nel 1937 a soli sessantacinque anni. La strada a lui dedicata a Marina di Carrara, è un doveroso omaggio della terra Apuana a uno dei suoi figli più colti, che con i suoi studi medico scientifici, e i suoi insegnamenti, gettò le basi della moderna Ricerca Patologica. Qui di seguito riporto il suo invidiabile curriculum vitae.

 
Università di Torino
 
Professione:   Docente universitario
 
Altre professioni:      Medico
 
Carriera:       Professore ordinario di Clinica medica all’Università di Sassari
 
Professore ordinario di Clinica medica all’Università di Siena
 
Professore ordinario di Patologia medica all’Università di Firenze
 
Professore ordinario di Clinica medica all’Università di Torino
 
Direttore dell'Istituto di patologia medica all’Università di Siena
 
Direttore del "Centro ospitaliero di studio diagnostico dei tumori"
 
Cariche e titoli:          Medico di fiducia della Reale Corte
 
Membro dell'Accademia delle scienze di Torino
 
Membro del Consiglio superiore di sanità
 
Direttore della "Minerva medica"
 
Direttore dell'"Archivio per le scienze mediche"
 
Direttore della "Gazzetta medica italiana"
 
Presidente della sezione piemontese della Federazione nazionale fascista per la lotta contro la tubercolosi
 
Socio effettivo dell'Accademia delle scienze di Torino
Mario Volpi
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