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Storia del Duomo di Massa e dinastia dei Malspina

Chiese > Massa
Massa, una figlia di Luni, prende possesso delle sue membra in un medesimo popolo: le parrocchie, coi monasteri, con le chiese agglomerate, compagina, ordina la popolazione e nell’ unione del sentimento religioso del principe e dei sudditi, germoglia, si accresce, prende nome e figura la sua principale grandezza.
La Storia del Duomo, attuale Basilica Minore, parte la lontano, dal piccolo tempio che fu costruito da Arrigo Rito di Antonio, comasco, trasferitosi nel massetano. Questa chiesa sarebbe stata dedicata a San Remigio e annessa al chiosco delle Suore Benedettine, con un umile campanile provvisto di una sola campana, con annesso il cimitero (poi orticello dell’Arciprete). L’ubicazione esatta non si conosce, ma si presume si trovasse nella crociera della Cattedrale attuale, dalle tribune al presbiterio.
Quando le Suore Benedettine furono costrette a lasciare il loro Chiostro, ne approfittò Giacomo Malaspina che istituì la prima fabbrica della Chiesa di San Francesco, ora Chiesa Cattedrale, tramite autorizzazione di papa Pio II, il 19 febbraio 1460.  Si trattava di un restauro della Chiesetta esistente, iniziato il 14 gennaio 1477 (come precisa Francesco Musetti nella sua “Memoria storica su Ricciarda Malaspina e Giulio Cybo”), in riferimento a due probabili Cappelle che crearono la pianta a croce nell’antica chiesetta di San Remigio, dedicata poi a San Francesco.  In seguito  nel piazzale che si trovava innanzi la Chiesetta, ed in epoca imprecisata, a destra di chi saliva verso le Cappelle, fu costruita un’altra Cappella, che divenne sede della “Confraternita delle Stimmate”.
Tale costruzione, chiesa poi dedicata a San Francesco, risulta da una lapide che ora si trova murata in una successiva cappella (quella della Madonna di Loreto), con questa dicitura, di non facile lettura.

M. CCC. LXXXVIIII.  INDICTIONE X(II)
DIE  XXIII.  MENSIS?  MAII
HOC  OPUS  FECIT  MAGISTER
ARIGUS. RITUS. ANTONI
DE  COMO
“Anno 1389,  dichiaro che il  giorno 23 maggio, qui costruito dal maestro Arrigo Rito di Antonio, nativo di Como”.

Tale chiesa sarebbe stata dedicata a San Remigio, con annessione al Chiosco delle Suore Benedettine. Ovviamente riferito alla costruzione di un piccolo tempio, dove oggi si trova la Cattedrale. Altre fonti dichiarano che il 19 febbraio 1460, Papa Pio II, concede alla marchesa Taddea Pico della Mirandola, consorte di Jacomo Malaspina, marchese di Massa, la facoltà di erigere un convento per Frati Minori Osservanti, come riportato sopra, dopo l’abbandono delle Suore Benedettine. Ora l’antica lapide dopo essere stata murata nella Cappelletta della Madonna di Loreto, nell’attuale Cappella Battesimale, è finita al termine del corridoio della Sacrestia, sopra una piccola acquasantiera in marmo, fuori la porta che conduce al Presbiterio!
Infatti, con l’autorizzazione di Sisto IV,  il quale con il Breve dell’ 8 febbraio 1476, concedeva quanto disposto dal precedente Papa e  che i beni della Chiesa di San Remigio, fossero passati alla nuova fabbrica di San Francesco (dove ora esiste il Municipio) e  il 4 gennaio 1477 fu posta la prima pietra del convento francescano, alla presenza dei marchesi Taddea e Jacopo con i figli Alberico e Francesco. Dal manoscritto del prete Nardino Bertoloni, scritto nel 1732, conservato nella biblioteca del Seminario Vescovile, (nel corridoio che conduce all’uscita di via dei Colli e di piazza del Portone), si apprende che la chiesa di San Francesco fu terminata assieme al convento. Altra divergenza: il prof. Antonio Matteoni nella sua “Guida alle Chiese di Massa Lunense”, stampato nel 1880, sostiene che la Chiesa sarebbe stata fondata nel 1389. Poi, nel 1650 parte della chiesa fu danneggiata da un temporale e riparata a spese di Jacopo Cybo, (il disastroso temporale fece cadere un pino sulla casa a fronte dell’attuale via Zoppi, senza conseguenze tragiche. Non esisteva ancora la costruzione della Chiesa ad esclusivo uso per i Seminaristi, ma vi era una specie di grande poggio rialzato dalla strada, con giardino), decidendo contemporaneamente l’ingrandimento del luogo sacro, con l’affidarne i lavori al carrarese ing. Giovanni Francesco Bergamini, quindi nel 1660 autorizzò l’unione della Cappella delle Stimmate (oggi anche Cappella del Battistero), aprendo un ingresso all’inizio della navata destra per accedervi direttamente. Lorenzo Cybo verrà nominato Vescovo di Jesi, dove poi morirà nel 1680 ed il corpo portato a Massa e sepolto nel sepolcro dei Cybo-Malaspina, sotto la Cappella Ducale. Le spese, per ultimare i lavori iniziati, furono sostenute dal Cardinale Alderano e dal Duca Alberico II, della famiglia Malaspina. Si può dichiarare apertamente che la Cattedrale fu finanziata, quasi tutta, comprese mura ed opere d’arte, sculture e pitture, da personaggi della famiglia Malaspina e Cybo-Malaspina, anche se si fecero costruire ballatoi rialzati nelle pareti laterali e nel presbiterio, a loro uso esclusivo (oggi non sono più praticabili per questioni di sicurezza a chi dovesse accedervi).
