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Sezione a cura di Mario Volpi
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Bagascette di mare

Racconti
Cari Amici, siete dei buoni detective, oppure ottimi cuochi, o semplicemente dei marinelli doc?
Un racconto tratto da una storia vera, oggi vi segnalo questa ricetta da nome bizzarro che mi è stata raccontata da Renà, anche la FOTO è un suo regalo di quando aveva ventt’anni
Bagascette di mare
Renà, oggi ha 80 anni, è un lucido vecchio marinello che ha lavorato alla busca,quindi a tutti gli effetti è un buscaiol di quelli di una volta.
Oggi vive a Castelpoggio con la figlia ed è circondato da quattro nipoti.
Di tanto in tanto lo vado a trovare, e cerco di spremerlo come un limone.
Lui, il buon Renà, è la fonte alla quale attingere per conoscere vecchie usanze e credenze della Marina di molti anni fa.
Nella sua vita ne ha viste di cotte e di crude e mi ha raccontato un sacco di cose che man mano cercherò di trasmettervi.
Una di queste è veramente curiosa ed è una ricetta antica marinella di un piatto che lui gustava quando aveva 16 anni e lavorava come buscaiol.
A mezzogiorno, assieme alla squadra di lavoro, andava a mangiare nei pressi del ristorante il Buscaiol. Allora in quel luogo vi era una piccola baracca
di legno e lamiera che fungeva da ristoro cucina per gli operai del mare e che attirava molti clienti, quasi da far la fila.
Questa piccola baracca era gestita da tre persone, la titolare che faceva la cuoca era una signora abbastanza avanti negli anni, grassa e
tracagnotta, a Rená sembra di ricordare si chiamasse Terè (forse diminutivo di Teresa, ma non è sicuro), suo marito, alto, stempiato e con i baffetti
che si occupava delle vettovaglie e del quale non ricorda il nome e dalla bella cameriera di nome Rachele, che invece ricorda benissimo.
Mi sono chiesto come mai ricordasse così bene il nome della bella e giovane Rachele, mentre della vecchia e grassa cuoca e del marito non lo ricordasse
o fosse poco sicuro. Gli chiesi se avesse avuto una tresca con la bella e giovane cameriera, visto che lui allora era un ragazzone, alto e magro, insomma un bel fant.
Lui non mi rispose ma notai sul suo viso un qualcosa di strano e abbassò gli occhi come quasi ad acconsentire. La sensazione che ebbi provocò
un’altra domanda. Come mai dalla Terè andavano così tanti operai e soprattutto come mai il piatto della casa avesse un nome così singolare? Sarà stato magari che la
giovane e bella Rachele era una ragazza che arrotondava  il suo stipendio in altro modo?
Non rispose alla mia domanda, però aggiunse che quel piatto era veramente fantastico e sapeva di mare.
E così mi diede la ricetta delle bagascette di mare.

Mezzo kg di bagascette, penso sia un diminutivo di lasagnette fatte in casa, com’era usanza in quegli anni, impastate con il canel sulla tavola di
legno. Dopo aver soffritto aglio e prezzemolo, si aggiungeva un tritato di mare composto da piattelle, ricci e sconcigli che il marito il giorno prima
andava a fare alla piscina.
Gli altri tre ingredienti erano segreti, il marito li reperiva nella pineta adiacente il cantiere e la tenuta Ceci, la moglie non voleva assolutamente che  si venissero a scoprire.
Il buon Renà, non ricorda in quale occasione riuscì a scoprire i tre misteriosi ingredienti, ma ci riuscì ed eccoli: un trito di lumachelli, nopli e pinoli, che uniti al composto di piattelle, ricci e sconcigli formavano un gustoso sugo dal sapore di mare e misterioso.

Qualcuno può aggiungere altre informazioni a questo racconto e a questa misteriosa ricetta?
Sarà stata quella ricetta ad attirare così tanta gente alla baracca della
Terè o forse anche qualcos’altro?

Di una cosa sono certo, le bagascette di mare erano un piatto a costo zero
in quanto tutti gli ingredienti si trovano in abbondanza nella nostra zona.
PERO’ ATTENZIONE.
Renà nel darmi gli ingredienti ha commesso un errore “FORSE VOLUTAMENTE
“,sapete dirmi quale?
E poi secondo voi questa ricetta sarà stata davvero gustosa?

Saluti,alla prossima.
PierBin
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