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Quand la Politica ader na speranza!

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E’ storia recente, come nelle ultime Elezione Politiche di alcuni anni fa, e in quelle Amministrative appena effettuate, un vero e proprio terremoto abbia scosso profondamente il panorama dei Partiti Italiani, decretandone addirittura la scomparsa di alcuni che non raggiungevano il quorum del 5% richiesto per l’accesso in Parlamento, o ridimensionando pesantemente alcuni di essi, che per sopravvivere hanno perfino cambiato nome, simbolo, e linea politica.
La classe politica è rimasta attonita, non capendo il motivo di questo cambiamento così radicale nella volontà della gente, questo la dice lunga sul come sia distante la politica attuale dai bisogni della Società.
Infatti, a mio avviso i motivi sono molto semplici, e si possono riassumere in due sole parole: arroganza, e privilegi.
Cominciamo con la prima; l’arroganza. Il parlamentare odierno ha l’impressione di essere in Parlamento (anche a causa di una legge elettorale scellerata, che non permette la libera scelta del candidato da parte dell’elettore) per volontà dinastica o divina, e non per il mandato popolare, quindi non ne persegue il volere, ma solo il suo credo personale, e questo succede per i parlamentari di ogni colore politico. Faccio un esempio, se la gente è angosciata perché non si sente sicura, il parlamentare deve prodigarsi con ogni mezzo per risolvere il problema, non cercare di convincere che la paura è immotivata, oppure, se ci si lamenta della situazione economica, non è togliendo due centesimi sul costo del carburante, e oltretutto solo per pochi giorni, che si risolve la difficoltà della gente di arrivare alla fine del mese.
Il secondo punto è sicuramente quello che ha creato il maggiore odio e disamore per la politica e i suoi rappresentanti; i privilegi.
Non ha caso, un recente libro di successo, ha denominato i politici italiani, la Casta, parola che in India suddivide le persone in fasce, in base al mestiere, o al livello sociale di appartenenza.
Cominciamo a esaminare i compensi: un Deputato della Repubblica percepisce uno stipendio mensile netto di circa 15.000.00 €, mentre un Senatore ne percepisce circa 17.000.00. Possono usufruire di viaggi gratis su treno, aereo, e nave, su tutto il territorio nazionale, il pasto in Parlamento è praticamente gratuito, con annesso servizio di barbiere,  di dentista, con protesi e cure gratis fino a 20.000 €, asilo nido e Palestra gratuiti. Concludono questo vero e proprio regalo istituzionale un altissimo numero di scatti telefonici a costo zero, oltre a vari servizi telematici e postali. Ora io sfido chiunque a trovare una spiegazione logica che giustifichi questo trattamento economico e sociale, che alcuni di loro trovano anche scarso, vista la ridicola polemica innescata perché in Senato era servito il gelato e alla Camera no. Ma non finisce qui, molti di loro hanno anche una scorta, fornita dallo Stato, composta da agenti di Polizia, Carabinieri, o Guardia di Finanza, ora facciamo un rapido calcolo.