Il 20 gennaio 1690 il Duca muore ed il successore Carlo II s’impegna a proseguire con le spese, la costruzione della Cappella Ducale e del Sepolcreto sottostante. L’organo di San Francesco, nell’orchestra sopra l’ingresso principale, fu costruito nel giugno del 1573.
Soltanto nel 1616 la Chiesa di San Francesco attenne le proporzioni attuali ed incorporò la Cappella della Stimmate, che il 5 agosto 1618, dopo il riconoscimento di Chiesa a se stante, fu consacrata dal Vescovo di Sarzana. Poi nel 1674, fu terminata la cantoria.
Dall’abbellimento e ingrandimento della Chiesa, come riporta Luigi Staffetti, affidata ai Minori Osservanti della Provincia Toscana, in buona vista e benemeriti del cardinale Alderano, quale Segretario di Stato del Pontefice Innocenzo XI e protettore della Confraternita delle Stimmate, ingrandì anche questo Oratorio, facendogli inserire la Cappella della Madonna di Loreto. La chiesa  detta di San Francesco, voluta da Jacomo o Giacomo Malaspina, fu l’attuale Cattedrale. I lavori iniziati il 14 gennaio 1477, furono quelli che diedero la pianta a croce all’antica chiesetta di San Remigio, ora dedicata a San Francesco. Il Cardinale Malaspina fin dal 1672 fece iniziare, da Giovanni Lazzoni, il maggiore dei tre altari in marmi policromi, che ancor oggi si possono ammirare. L’altare maggiore, alla romana e di vago disegno, era sormontato dalle due statue sempre del Lazzoni, di San Francesco e San Bernardino da Siena, portati poi in alto, all’interno di due nicchie, dove tuttora sono alloggiate. Alberìco II provvide, nel 1684,  alla copertura della pavimentazione ed alla collocazione sull’altare il quadro dell’Immacolata Concezione. L’altro altare, frontale al precedente era dedicato a San Giovanni Evangelista e dedicato ai defunti. Divennero poi il primo l’Altare del Crocifisso, mentre l’altro con l’altorilievo, bellissimo, da sembrare un merletto ricamato, della Madonna del Rosario, entrambi pervenuti alla demolizione di San Pietro in Bagnara.  Il  SS. Crocifisso, in legno di stile bizantino, fu portato da Luni (distrutta dai Saraceni, risalente ad artigiani lucchesi, in legni policromi), a Massa tra il 1201 ed il 1204 in San Pietro dove, nella seconda metà del 1600, fu costruito un altare apposito, perché era molto venerato da pellegrini massesi e popolazioni vicine, ma poi traslato di nascosto nella Cattedrale, al posto e sull’altare dell’Immacolata Concezione, dove ancor oggi si può venerare.
Sempre il Cardinale Alderano Cybo-Malaspina contribuì di tasca propria alla costruzione della Cappella dei Principi, della famiglia Ducale. Ideata da Alberico II, il quale incaricò, per testamento, il figlio Carlo II che provvide subito, su disegno dello scultore carrarese Giovanni Francesco Bergamini, terminata nell’estate del 1694 ed inaugurata l’ 8 settembre: dichiarata da Matteoni  “di particolar gusto e magnificenza” mentre Staffetti “l’opera più pregiata che si ammiri nelle chiese massesi”. Altro benemerito della futura Cattedrale fu Lorenzo Cybo-Malaspina (che riposa nel sottostante sepolcreto, ma non nel sarcofago con sopra la sua statua adagiata, ma i suoi resti sono sotto il pavimento), che fece allargare ed allungare la Chiesa, anche con il contributo dei fedeli.
(Tomba è il termine più generale per indicare il luogo di sepoltura di una salma, che a seconda delle epoche e dei costumi può avere le caratteristiche e le forme più diverse. Suo equivalente è Avello.    
Nell'antichità le spoglie di un personaggio importante venivano deposte in un Cenotàfio: cassa sepolcrale di pietra, marmo o alabastro, per lo più scolpita e istoriata, ma è un monumento sepolcrale in onore di un grande personaggio i cui resti sono sepolti altrove. E’ il caso di Lorenzo Cybo-Malaspina ed anche di Eleonora, le cui statue sono nelle pareti frontali, poggianti sopra i sottostanti cenotàfi.
