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richiami di storia

Diodoro Siculo

“I Liguri abitano una terra sassosa e del tutto sterile e trascorrono un’esistenza faticosa e infelice per gli sforzi e le vessazioni sostenute nel lavoro… A causa del continuo lavoro fisico e della scarsezza di cibo si mantengono, nel corpo, forti e vigorosi. In queste fatiche hanno le donne come aiuto, abituate a lavorare nel medesimo modo degli uomini… Vivendo, di conseguenza, sulle montagne coperte di neve ed essendo soliti affrontare dislivelli incredibili, sono forti e muscolosi nei corpi… Le donne sono forti e vigorose come gli uomini e questi come le belve. Alcuni affermano anche che talvolta nei combattimenti un Gallo grande e grosso, avendo combattuto da solo con un Ligure assai esile per sfida, venne da questi battuto… Essi sono coraggiosi e nobili, non solo in guerra… Come mercanti solcano il mare di Sardegna e quello Libico, slanciandosi coraggiosamente in pericoli senza soccorso…”

Tito Livio

“I Liguri erano nemici, per così dire, nati apposta per mantenere viva la disciplina militare dei Romani negli intervalli delle grandi guerre, nessun’altra provincia eccitava maggiormente i soldati al coraggio. Infatti l’Asia con la bellezza delle sue città, con l’abbondanza di risorse terrestri e marittime, con la mollezza dei nemici e con la ricchezza dei re, rendeva gli eserciti più ricchi che forti… Contro i Liguri, invece, c’erano tutte quelle difficoltà che sono tali da esercitare i soldati: luoghi montagnosi ed aspri, che era faticoso conquistare e dai quali era difficile sloggiare gli occupanti, strade difficili, strette, pericolose a causa delle imboscate, un nemico armato alla leggera, quindi veloce e mobile, che non permetteva, in nessun luogo, di trovare un momento di tranquillità o una posizione sicura. L’assedio di luoghi fortificati era necessario ma al tempo stesso difficile e pericoloso. Infine la povertà della regione, che costringeva i soldati alla parsimonia, non offriva ricchi bottini.” Tito Livio XXXIX, 1,1

De Bello Apuano

“… allora il console Marco Sempronio Tuditano mosse contro i Liguri Apuani e, devastando i loro campi, incendiando i loro villaggi e castellari, aprì il passo che conduceva fino al fiume Magra e al portus Lunae. I nemici si attestarono sulla montagna che era stata l’antica sede dei loro antenati.” Tito Livio XXXIX, 32,1





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