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I rettili

Animali Apuani

Regali dal lago.
Queste fotografie sono state scattate qualche giorno prima che il  maledetto coronavirus entrando nelle nostre vite cambiasse le nostre abitudini fatte anche di piccole cose  come un caffè con gli amici, una passeggiata all’aria aperta in campagna o in riva al mare. Eh si, come sempre accade PURTROPPO ci accorgiamo di quant’eravamo FORTUNATI solo nel momento in qui il quotidiano ci viene a mancare COSTRINGENDOCI  a rinunciare alle nostre abitudini. Troppe volte davamo per scontato tutto, troppe volte non apprezzavamo ciò che avevamo attorno, troppe volte siamo stati egoisti, troppe volte abbiamo creduto di essere SUPERIORI, TROPPE VOLTE ABBIAMO COMMESSO ERRORI, TROPPE VOLTE…

Ritornando al titolo... era un sabato pomeriggio di febbraio, ai tempi che si  poteva ancora uscire, la giornata radiosa dall’aria tersa e pulita era ideale per andare a scattare fotografie al lago. Le poche nuvole sospinte dal vento per un attimo si fermarono sopra la palude riflettendo nell’acqua immobile le loro forme bianche candide: quando cavallucci marini, quando draghi, quando facce dalle smorfie più strane. Poi com’erano arrivate, all’improvviso sospinte da Eolo ripresero il loro cammino verso chissà quali altri luoghi . Camminavo sulla sponda  quando il mio sguardo fu attratto da qualcosa che si trovava oltre le fitte canne e si posò sopra a un grosso sasso che fuoriusciva dall’acqua. Sapevo che quel masso era lì da sempre, ma quel giorno aveva un aspetto diverso dal solito. Così l’avvicinai con lo zoom della digitale e nello schermo della mirrorless apparve lei: una tartaruga dalle strisce rosse ai lati della testa che se ne stava beata a godersi i raggi tiepidi del sole di una primavera in realtà ancora lontana. La temperatura mite del periodo aveva svegliato l’animale dal letargo prima del tempo. Incuriosito da quelle strisce rosse, incominciai a cercare notizie e  così appresi che si trattava di una Trachemis scripta elegans: la tartaruga dalle orecchie rosse , in pratica quella piccola tartaruga che vendono alle fiere e che spesso viene comprata ai bambini come giocattolo e poi abbandonata nell'ambiente quando crescendo acquista notevoli dimensioni o quando i padroncini si stufano .  Questo rettile ha una vita media tra i trenta e quaranta anni, non è originario delle nostre zone ed è diventato  un pericolo per la nostra fauna  perché  molto aggressivo per anfibi e insetti, questa specie è  nell'elenco delle 100 specie invasive più dannose al mondo. In Europa sono state abbandonate così tante Trachemis scripta elegans, che le nostre Tartarughe palustri Emys orbicularis, stanno scomparendo, per fortuna l'unione europea nel 1988  ne ha vietato l'importazione .  Quest’animale con lo scudo mi ha sempre affascinato, è tra i vertebrati più antichi della terra, già  all’inizio del Triassico (circa 230 milioni di anni fa) esistevano tartarughe terrestri lunghe circa 1 m (Triassochelys)  molto simili a quelle attuali; quanta strada ha fatto sopravvivendo a tutte le catastrofi del pianeta! Forse il suo segreto è nel sapersi adattare sia alla vita terrestre che a quella  acquatica.

NOME – Tartaruga Trachemis scripta elegans
LUOGO – lago di Porta
ANIMALE - stanziale
PARTICOLARITÀ – Rettile dalle orecchie rosse,che con la sua aggressività sta mettento a rischio diverse specie animali.
DATA – 29 – 02 - 2020
N.B
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