L'Urna è invece un vaso in pietra o in metallo in cui già nell'antichità venivano conservate le ceneri di un defunto.
Il Sepolcro è un monumento funebre, in genere in una chiesa o in un cimitero, che costituisce la tomba di un defunto e nello stesso tempo ne onora con la sua imponenza o bellezza la memoria.
Mausoleo, che prende il nome dal sepolcro in onore di Mausolo re di Caria, eretto in Alicarnasso (antica città greca ma oggi in Turchia, a Bodrum, sul Mar Egeo, già una delle Sette Meraviglie del Mondo), nel IV secolo avanti Cristo, è un grandioso monumento funebre, degno appunto della grandezza di un re o di un imperatore).
Tra il 1600 e 1700, ad opera di alcune famiglie benestanti massesi, furono eretti i sei altari (tre per parte), che si trovano tra le tribune e la cantoria. Soltanto con l’invasione dei francesi, il 21 luglio 1805, furono soppressi ogni ordine religioso ed i Minori Osservanti dovettero lasciare il loro Convento, abbandonando la Chiesa alle mercé dei ribaldi francesi napoleonici, dove il Buonaparte pose a Massa e Provincia la sorella Maria Anna Bonaparte, detta Elisa (Ajaccio, 3 gennaio 1777 – Trieste, 7 agosto 1820), fu, suo jure, (= all’istante), principessa di Lucca e Piombino, contessa di Compignano, duchessa di Massa e principessa di Carrara e granduchessa di Toscana (1809-1814), consorte di Felice Baciocchi, marito quasi inetto e poco propenso agli affari politici. L’atto che i massesi le rimproverarono fu l’abbattimento della Collegiata di San Pietro, in piazza Grande (oggi piazza Aranci), perché pare le impedisse, dalla sua finestra in Palazzo Ducale, la vista di una città  spaziosa, della Massa Nuova, quella fuori le mura. A Carrara fece costruire addirittura la “Banca Elisiana”: apre il 2 maggio 1807 (quando Elisa fece abbattere la Collegiata di San Pietro), apre i propri atelier di scultura, architettura e ornato, “made in Carrara”, distribuiti tra i locali della chiesa del Carmine e del Convento dei Carmelitani nell’attuale piazza Mazzini. La direzione tecnica è affidata a Lorenzo Bartolini, scelto personalmente da Napoleone, che divide questa attività con l’insegnamento accademico. Non solo l’alta qualità del marmo statuario ma anche con un sigillo che garantisce mano d’opera altamente specializzata tanto in Italia che all’estero. Terminerà nel 1811.
Con la restaurazione, la duchessa Maria Beatrice d'Este ne decretò il recupero. Grazie alla sua intercessione nel 1822 la città di Massa, fino  allora soggetta all’antica diocesi di Luni-Sarzana, fu eretta a sede Vescovile. Al primo vescovo Francesco Maria Zoppi, la Duchessa donò come residenza episcopale, l'edificio ristrutturato per opera dell'architetto Giuseppe Marchelli. Il palazzo ospitò i primi dieci vescovi diocesani fino al 1970, quando Monsignor Aldo Forzoni spostò la sua residenza presso il seminario. Al termine di un lungo restauro, il Vescovo Mons. Eugenio Binini, oggi emerito, ha destinato il piano nobile del palazzo a sede della prima sezione del Museo di Arte Sacra della nuova diocesi, sorta nel 1992 dalla fusione delle due sedi vescovili di Massa Carrara e di Pontremoli (oggi Museo Vescovile di Massa).