Ogni scorta è attiva 24 ore su 24, ed è composta minimo da quattro persone, che si alternano in quattro turni, queste sedici persone che calcoliamo per difetto percepiscano 1000.00 € al mese costano al contribuente 16.000.00 € mensili, più i costi delle due auto, con rispettivi autisti, in carburante e manutenzione. Spesso poi, questo servizio  è assolutamente inutile,  utile solo ad elevare il rango dello scortato. Ma non è ancora tutto, la legge prevede (se la sono fatta da soli) che un parlamentare dopo una sola legislatura che duri più di due anni, abbia diritto alla pensione che percepirà a 65 anni, se invece le legislature sono due, la pensione verrà elargita a 60 anni, e non parliamo di 500.00 €! Ora si comprende come delle persone che per decenni sono vissute in tali situazioni economiche, a prescindere dal credo e dal colore politico, stentino a capire le lamentele del pensionato, che dopo quaranta anni di lavoro, deve vivere con 600.00 € mensili, o dell’operaio che con 1000.00 € deve tirare avanti una famiglia e magari in più pagare un mutuo. Ma la politica italiana ci ha regalato altre sorprese, una legge del 2000, approvata da TUTTI I PARLAMENTARI, ha stravolto il volere degli Italiani, che con un referendum avevano stabilito l’abolizione del sovvenzionamento pubblico ai Partiti. E’ bastato ribattezzarlo “rimborso per spese elettorali” e il sovvenzionamento è ripreso alla grande, tanto che un calcolo recente ha stabilito che i Partiti sono costati alla collettività italiana, in solo cinque anni ben mille miliardi delle vecchie lire. Fondare un Partito poi è semplicissimo, e basta arrivare a un misero1% per usufruire dei finanziamenti pubblici, per qualcuno un vero affare. Il lato buffo è che io per avere questi dati, non ho sguinzagliato una squadra d’investigatori, o di agenti segreti, sono dati pubblici, ma nonostante si sappiano, nessuno muove un dito per fare cambiare la situazione.
Un tempo, quando fare politica non era solo un mestiere, e parlo degli anni sessanta, tutto era diverso, il proprio Partito era la speranza di come si sarebbe voluta la vita nel futuro, e tutti, dal Leader all’ultimo dei simpatizzanti ci credeva fermamente. A Carrara, ma penso anche nel resto del Paese, le elezioni erano precedute da una campagna elettorale “artigianale” fatta in prevalenza dai simpatizzanti di questo o quel Partito, che rubando tempo al riposo dopo il lavoro, si dedicavano alle affissioni di manifesti murali, fatta nelle ore notturne, che la notte dopo, gli attivisti del partito avversario cercavano di coprire con i propri, si montavano vecchi altoparlanti sulle Topolino, e si faceva il giro nel quartiere, urlando gli slogan a squarciagola. Si narravano storie che il basso livello culturale del tempo, aiutava a credere vere, come quella secondo cui ” in Russia i comunisti mangiavano i bambini, ” che a sua volta era controbilanciata dalla predica del Parroco che, nella funzione domenicale si raccomandava di votare in modo “Democratico e Cristiano”. Nonostante ciò, vi era un grande rispetto per l’avversario, spesso il vicino di casa. Arrivava poi il grande giorno, ci si recava, cambiati con la “mutatura” della festa, ai seggi, allestiti nelle scuole presidiate dai soldati, scuole che avevano ancora le facciate sbrecciate dalle bombe dell’ultima guerra, con una sorta di timore quasi riverenziale per un atto che tutti credevano importante. Nel timore che qualche ubriaco potesse turbare quest’atto considerato un dovere e un privilegio, si arrivava a proibire la vendita di bevande alcoliche per tutti i giorni delle votazioni. I partiti si autofinanziavano con il tesseramento, o con feste e sagre, e non erano certamente come sono diventati oggi, delle vere e proprie holding economiche, proprietari di immobili, banche, e giornali, e che interferiscono in modo pesante sulla vita di tutti i giorni. Come un gigantesco polipo, la politica con i Partiti ha occupato settori che non sono di sua competenza, interferendo perfino nelle nomine di Primari Ospedalieri, non più eletti per merito, ma per amicizia al potente di turno, così in tutti i campi. Vi sono giudici che invece di applicare la legge, la interpretano secondo il loro colore politico, per non parlare dei cosiddetti “Manager”, impiegati nelle Aziende Pubbliche, che a volte possiedono appena la licenza media, ma che sono stati lì designati per “grazia ricevuta”. Perfino il mondo dello spettacolo, è influenzato pesantemente dalle “spintarelle” date da questo, o quel politico. Io penso che la politica debba fare un passo indietro, un sistema così dipendente da essa non può durare a lungo, c’è lo insegna la storia che ha visto innumerevoli volte il ripetersi di queste situazioni, finite spesso anche tragicamente, e gli avvenimenti recenti ne sono la conferma.



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