Nouvelle ville de Carrara - carraraonline.com

Sezione a cura di Mario Volpi
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Nouvelle ville de Carrara

Medioevo carrarino

Spetta/le Redazione

Nel 1752, Francesco III d’Este incaricò, un noto ingegnere francese della costruzione di un porto a Lavenza (attuale Avenza). Il progetto molto ardito, al pari della costruenda via Vandelli, doveva fornire alla Casata d’Este il famoso e  tanto agognato “sbocco al mare”. Il progettista però, non tenne conto del costante insabbiamento della zona che continua tutt’ora, e alla sua morte improvvisa, i lavori furono sorpresi per non essere più ripresi. E’ un vero peccato, che dei molti manufatti già costruiti, come ci conferma lo Spallanzani in un documento del tempo, non ne resti alcuna traccia. Non si hanno notizie sulla causa dell’improvvisa morte di Milet De Mureau, l’ingegnere francese a capo del progetto, io l’ho immaginato colpito da infarto, causato anche dalla delusione di non vedere procedere la propria opera.

Si era svegliato per un fastidioso formicolio al braccio sinistro. Aveva subito udito il rombo, così si era vestito in fretta e furia, ed era andato sulla spiaggia.
Lo spettacolo era magnifico e impressionante, non aveva mai visto una mareggiata così potente.  Un forte vento di Libeccio aveva soffiato per tutta la notte, e ora era addirittura rinforzato, spingendo verso terra una nebbiolina salata che infradiciava ogni cosa. Nuvoloni neri si azzuffavano in cielo rincorrendosi e aggrovigliandosi, quasi fossero a un torneo di lotta, il mare era spaventoso. Ribollendo, ruggiva come una belva furiosa, aveva un colore verde cupo, chiazzato di schiuma bianca come la bava di un cane rabbioso. Gigantesche onde, crestate di spuma, prendevano la rincorsa per poi schiantarsi sulla spiaggia con un fragore di tuono. Una schiuma giallastra correva verso la terraferma, portando con sé una collana di detriti vegetali, che la risacca lasciava quando si ritirava, come se fosse a fare una gara a chi arrivava più lontano. Alcuni gabbiani giocavano nel vento, che fischiava come un pastore, ogni tanto picchiavano, per pescare qualcosa a pelo d'acqua, poi risalivano in quota con pochi colpi delle lunghe ali, lanciando lamentosi richiami. L'ingegner Milet De Mureau * era furioso; ogni ondata distruggeva un poco del suo lavoro. Massaggiandosi il braccio indolenzito, s'incamminò sulla spiaggia senza meta, mentre la sua mente tornò a quasi un anno prima, quando, il Direttore del porto di Marsiglia, * lo mandò a chiamare proponendogli quel lavoro in Italia. La sua felicità fu inimmaginabile, e non solo per la prospettiva di un lauto guadagno, cosa per altro da non sottovalutare, ma soprattutto perché aveva l'occasione di fare un'opera grandiosa, qualcosa che potesse essere il coronamento della sua lunga carriera. Una folata di vento, più forte delle altre, sferzò, piegandolo quasi fino a terra, il canneto vicino, e gli sputò in faccia degli schizzi salati, ma lui non se ne curò, e riprese il filo dei suoi pensieri. L'eccellentissimo Duca, Francesco III d'Este, Signore di Modena, Massa e Carrara, gli aveva commissionato la costruzione di un porto, nella zona costiera denominata Lavenza, aveva chiamato un francese per ringraziare della generosità che la Francia aveva dimostrato nei suoi confronti, nella pace di Aquisgrana. * Non gli aveva nascosto che oltre a fini commerciali, era sopratutto indispensabile per esigenze militari, in quanto, in caso di bisogno, gli sarebbe stato facile fare affluire truppe via mare dalla vicina e alleata Francia, e attraverso la via Vandelli, ancora in costruzione, mandarle a Modena. Il cielo, si strappò per un momento come un lenzuolo troppo liso, mostrando attraverso la sua trama, il chiarore del sole, ma subito, forse pentito, si richiuse. Egli, dopo attenti studi, presentò un progetto grandioso, che chiamò "Nouvelle ville de Carrara". * Doveva essere una vera e propria cittadella portuale nuova di zecca.  Aveva progettato la costruzione di due bacini, uno più piccolo che sarebbe stato adibito a uso personale del Duca, e uno più grande, esclusivamente commerciale. Aveva previsto anche la costruzione di numerosi edifici pubblici, una piccola chiesa, un nuovo palazzo Ducale, e alcune fabbriche, oltre naturalmente una ben fortificata piazza d'armi. Il formicolio al braccio andava gradatamente trasformandosi in un dolore sordo e continuo, che s'irradiava fino alla spalla sinistra, sentiva anche un'innaturale difficoltà nel respiro, certamente, dopo oltre un anno di permanenza in quei fetidi acquitrini, i suoi polmoni cominciavano a risentirne. Si sedette su una pietra, nell'incavo di una piccola duna, al riparo dal vento, e riprese il filo dei suoi pensieri. La gioia iniziale era presto scomparsa, per lasciare spazio a un senso di frustrazione e scoramento, sembrava che la Natura gli si fosse rivoltata contro, a che rifiutasse la sua opera. A ogni mareggiata il mare apportava sabbia sui fondali appena scavati, rendendo di fatto inutile il lavoro dei quasi cinquecento sterratori che erano al suo servizio. Aveva già scavato il bacino piccolo, e realizzato una moderna corderia ingentilita da splendidi archi di marmo bianco, materia, qui molto comune. Anche sessantadue piedi parigini * di molo, era già stato costruito, ornato da lastre di marmo bianco, e bitte di bronzo, a forma di leone con un anello in bocca. Aveva scavato la darsena di ben 560 piedi, di lunghezza e sedici di profondità, che purtroppo era soggetta all'insabbiamento e al continuo arretramento del fronte di costa.* Anche il torrente Aventia contribuiva a questa sua rovina, trasportando detriti durante le sue frequenti piene, che il mare poi disperdeva equamente sul fondale. Improvvisamente fu assalito da un senso di angoscia, e dall'irrefrenabile voglia di muoversi, si alzò a fatica, e riprese il cammino in senso inverso da dove era venuto. Anche il Duca cominciava a dubitare delle sue capacità, i fondi stanziati cominciavano a scarseggiare, e le sue assicurazioni che i lavori avrebbero avuto la durata massima di due anni erano state ampiamente disattese, così la sfiducia nei suoi confronti aumentava giorno per giorno. Di colpo ebbe la sensazione che il rombo del mare centuplicasse, e che il vento gli facesse perdere l'equilibrio, un dolore violento, improvviso, simile a una stilettata, lo colpì in pieno petto, la bocca si aprì in cerca d'aria, mentre le ginocchia cedevano di colpo. Quando toccò terra, era già morto.

Volpi Mario
12 11 2011

Milet De Mureau .......................................... Ingegnere progettista del porto a Lavenza
Direttore del porto di Marsiglia .................... Verità storica
Aquisgrana .................................................... Luogo dove fu firmata la pace nel 1751
Nouvelle ville de Carrara .............................. Verità storica
... piedi parigini ............................................. Antica misura

...realizzato la darsena ................................... Da documenti lasciatici dallo Spallanzani

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