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Sezione a cura di Mario Volpi
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Un era in 40 anni

Una Volta Invece
Spetta/Le Redazione
E' di questi giorni la notizia, che le Multinazionali  americana e finlandese Motorola e Nokia, hanno cessato di esistere. Così un vero e proprio pezzo di storia recente sulla telefonia è scomparsa per sempre . Questo a dimostrazione di come il mondo moderno non abbia alcun rispetto neppure per i suoi "genitori", ma serva solo un unico "dio": il denaro
Un' era in 40 anni
Le innovazioni tecnologiche, hanno spesso, impiegato secoli per evolversi e migliorarsi, solo una ha fatto eccezione, sviluppandosi incredibilmente in meno di quaranta anni; la telefonia mobile.
Alla fine della sanguinosa, e terribile seconda guerra mondiale, non era certamente il telefono, la priorità della gente, ma poi, complice anche il boom economico che interessò quasi tutti gli anni sessanta, si capì che per risollevare, e far crescere il Paese, le comunicazioni erano vitali. Per far fronte a questa impellente necessità, negli anni settanta, la allora SIP, incrementò la rete di telefonia pubblica, installando su tutto il territorio Nazionale, ben 30.000 cabine telefoniche in più. I genitori raccomandavano ai figli che si allontanavano da casa, di munirsi di gettoni telefonici, per essere sempre pronti in caso di necessità. Mentre in Italia la telefonia faceva i primi timidi passi, negli Stati Uniti, girava uno spot pubblicitario, per cercare di lanciare un embrione di telefonia mobile. Una bella ragazza su un’auto scoperta, si avvicinava a una Stazione di Servizio, e dopo avere inserito la spina del telefono montato a bordo, in un’apposita presa posta su di un palo telefonico, cominciava una conversazione. Era talmente innovativo, che molti pensarono che fosse fatto per pubblicizzare la macchina. La vera pietra miliare della telefonia mobile si ebbe nel 1973, quando il direttore del settore ricerche e sviluppo della Motorola, (oggi Lenovo) Martin Cooper, fece da una via di New York, una telefonata con un prototipo di telefono cellulare. In seguito questo visionario e geniale ingegnere, disse di essersi ispirato alla serie televisiva Star Trek, dove i membri dell’equipaggio comunicavano l’un l’altro con una sorta di telefono senza fili. Quel primo cellulare pesava più di un kg, la batteria durava solo trenta minuti, e per ricaricarsi servivano dieci ore. Anche il costo, circa 4000 dollari, non era certamente alla portata di tutti, perciò questo vero e proprio gioiello tecnologico rimase per molto tempo solo una costosa curiosità. Bisognerà attendere il 1985, perche, alcuni Paesi come l’Inghilterra, il Giappone, la Scandinavia, e gli Stati Uniti si dotino di una parvenza di rete telefonica cellulare. Nel settembre di quell’anno, anche la SIP, installa a Roma e Milano, la prima linea dedicata alla telefonia mobile. Il mondo dei cosiddetti “telefonini” di quegli anni, era saldamente in mano alla Motorola, che nonostante la sua posizione di predominio pressoché monopolistico, non era rimasta con le mani in mano, lanciando nel 1989, un fantastico modello, che sarebbe stato in assoluto il più venduto per anni, la sigla era 9800X ma fu chiamato subito Micro Tac. Piccolo, leggero con la tastiera protetta da uno sportellino, e il caricabatteria incluso, questo telefono non era certamente economico, costava, infatti, più di un milione delle vecchie lire, ma era il primo vero e affidabile telefono cellulare. Nonostante il prezzo, e la copertura, che in diverse località non era ancora possibile, possedere questo telefono era per gli italiani di allora, un vero e proprio Status Symbol, non vi era politico, sportivo, o uomo d’affari importante che non lo sfoggiasse. Così nel 1989 gli abbonati in Italia al servizio di telefonia mobile sfioravano già le centomila unità. E abbonarsi al tempo non era economico, né facile, né tantomeno rapido. Oltre ad una serie pressoché infinita di moduli, che comprendevano perfino la fotocopia dell’apparecchio telefonico, l’attivazione avveniva in circa quindici giorni, e come si è detto, solo per abbonamento. Il costo del servizio era conteggiato in minuti, e per una telefonata a un telefono fisso si pagava una salata tariffa extra. Partiti con un forte ritardo, gli italiani erano ora leader come telefoni cellulari venduti, così nel 1990 la SIP diventa il maggior Gestore Europeo per numero di abbonati. Intanto però altre Aziende entrano in questo vero e proprio affare del secolo che è la produzione, e vendita di telefonini. Negli anni novanta la Nokia, una multinazionale finlandese, entra di prepotenza in questo mercato, e nel 97 lancia il modello 6110, che è in grado di inviare i primi S.M.S. Da qui in avanti le prestazioni dei telefonini, aumenteranno in modo esponenziale, dotandosi di accessori e servizi sempre più sofisticati. E’ però proprio in questi anni che gli ingegneri progettisti, commettono un grave errore di valutazione. Essi pensano che il futuro sia nel costruire telefoni cellulari sempre più piccoli e miniaturizzati, così si apre una vera e propria corsa all’apparecchio più piccolo e leggero. I display, a cristalli liquidi, sono trascurati perché giudicati poco importanti. Si privilegiano le funzioni, così nel 2000 appare un telefonino in grado di scattare una fotografia, va da se che solo allora, l’errore di valutazione diventa evidente. Si cerca di correre ai ripari ingrandendo i display, e facendoli a colori, anche perché si sta aprendo un altro uso dei telefonini. Nel 2005, infatti, con un telefonino è possibile navigare, anche se in modo ancora limitato su Internet. Ma la svolta epocale, avviene nel 2007, per opera di un informatico e geniale uomo d’affari, Steve Jobs, che rivoluzionerà completamente il mondo della telefonia mobile, inventando il primo vero e proprio telefono intelligente, chiamato smartphone. Continuando in modo inarrestabile la sua evoluzione, oggi, la nuova generazione di telefoni sono dei veri e propri PC portatili, in grado di eseguire una varietà quasi infinita di funzioni, dal comandare un antifurto, a essere usati come navigatori satellitari, o addirittura per pagare il conto al posto della carta di credito. I loro display sono cresciuti a dismisura tanto da essere del tutto simili a un tablet. Così mentre dieci anni fa, vi erano telefoni inserti nell’auricolare, oggi sembra che per telefonare si usi un televisore.
Non so quanto ancora potrà evolvere questa tecnologia, che comunque ha già portato delle note negative nella Società. Oggi molte persone sono un tutt’uno con il proprio cellulare, estraniandosi completamente dal mondo reale. Ci si parla esclusivamente tramite i Social, e a questi sono affidati perfino i sentimenti più segreti, come le angosce, le gioie, gli amori, e i dolori. Tutto ciò è molto triste, e fa rimpiangere a molti quando, per fare una telefonata, bisognava munirsi di un gettone telefonico.

Mario Volpi  
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