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Uccelli acquatici

Animali Apuani

Regali dal lago.
Queste fotografie sono state scattate qualche giorno prima che il  maledetto coronavirus entrando nelle nostre vite cambiasse le nostre abitudini fatte anche di piccole cose  come un caffè con gli amici, una passeggiata all’aria aperta in campagna o in riva al mare. Eh si, come sempre accade PURTROPPO ci accorgiamo di quant’eravamo FORTUNATI solo nel momento in qui il quotidiano ci viene a mancare COSTRINGENDOCI  a rinunciare alle nostre abitudini. Troppe volte davamo per scontato tutto, troppe volte non apprezzavamo ciò che avevamo attorno, troppe volte siamo stati egoisti, troppe volte abbiamo creduto di essere SUPERIORI, TROPPE VOLTE ABBIAMO COMMESSO ERRORI, TROPPE VOLTE…

 Ritornando al titolo... era un sabato pomeriggio di febbraio, ai tempi che si  poteva ancora uscire, la giornata radiosa dall’aria tersa e pulita era ideale per andare a scattare fotografie al lago. Le poche nuvole sospinte dal vento per un attimo si fermarono sopra la palude riflettendo nell’acqua immobile le loro forme bianche candide: quando cavallucci marini, quando draghi, quando facce dalle smorfie più strane. Poi com’erano arrivate, all’improvviso sospinte da Eolo ripresero il loro cammino verso chissà quali altri luoghi . Camminavo sulla sponda  quando il mio sguardo fu attratto da qualcosa che si trovava oltre le fitte canne e si posò sopra a un grosso sasso che fuoriusciva dall’acqua. Sapevo che quel masso era lì da sempre, ma quel giorno aveva un aspetto diverso dal solito. Così l’avvicinai con lo zoom della digitale e nello schermo della mirrorless apparve lei: una tartaruga dalle strisce rosse ai lati della testa che se ne stava beata a godersi i raggi tiepidi del sole di una primavera in realtà ancora lontana. La tartaruga...

Dopo le foto di rito, silenziosamente e senza fare bruschi movimenti,  proseguii per il viottolo e arrivai allo specchio d’acqua preferito da Folaghe, Alzavole e Germani. Intenti nei loro giochi d’acqua gli animali ignorarono la mia presenza e mi permisero di scattare numerose fotografie, che vedremo di volta in volta. Fu proprio quel pomeriggio che la catturai per la prima volta nel mirino della digitale: un’anatra apparentemente uguale alle altre ma con un becco sproporzionato. Giunto a casa passai le foto al Pc e osservai attentamente quell’uccello acquatico. Nell’immagine ingrandita sullo schermo, il suo sproporzionato becco fu subito evidente, così iniziai a cercare informazioni sui motori di ricerca e appresi che avevo fotografato un Mestolone maschio dai colori bellissimi. Nel verde iridescente piumaggio della testa spiccava il giallo dell'occhio, le piume azzurre sull’ala e il color rossiccio sul ventre conferivano all’animale, sotto i riflessi del sole, un’armonia di colori e una bellezza impressionante. Il nome di quest'anatra selvatica molto probabilmente deriva dalla forma del suo grande becco bruno, chissà che i nostri avi non abbiano adoperato quel buffo becco a forma di cucchiaio come  utensile, che  sia stato un primitivo antenato del mestolo che ancora oggi troviamo nelle nostre cucine .....e chissà che il detto " non fare il mestolone"  con cui ci si riferisce ad una persona dal muso lungo, imbronciato non abbia a che veder con quest'animale! In effetti quel grosso becco dà a questo uccello un aspetto un po'imbronciato, non sembra anche a voi?

NOME – Mestolone
LUOGO – lago di Porta
ANIMALE - stanziale
PARTICOLARITÀ – Varietà di anatra dal becco grosso e piatto.
DATA – 29 – 02 - 2020