Nel 1807, il Principe di Lucca e Piombino, Felice I  Baciocchi, marito di Elisa Baciocchi, sorella di Napoleone, specialmente quest’ultima, fecero demolire la Chiesa di San Pietro in Bagnara, (dipendente della chiesa di Luni fin dal 1248) perché, sembra, limitasse la visione  e l’espansione alla piazza,  togliendo quanto di bello alla vista e all’orizzonte, sovrastando il palazzo Ducale e inquinando col continuo andirivieni di fedeli alle funzioni religiose presso il Sacro luogo. La Parrocchia e la Collegiata di San Pietro Apostolo, dopo l’abbattimento, molte opere furono trasferite nella Chiesa di San Francesco d’Assisi, voluta anche dal Santo Padre, che la volle contitolare ai due Santi, in occasione della visita Pastorale di Mons. Francesco Maria Zoppi, primo Vescovo di Massa, dal 1824 al 1831, che nacque a Cannobio, sulle rive del lago Maggiore, il 6 giugno 1765.  Arriviamo così al 17 novembre 1823, quando il nuovo Pontefice, Leone XII, il quale era succeduto a Pio VII, morto il 20 agosto dello stesso anno, completò l'opera del predecessore nominando lo Zoppi Vescovo della nuova Diocesi di Massa. Alcuni giorni dopo, il 23 novembre, avvenne la consacrazione episcopale. L'8 gennaio 1824 il vicario episcopale massese, l'arciprete conte Staffetti, preso possesso della Cattedrale in vece del vescovo, il cui ingresso trionfale nella diocesi avverrà il 10 aprile successivo, proveniente dalla “moderna” Lombardia, trovò in quel di Massa una tale confusione che lo gettò nello sconforto.  Per prima cosa consacrò la Diocesi a San Francesco d’Assisi, scegliendolo anche come Patrono della città e imponendo il 4 ottobre festa di precetto. Quindi iniziò una accurata visita alla Diocesi, che si protrasse per due anni e al termine della quale poté costatare la superficialità, l’ignoranza e la precarietà delle vocazioni che caratterizzavano alcuni elementi del clero apuano, che secondo lui andrebbero rinnovati nello spirito. Promosse seminari, tra cui quello di Massa, finanziato dalla casa Ducale di Modena, come conferma la targa all’entrata dell’edificio, ormai da anni divenuto un ex-seminario, per la mancanza di vocazioni, accorpandolo ad altri seminari toscani (tra cui quello di Castelnuovo di Garfagnana e Pontebosio). Il luogo fu il convento francescano annesso alla Cattedrale, addebitando i lavori di adattamento a carico della Duchessa Maria Beatrice (tornata dopo il periodo giacobino francese), e del figlio Duca di Modena, Francesco IV, e terminarono nel 1830. Intenso, fin da subito, fu anche lo sforzo promosso dal Vescovo, per favorire un maggior livello d’istruzione, religiosa e culturale, tra i suoi diocesani.  Il 1° ottobre 1832 annunciò le sue dimissioni che furono accolte dalla Sante Sede.  Si spense a Milano, il 7 aprile 1841.
Come precisato, i bene e le opere, andarono dalla Chiesa di San Pietro a quella di San Francesco ed ad altre chiese: il Santissimo Crocifisso ligneo policromo, miracoloso, del XIV secolo, di Maestro di Camaiore, che si vuole proveniente da Luni (leggenda priva di fondamento),  manufatto attribuito al  XIII secolo  e fa parte della storia di Massa sin dalle sue origini, trasportato in incognito da San Pietro a  San Francesco e posto nell’ex altare dell’Immacolata.  L’immagine della Madonna del Rosario, scolpita in marmo ed in altorilievo, vero capolavoro di Andrea e Tommaso Lazzoni, artisti carraresi, del 1697, commissionato dal Card. Alderano per la Collegiata di San Pietro e collocato nell’altare destro del transetto nel 1856, già col quadro di San Giovanni Evangelista, dove ancor ora appare nella sua stupenda bellezza. Un polittico quattrocentesco (al centro, Madonna con Bambino e angeli, nei  laterali i Santi  Pietro e Paolo a sinistra e Giovanni Battista con Nicola da Bari a destra),  attribuito a Bernardino di Castelletto, dipinto su tavola del XV secolo, posto nella Cappella del Santissimo (già Cappella Ducale, oggi traferito nella prima sala del Museo Vescovile). Al suo posto nella ex Cappella Ducale è stato esposto un quadro (un po’ lugubre, dai colori scuri) di San Filippo Neri, in preghiera, copia di tela romana (collezione Coldiretti) di Carlo Maratta, nella Cappella già Ducale, ora del Santissimo. La bella Fonte Battesimale, in marmo finemente lavorato, a forma ottagonale del secolo XV, con scene evangeliche intagliate, dei Riccomanni di Pietrasanta, discepoli di Jacopo della Quercia, ora nel Battistero,  già  Cappella delle Stimmate. (La Famiglia Riccomanni,  scultori  e  architetti  di Pietrasanta, comprendono, Guido col figlio Leonardo, secolo XV, il nipote di quest’ultimo Francesco, con i figli Lorenzo e  Giovanni.  Loro lavori si trovano, prevalentemente, in quel di Sarzana e di Lucca, ma anche a Genova e Napoli, sempre per committenti di alto livello culturale e sociale).
“Altri oggetti, con certezza documentati, furono trasferiti, al momento dell’abbattimento, dalla Chiesa di San Pietro in Bagnara a :
1) – Altare Maggiore, nella Chiesa di S.Donato a Chianni, in provincia di Pisa.
2) – Organo, nella Chiesa di Santa Maria Assunta a Stazzema (LU).
3) – Coro ligneo, nella Chiesa di San Michele a Gragnana di Carrara.
4) – Portale laterale, Chiesa di Gragnana suddetta.
5) – Pulpito, Chiesa di Gragnana, suddetta.
6) – Ante di legno della porta principale, nell’ingresso del Palazzo Ducale, a Massa.
7) – Altare “Preziosissimo”, nella Chiesa di San Michele a Lucca.
8) – Statue di San Rocco e di San Sebastiano, nel cimitero di Ortola (MS).
9) – Due vasi in marmo del campanile, nel cimitero di Ortola (MS).
10) – due Confessionali, nel Duomo di Pontremoli.
