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Racconti
Il Beffardello di Franco
Vi è mai capitato uno dei seguenti fatti:
Siete andati a letto e la mattina dopo la tazza che avevate lasciato sul tavolo l’avete trovata per terra rotta?
Le forbicine che non trovavate più sono saltate fuori della scatola dei lucidi da scarpe?
La notte sentite un rumore di topi in soffitta ma non ne avete mai trovato le tracce?
La scatola di cioccolatini che vi hanno regalato è stata misteriosamente aperta durante la notte?
Talvolta la notte sentite un’oppressione sul petto che non vi fa dormire?
L’interruttore salvavita dell’impianto elettrico è saltato senza che ci fosse un temporale?
Il latte vi è andato a male prima della scadenza benché tenuto al fresco?
Se almeno ad una di queste domande, o ad altre simili, siete obbligati a rispondere positivamente, allora i casi sono due:
Il primo, meno preoccupante, è che siete tanto stressati da dover ricorrere a cure mediche urgenti.
Il secondo, più grave, è che la vostra casa è infestata da un Beffardello.
Il Beffardello è una variante di folletto che ha la sua diffusione nel territorio apuano e in Lunigiana,
che agisce solo di notte per sparire alle prime luci dell’alba ed è responsabile di tutti i piccoli e grandi contrattempi notturni dei quali non si riesce a trovare spiegazioni logiche.
Quando, per motivi sconosciuti, il Beffardello prende qualcuno in viva antipatia, per tormentarlo oltre a combinare disastri ha l’abitudine di aspettare che il malcapitato si addormenti per sedersi sul suo petto per provocargli incubi e senso di malessere.
Più raramente questa particolare varietà di folletto prende in simpatia una casa ed allora di notte si da da fare nelle piccole incombenze delle quali nessuno si rende quasi mai conto.
Pare che l’unico modo per impedire ad un Beffardello di entrare in una casa sia quello di appendere sopra la porta un rametto di agrifoglio.