Il Tarabuso
Per essere ancora dentro l’inverno la giornata di quel sabato pomeriggio era splendida. Nel cielo terso senza nuvole un sole radioso, dai tiepidi raggi primaverili splendeva in cielo dando l’impressione che l’inverno avesse chiuso dietro di se il suo abbraccio gelido e avesse già fatto entrare la primavera nella palude. Mentre camminavo sulla sponda del lago, ebbi la conferma della mia sensazione al riguardo di questa giornata mite. E’ lì, che la vidi per la prima volta godersi il sole sopra a un piccolo masso che fuoriusciva dall’acqua, ma, questa è un’altra storia che vi racconterò strada facendo. Il lago ogni giorno regala emozioni colorate e sorprese, non sai mai cosa puoi incontrare o ascoltare, apparentemente sembra sempre uguale, ma non è così. La palude con le sue canne, le sue acque chete è un mondo in  continuo movimento, un mondo pieno di vita animale, mai monotono. Mentre continuavo il giro con fare furtivo guardando in ogni dove cercando di cogliere anche il più impercettibile movimento di vita animale lo vidi tra le canne. Se non si fosse mosso di qualche metro, sicuramente, non mi sarei accorto della sua presenza. Goffo e gonfio se ne stava mimetizzato a ridosso del canneto, le sue piume color delle canne invernali lo rendevano quasi invisibile. L’aspetto a prima vista mi ha ricordato un pollo, non avevo mai visto un animale del genere. Mi abbassai lentamente per non spaventarlo e l’animale mi lasciò il tempo per scattare alcune foto, poi con un verso particolare, saltellando sparì tra gli arbusti. Giunto a casa passai le foto al mio amico Mario cacciatore che per WhatsApp mi comunicò che avevo fotografato un Tarabuso. Nel leggere il messaggio mi scoppiò una risata perché in quell’occasione ricordai di un detto in uso dai nostri vecchi. “ T sen gonfi com un tarabus”, riferito a una persona che ha mangiato molto.  Non so se questa frase fosse usata solo nella nostra zona oppure anche in altri luoghi, il fatto è che oggi non è più in uso. Ecco, questo è il lago di Porta, e quel giorno quello fu il suo regalo. Quell’animale con il suo aspetto così goffo dai toni castani e giallognoli mi ricordò di quella frase e scoprii grazie a lui a cosa si riferiva. Informandomi purtroppo apprendo che quest’animale è in via d’estinzione e quello che vive in questa palude è una specie rara in tutta Europa.

NOME – Airone Tarabuso
LUOGO – lago di Porta
ANIMALE - stanziale
PARTICOLARITÀ – animale goffo e gonfio che emette un suono simile al toro, dal quale prende il nome.
DATA – 29 – 02 - 2020

Il cormorano nero
Quella mattina il lago sembrava dormisse ancora prigioniero della notte appena trascorsa. Nelle acque ferme e lisce come la tovaglia dell’altare si rifletteva la torre di Castelnuovo Magra dei vescovi di Luni, mentre le canne allineate sulle sponde con i loro pennacchi immobili erano soldatini addestrati in fila indiana. E’ da lontano, dietro una macchia di rovi che lo vidi. Con fare furtivo passo dopo passo, mi avvicinai e scattai queste foto.
Chissà quanti di voi, hanno visto quest’uccello acquatico emergere dall’acqua con il suo lungo collo, ma come me ignorava la particolarità delle sue piume. E’ con questa immagine (prima foto) che ho scoperto la caratteristica del piumaggio delle sue ali, (ricordano le squame dei rettili). Rispetto agli altri uccelli acquatici le sue piume sono permeabili, questa particolarità gli permette di affondare nell’acqua per circa 6 metri alla ricerca di cibo, però lo costringe anche dopo la pesca a mettersi al sole con le alpi aperte per farle asciugare come si vede nella seconda foto.

NOME – Cormorano nero ( maschio adulto )
LUOGO – lago cava Filippi Molicciara
DATA – 22 – 12 - 2019
PARTICOLARITÀ – ali permeabili.

La Garzetta
Quella mattina era veramente freddo, arrivai al lago di Porta che si era fatto giorno da poco. Una spessa nebbia come un mantello d’ermellino avvolgeva la palude fumante. La luce  su lago regalava emozioni effimere ,attimi colorati che mutano di continuo al passare dei minuti. Scesi dall’auto e m’incamminai lentamente lungo la sponda, avanzai cercando di fare meno rumore possibile, ma nonostante ciò, le vedette poste sulle cime degli ontani e dei pioppi con i loro fischi e zilli  iniziarono a dare l’allarme. Ad ogni passo in avanti uccelli grandi e piccoli in batter d’ali colorate abbandonarono i rami più alti per sparire tra le canne e i rovi. Mentre avanzavo sulla sponda, vidi in lontananza nell’acqua una grossa sagoma bianca che si rispecchiava nell’acqua. L ’avvicinai con lo zoom della digitale e capii che si trattava di una Garzetta intenta a far colazione. Mi abbassai al di sotto della palizzata di canne e raggiunsi la fine della staccionata e sporgendomi lentamente inizia a scattare.

Garzetta
Animale elegante dal bianco candido piumaggio, si muove tra nelle zone umide alla ricerca di piccoli pesci, anfibi e invertebrati. Gli scatti evidenziano le grosse dita gialle delle zampe in sintonia con il colore giallo dell’iride dei suoi occhi e il lungo fine becco nero. In un fermo immagine si notano lunghe penne sul collo, sulla testa e sul petto. Quest’ultima caratteristica è testimonianza che l’animale è in fase d’accoppiamento.

NOME – Garzetta
LUOGO – lago di Porta
DATA – 29 – 02 - 2020
PARTICOLARITÀ – dita delle zampe molto grandi – iride dell’occhio giallo – becco lungo e fine.
N.B
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