11) – Bassorilievo della Natività, in marmo, nella Cappella di Palazzo Ducale.
Con altri oggetti documentati ma irreperibili, ed altri, in alcune chiese, ma non si ritrova riscontro preciso e sicuro.
Quelli portati nel Duomo di Massa, hanno una descrizione a parte, elencata man mano che s’incontrano, comunque si anticipano che trattasi di :
– Crocefisso ligneo, Altorilievo Beata Vergine del Rosario, Fonte Battesimale, Parte dell’Archivio della Collegiata, Trittico quattrocentesco di Bernardino del Castelletto, Crocifisso in bronzo, Quadro di San Gaetano da Thiene, Epigrafi varie” ed altri minori.
(“Questi trasferimenti ricavati dalla Tesi di Laurea di Marco Tonelli, livornese, residente a Massa, del 1999”)
La Diocesi di Massa fu eretta con bolla pontificia di Pio VII, il 17 febbraio solennemente pubblicata il 23 luglio del 1822, alla presenza di tutto il  vecchio  Capitolo, Sigillo, Archivio e tutto quanto compete nella giurisdizione, prerogative, privilegi, oneri, grazie, favori, indulti reali e personali e misti, innalzando Massa a Cattedrale Vescovile. Per rendere la Cattedrale più degna del titolo acquisito, cui era stata elevata nel 1837, il secondo Vescovo, Mons. Francesco Strani, la rimodernò notevolmente, affidando il progetto interno della Chiesa all’arch. Giuseppe Marchetti di Reggio Emilia, il quale l’accrebbe della tribuna del coro, tirò più indietro l’altare maggiore e alzò di quattro scalini la crociera, le statue di San Bernardino da Siena e San Francesco d’Assisi, che si trovavano sopra i pilastri che dividono la navata principale collocate in nicchie fra mezzo i pilastri del Presbiterio; seguono altre due statue simili, di San Pietro e San Paolo, sempre in nicchie nei due pilastri laterali all’altare maggiore (forse troppo in alto per osservarle o vederle ed apprezzarle). Le tribune, alle quali accedevano i nobili Malaspina, attualmente sono impraticabili e potrebbero avere dei cedimenti, come pure la cantoria sopra l’ingresso della navata. Dietro l’altare maggiore, ove era un sepolcreto, che probabilmente conteneva le salme dei Marchesi Malaspina del XV secolo, fu costruita l’abside col  materiale ricavato dalla demolizione di San Pietro in Bagnara. La consacrazione del nuovo Altare Maggiore e della Chiesa stessa, avvenne il 13 settembre 1839. Altri importanti lavori all’interno della Cattedrale furono iniziati nell’anno 1889 da S.E. Mons. Amilcare Tonietti (25 novembre 1887 - 12 giugno 1893), poi  nominato vescovo di Montalcino e terminati da Emilio Maria Miniati (18 maggio 1894 - 29 aprile 1909 dimesso) : il pavimento fu portato tutto ad un piano, fino al presbiterio, le lapidi che si trovavano lungo la navata furono portate nella Cappella della Stimmate, le pareti, i pilastri ed i cornicioni, furono ornati di stucchi e pitture. Le ossa dei vari Malaspina, nelle tombe del pavimento furono raccolte e rinchiuse nel pavimento del Sepolcreto. Qui non rimane che fare una spiacevole considerazione: tanto la Cappella Ducale che il Sepolcreto furono costruite e pagate dai Malaspina (in primis Alberico I e II con il Cardinale Alderano), che quest’ultimo non lesinò alcuna opera da inviare alle chiese di Massa, da puro mecenate, ma Alderano non si fece seppellire a Massa, bensì nella loro Cappella nella Basilica Minore di Santa Maria del Popolo a Roma. Ora ci sono, se non erro, quattro Vescovi della Diocesi massese, con tombe che come definisce, l’esperto viareggino ora residente a Massa, Fabrizio Federici: “Dieci urne con i resti dei duchi e delle duchesse vissuti nel Sei e nel Settecento erano in origine poste lungo le pareti: nel secondo dopoguerra, purtroppo, il vescovo Carlo Boiardi ne ordinò la distruzione, perché la cripta doveva divenire il sepolcreto dei vescovi apuani, le cui tombe – autentici pugni in un occhio – sono addossate ai muri perimetrali. Uomini ricchi di fede e poveri di buon gusto, evidentemente. Come spesso succede da queste parti, alle brutture si mischiano autentiche gemme”. Queste tombe dei Vescovi sono autentici “catafalchi”. No comments.
