I paradossi del terzo millennio - carraraonline.com

Sezione a cura di Mario Volpi
Vai ai contenuti

I paradossi del terzo millennio

Attualità
Spetta/Le Redazione
Chi avrebbe mai detto che lo spazzacamino sarebbe tornato nel terzo millennio? Ma non è l'unico mestiere che sta tornando alla ribalta, alla faccia del progresso e dell'intelligenza artificiale.

Gli italiani nati attorno alla metà del secolo scorso, si sono sentiti ripetere una specie di mantra dai propri genitori” ninin studi, senò aien le pecre o le cave!” (piccolo studia altrimenti ci sono le pecore o le cave.) Effettivamente al tempo, per chi poteva, l’unico modo di affrancarsi da una vita di fatiche inumane e sottopagate, erano proprio gli studi. Un semplice ragioniere, o un geometra, potevano ambire a una vita impiegatizia, infinitamente più agiata, e meglio retribuita, e non ultimo, salire in modo esponenziale nella scala gerarchica sociale del tempo. Questa distinzione, è stata magistralmente descritta, anche se in chiave comico-satirica, dai film della serie Fantozzi, interpretati dal grande Paolo Villaggio. Già al tempo però, con i primi embrioni della rivoluzione industriale, gli “operai di fabbrica” occupavano un gradino superiore nei confronti di contadini, pastori, spazzacamini, arrotini, ossia di quelle serie infinita di piccoli artigiani, che pur essendo necessari alla vita del tempo erano considerati quasi dei paria. Con l’inarrestabile avanzata del progresso, in pochi decenni molti mestieri e professioni vecchie di secoli sono state spazzate via perché credute ormai inutili in un mondo moderno e iper tecnologico. I profeti del “progresso” ad ogni costo, si sperticavano in lodi per questa nuova svolta tecnologica, che a loro dire proiettava un Paese dall’Era Pré-industriale a quella super tecnologica ed efficiente del terzo millennio. Ma ben presto gli effetti si cominciarono a vedere, e non erano per nulla piacevoli. Si cominciò con la perdita di migliaia di posti di lavoro, e con la chiusura di manifatture centenarie, conosciute in tutto il mondo per la qualità dei loro prodotti. La mancanza di un’intera categoria di piccoli artigiani, come orologiai, sarti, o calzolai, costrinse la Società a gettarsi anima e corpo in un consumismo sfrenato, che impoverì ulteriormente una classe operaia economicamente già depressa. Questa scelta sociale scellerata, favorì in modo inconsapevole una massiccia importazione verso l’Italia di una vera e propria marea di cianfrusaglie a basso costo di pessima qualità, provenienti dai Paesi asiatici, per sostituire i prodotti nostrani costruiti a regola d’arte, e quindi a un costo più alto. Sembrava inevitabile che alla parola “progresso” fosse affiancata la parola “profitto.” Per anni in Italia la parola più usata e sentita dopo le due sopracitate fu sicuramente “automazione.” Così migliaia di operai furono sostituiti da robot, mentre intere fabbriche trasferivano le loro produzioni nei cosiddetti paradisi fiscali, per pagare meno tasse, ma soprattutto, dove il mercato delle “braccia” era ancora a basso costo. Ma un antico adagio dice che “il Diavolo fa le pentole e non i coperchi” così quando anche i proprietari di quelle braccia cominciarono a reclamare i propri diritti, le imprese si trovarono in grande difficoltà, perché si erano accorte che la delocalizzazione aveva comportato una enorme perdita di professionalità. Ma il progresso è inarrestabile, soprattutto quando è legato al tornaconto economico, così ci si spinse sempre più in la nella voglia un pò egoistica di sostituire gli uomini con le macchine per guadagnare di più. Dopo anni di sperimentazioni segrete, oggi sempre più prepotentemente è esplosa una vera e propria nuova frontiera tecnologica, le cui potenzialità spaventano perfino i suoi inventori; l’intelligenza artificiale. Questa nuova tecnologia ha generato sui suoi inventori la stessa reazione che a metà del 1800 provocò su Alfred Nobel, il chimico svedese che inventò la dinamite. Lo scienziato, quando si rese conto di come poteva essere impiegata la sua invenzione, con i proventi del brevetto istituì un premio (premio Nobel) quasi per lavarsi la coscienza per aver causato all’umanità insieme a qualche opera meritoria, anche uno spaventoso numero di lutti e distruzioni. La I.A. come viene abbreviata questa tecnologia, ha già mostrato i primi sconvolgimenti che da qui a pochi anni causerà, questa volta però tra i “colletti bianchi,” come ingegneri, architetti, giornalisti, e tutte quelle figure che un algoritmo, o un ologramma parlante potrà tranquillamente sostituire. Si dice che anche il mondo dello spettacolo subirà una vera e proprio rivoluzione occupazionale, con la sostituzione di attori, presentatori, sceneggiatori, cantanti, e di tutte quelle figure professionali che non svolgono un lavoro con le mani. Infatti, proprio qui è nato un gigantesco paradosso. Tutti quei lavori manuali, un tempo così bistrattati e tacciati di essere “obsoleti, ” non solo sopravvivranno alla grande innovazione, ma alcuni di questi sono già diventati importantissimi nel mondo moderno. Provate a chiamare un idraulico, un elettricista, o un muratore, poi capirete che questi artigiani sono tornati ad occupare nella Società moderna il posto che spetta loro di diritto. A tal proposito, in Italia è nata la prima scuola di pastorizia, e lo spazzacamino, oggi detto fumista, è l’unico che può certificare se il vostro caminetto è a norma, e questo in barba a tutte le intelligenze artificiali del mondo.
Mario Volpi 29 7 23
CarraraOnline.com
CarraraOnline.com
Torna ai contenuti