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Chiedo ai responsabili del sito, anche se la cosa è superflua, di verificare se il contenuto del brano, segnatamente nel finale, può, pur nella sua leggerezza e nel rappresentare un accadimento realmente avvenuto, risultare in qualche modo pregiudizievole. IN TAL CASO GRADIREI RICEVERE UNA MAIL IN PROPOSITO!-
"IL VANELI" PRIMO VATE ...Voi sentirete fra i più degni eroi, che nominar con laude m'apparecchio, ricordar quel VANELI da TORANO che fu, di voi e de' vostri avi, illustre vecchio. Di lui dirò se voi mi date orecchio e i vostri alti pensieri accantonate un poco. SECONDO VATE Sommo gaudio saria, di certo nostro ma più ancor degli avi, l'udire favellar di quel mito lontano veniente da Torano: VANELI da tutti ricordato uomo di coraggio e lealtà,gran paladino di oppressa libertà! Ma se tu, mio vate, puoi pazientare un poco, io ti vorria pregar di concedermi licenza di novellar pur io di costui e le gesta sue narrar...... ORDUNQUE: La povertà non gli facea difetto, così come assai flebile di sua natura aveva l'intelletto. Unico vero amico era il suo cane, che sempre l'accompagnava nelle uscite balzane: ei lo raccolse cucciolo nel fango e l'accudì nelle difficoltà, con lui condividendo giaciglio, qualche crosta di pane e tanta umanità. Un carretto trainava a ruote piene, sì rumoroso che la sua venuta per tempo annunciava. Sorridente e allegro sempre, l'attenzione altrui la presenza sua subito attirava. Il suo parlar, che solo in apparenza non volea dir niente, sottaceva un'arguzia sottile e divertente. Di lui nessuna affesa era palese ché, pur trattato come un deficiente, ei ben sapea come gestir la mente per evitare l'ira di un possibile focoso Podestà e 'sì mantener integra la sua longevità. Si racconta che una bella mattina in piena estate, nella vena centrale di Carrara, s'udì lento e solenne un rumor di barroccio. Lo trainava un VANELI accalorato con a fianco il bastardino sgangherato. Sopra, stava un infante biondo e macilento che sol per due lupini e una cipolla s'era prestato a simular lamento. D'improvviso, quasi lacrimando, il bimbo urlò: "OH BA', HO BA', A IO' FAMA!!" Il barroccio s'arrestò all'istante! Vaneli corrucciato si guardò all'intorno e con trepidazione parve con gli occhi cercar consolazione. Poi subito mutando atteggiamento, modulò la voce come dettava la voga del momento e similmente a uomo d'ardimento, esclamò: "OH BELO!, SE T'HA FAMA URL EIA EIA ALALA' E LA FA-
Saverio Battani