Nel 1936 Mons. Cristoforo Arduino Terzi, O.F.M. (11 maggio 1934 - 10 luglio 1945 dimesso), inaugurò la facciata in blocchi e lastre di marmo con alte colonne, iniziata dal predecessore Giuseppe Bertazzoni (30 giugno 1917 - 2 luglio 1933 deceduto, (busto in marmo dello scultore  A. Piazza, nelle scale interne del Museo Diocesano, uscita interna in via Alberìca, 26). Nella scalinata esterna della Cattedrale, due lapidi riportano, una a destra e l’altra a sinistra, la data: A.N.D. MCMXXXVI -  (Anno Nascenti Domino 1936). Nel pronao furono scolpiti i nomi dei caduti nelle guerre, prima mondiale 1915-1918 e quella di Spagna, 1936. Nel 1950 il Sepolcreto della Famiglia Cybo-Malaspina, nella cripta sotto la Cappella del Santissimo Sacramento, fu ridotto alla forma attuale e destinato alla sepoltura dei Vescovi di Massa. Mentre nel 1957 fu restaurata la Cappella delle Stimmate, rifatto il pavimento del presbiterio, proceduto ad un nuovo impianto d’illuminazione e fu acquistato il nuovo organo che abbandonata la vecchia cantoria, fu installato nel coro.  Nel 1963 è stato rifatto il pavimento del corridoio di accesso alla segreteria e alla sala capitolare, provvedendo ad un moderno impianto di riscaldamento ad aria calda. Per ultimo, con Breve Pontificio del 18 novembre 1964 la Cattedrale di Massa è stata elevata al titolo di Basilica Minore.
(Breve spiegazione del significato di Basilica Minore e di Basilica Maggiore :

Basilica Minore, è una denominazione onorifica che il papa dà ad edifici religiosi cattolici particolarmente importanti. Attribuzione e denominazione non sono limitate allo stile ed alla omonima tipologia architettonica. Una basilica minore può avere anche il titolo di basilica papale: attualmente questo status è stato concesso solo alla basilica di San Francesco, alla basilica di Santa Maria degli Angeli, alla basilica del Santo che sono perciò basiliche papali minori. Tutte le altre basiliche sono invece dette basiliche  pontificie minori o semplicemente basiliche pontificie. L'assegnazione del titolo di basilica minore ha lo scopo di rafforzare il legame che una singola chiesa ha con il vescovo di Roma (che poi è il Papa) e di evidenziare l'importanza della medesima nella zona. Il procedimento per l'ottenimento del titolo di basilica minor è regolato oggi dagli “Acta Domus ecclesiae de titulo basilicae minoris” (Gli atti della Chiesa, per il titolo di Basilica Minore), del 9 novembre 1989 della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti.
Basilica papale maggiore, o più semplicemente Basilica Maggiore, è il titolo dato alle quattro chiese cattoliche di più alto rango: San Pietro in Vaticano, San Giovanni in Laterano, San Paolo fuori le mura e Santa Maria Maggiore. Esse sono tutte nella città di Roma (San Pietro all'interno della Città del Vaticano); godono anche dello status di basiliche papali (ex patriarcali). L'arcibasilica di San Giovanni in Laterano ha la cattedra papale, ed è la più antica, nonché la prima a cui è stato assegnato il titolo di Basilica. Le quattro basiliche maggiori hanno una porta santa, che viene aperta con un rito speciale dal Papa o da un suo incaricato solo per la durata di un Anno Santo, e gioca un ruolo importante nella concessione della cosiddetta indulgenza plenaria. L'altare maggiore è detto altare papale, e solo il Papa ed i suoi delegati possono celebrarvi la messa. Vi è assegnato un collegio di sacerdoti, costantemente a disposizione per ascoltare le confessioni. Il titolo di basilica maggiore è stato introdotto nel 1300 da Papa Bonifacio VIII con una bolla pontificia promulgata il 22 febbraio 1300 a indizione del primo Giubileo della storia. Con la bolla “Antiquorum habet fida relatio”, egli istituì l'Anno Santo e impostò le condizioni per le indulgenze).
La facciata marmorea, luminosissima, è a due piani, costituita da due ordini di archi, formati ciascuno da tre arcate sorrette da colonne, sempre di marmo, l’inferiore occupa l’area del pronao, la superiore il loggiato. Alle due più grandi pareti del pronao ci sono i nomi degli eroi caduti nelle due guerre suddette, sormontati da una grande scritta:
“Melius est mori in bello – quam vodere mala gentis nostrae – Moriamur in virtute et non inferamus crimen gloriae nostrae”.
Traduzione = "Meglio morire in battaglia – senza vedere i mali della nostra nazione, se -. Moriamo in virtù e non dobbiamo macchiare la nostra gloria"
Sopra gli elenchi dei caduti, cinque mosaici rappresentano episodi della Vita di San Francesco:
1) – L’incontro di San Francesco con San Domenico.
2) – San Francesco depone le vesti davanti al Vescovo di Assisi.
3) – San Francesco riceve le Stimmate. (quello al centro)
4) – San Francesco e il Presepio.
5) – San Francesco ammansisce il lupo di Gubbio.
Nelle pareti del loggiato si trovano mosaici che riproducono episodi della vita di San Pietro Apostolo:
1) – San Pietro che rinnega Gesù.
2) – San Pietro che cammina sulle acque.
3) – San Pietro che riceve le chiavi da Gesù.
4) – La Crocifissione di San Pietro.
5) – San Pietro liberato dal Carcere.   

Fra il pronao ed il loggiato sono scolpite le seguenti parole:

Servite  Domino  in  humilitate  et  laetitia
( = Servite il Signore con umiltà e gioia)

Nella fascia fra il loggiato e il timpano è indicata la dedicazione del Tempio:

Sanctis  Francisco  et  Petro  dicatum = ( traduzione intuibile)
Il timpano sormontato dalla Croce,  porta al centro un rosone,  che immette luce all’interno della Chiesa.
(Destra e sinistra sono determinati sempre da chi osserva)
LATERALI :
Sul lato destro della facciata un Portale di marmo, secolo XV, con nella cunetta Il Battesimo di Gesù da parte di San Giovanni Battista, in un bassorilievo in marmo statuario, che porta alla Cappella delle Stimmate, ma quasi sempre chiusa. La porta esterna d’ingresso, durante il periodo dell’Anno Santo, è stata creata e lasciata aperta, quale Porta Santa della nostra Provincia.
Sulla sinistra altro portale di marmo, del XV secolo, con nella cunetta la Madonna con Bambino ed i Santi Francesco e Giovanni Battista, dell’Antico Convento o Chiesa di San Francesco, conduce alla Sacrestia, attraversando un lato del giardino del Convento e del Seminario. Inoltre in questo corridoio si trovano la porta d’ingresso della Casa Canonica dell’Arciprete, l’Ufficio Parrocchiale, l’abitazione del Vice-Parroco (ed il corridoio che conduce alla Chiesa, alla Biblioteca ed all’ingresso del Seminario Vescovile Maggiore, intitolato a Santi Ambrogio e Carlo). A destra del corridoio alcune porte che immettono nella Cattedrale. Nelle pareti del corridoio ci sono lapidi, stemmi, frammenti di altari, tra cui alcuni angioletti dell’altare della Resurrezione, di Buglione della Robbia, che si trovava nel passato all’interno del tempio di San Francesco. Furono collocati verso il 1920.
SACRESTIA :
Locale ampio e funzionale, con appeso ad una parete un Crocifisso in bronzo del grande  Pietro Tacca, fra due bassorilievi marmorei raffiguranti San Francesco che riceve le Stimmate e l’Annunciazione della Beata Vergine.  Nella  Sala Capitolare tre grandi dipinti raffiguranti fatti biblici, che si trovavano sino al 1807 alla Collegiata di San Pietro. Un grande  ritratto dell’Abate Mansi di Mario Germani (L’abate Carlo Mansi della Collegiata di San Pietro in Bagnara). Alcuni indumenti, pianete, vestigia sacre, un’urna cineraria in marmo, messale con incisioni in rame, ed altri oggetti. Sulla destra un grazioso lavabo in marmo bianco ed arredi antichi in legno pregiato.
INTERNO DELLA CATTEDRALE :
Entrando dall’ingresso principale, ci accolgono due uguali e grandi acquasantiere di marmo, finemente lavorate, innanzi due colonne che reggono la soprastante orchestra, munita del primo grande organo.
Oltre all’Altare Maggiore, all’interno della Chiesa in stile barocco, vi sono altri otto altari laterali, di cui due in fondo ai bracci della crociera, e sei lungo la navata, quelli a Destra:
1) – Il primo altare, a destra di chi entra dalla porta principale, dedicato alla Beata  Maria Vergine Assunta in Cielo, con Angeli, tela di Matteo Rosselli (Firenze, 8 agosto 1578 – 18 gennaio 1650). Nel quadro è rappresentata l’Incoronazione e vi assistono alcuni Santi, tra cui San Remigio, San Lorenzo, e patriarchi di ordini religiosi con la Santissima Trinità, attribuito al fiorentino Matteo Rosselli  olio su tela del XVII secolo, da altri a Domenico Fiasella (Sarzana , 12 agosto 1589 – 19 ottobre 1669) che nel 1631 fece tre tavole di cui una rappresentava la SS. Trinità e potrebbe essere questa, ma non è accertato quest’autore. Fino al 1957 sull’altare c’era il dipinto della “Desolata”, molto amata dal popolo massese, ora nella Cappella Battesimale, primo altare a sinistra.
Sotto la mensa c’è il corpo di Santa Settimina, proveniente dai componenti delle Catacombe di Santa Priscilla a Roma e vi è stata portato nel 1965, dalla chiesa di San Giacomo in Massa Vecchia dove era dal 1725; inoltre aveva un oratorio in piazza della Gora, poi chiamata piazza Santa Settimina, dove una lapide esiste tuttora.

2) – Il secondo altare è dedicato a Sant’Antonio da Padova, altri al Santo del dipinto ad olio su tela del XVII secolo, a San Gaetano da Thiene, di Lucrezia Prandini, (pittrice di cui non si hanno altre notizie), raffigurante San Gaetano, San Giuseppe, Santa Caterina di Alessandria, San Pietro di Alcantara, San Carlo Borromeo e Santa Teresa. Il quadro che secondo Saverio Salvioni apparteneva al Marchese Claudio Malaspina del Ponte.

3) – L’altare dedicato a San Giovanni Evangelista, col quadro che rappresenta La Trinità in gloria, con l’Apostolo che scrive il Vangelo e con San Pietro, San Giovanni Battista, San Giacomo (questa è una delle tele inviate al Duca Alberico II, dal Card. Alderano Cybo-Malaspina, intorno al 1684), di Luigi Garzi (Pistoia, 1638 – Roma, 1721), che lavorò a Roma assieme a Maratta. Dipinto del XVII secolo. Originalmente collocata sull’altare destro del transetto e sistemata nell’attuale posizione alla metà del 1800, quando bisognava far posto alle opere provenienti dalla demolita Pieve di San Pietro in Bagnara. Le due mense del transetto, che conservano l’impianto conferito loro da Giovanni Francesco Bergamini, carrarese, (aiutato dal figlio Orazio, tra il 1675-94). Struttura e grande dossale con colonne binate e, sulla trabeazione, arco diviso con elemento decorativo al centro, sono poste, oggi, due delle opere scampate alla dispersione degli arredi della vecchia collegiata: Il Santissimo Crocifisso e l’altorilievo della Madonna del Rosario, che cede la coroncina a San Domenico.

Quelli a Sinistra:
1) – Il primo altare a sinistra, dopo l’entrata, è dedicato a Santa Margherita da Cortona e Maria Vergine con Bambino, Santa Maria Maddalena dei Pazzi, San Francesco Nolano, San Vincenzo Ferrari e un’altra Santa. L’autore è ignoto. dal 1965 si trovano riuniti nella Basilica di San Pietro Apostolo e San Francesco d'Assisi in Massa ed esposti alla pubblica venerazione in urne di bronzo i corpi di questi presunti martiri provenienti dalle catacombe romane di Santa Priscilla.
Quello di Settimina vi è stato portato nel 1965, dalla chiesa di San Giacomo in Massa Vecchia dove era dal 1725, ora sotto la mensa del primo altare di destra, come sopra riferito; quello di Quintiliano, estratto dalle catacombe di Priscilla, fu donato dal Card. Cybo nel 1672 ed ora esposto sotto l’Altare Liturgico, nel Presbiterio; Sotto l’altare i resti dei Santi: quello di Severo, già disposto dall'Abate Allegretti, l'aveva avuto da Roma, nella Collegiata di San Pietro in Bagnara, fu portato nella Cattedrale di Massa nel 1807 in seguito alla demolizione della collegiata; quelli di Benedetto e Felice, già nel Battistero, sono stati posti in questo altare, trasferiti nel 1965. Degli ultimi quattro si ignora il cimitero di provenienza. Di tutti si ignora tutto all'infuori del nome. Che si tratti di martiri è una pia ipotesi basata sui famigerati ma screditatissimi segni di martirio, quali il "vasetto di sangue". Siamo con quasi certezza di fronte a dei corpi santi che mai avrebbero dovuto lasciare la pace del loro primitivo sepolcro (cf A. Ferrua - A. Carinci, s.v. Corpi Santi, in Enc. Catt., IV, coll. 586-88 – di Benedetto Cignitti). Il grande quadro dell’ancona, oggi fine 2016, risulta mancante e lo spazio ricoperto da un telo, sul davanti una statua dorata di San Francesco con le braccia rivolte al cielo.

2)  – Il secondo altare dedicato a San Giuseppe, con tela di Giacomo Grandi, carrarese, pittore del ’600 e rappresenta l’Epifania, già appartenuto alla famiglia Venturini di Gragnola; nei pilastri dell’altare l’arma dei Venturini ed il motto: “Semper bona fortuna”. Questo motto fu assegnato con diploma il 23 aprile 1449 da Carlo VIII, Re di Francia, a Michele Venturini, Capitano d’Armata, come segno del suo valore. Le due lapidi che ricordavano Gerolamo e Gaspare Venturini, erano nel Battistero, murate nella cappella della Madonna di Loreto: attualmente tolte. L’altare in questo momento, Natale 2016, occupa il Santo Presepe.

3) – Il terzo altare, sempre a sinistra, è dedicato a Maria Vergine, Immacolata Concezione in mezzo alla gloria del Paradiso, circondata da Angeli, con sotto i quattro dottori della Chiesa, primi a parlare della Concezione: San Gregorio Magno, Sant’Anselmo, Sant’Agostino e San Gerolamo, tela di Carlo Maratta. L’olio su tela, del 1684 ca. di Carlo Maratta (1625—1713), fu destinata all’altare che ora accoglie il Crocifisso e fu donata dal  Card. Alderano Cibo-Malaspina.

Nel Transetto, a sinistra il Crocifisso ligneo policromo del sec. XIV, ritenuto l’autore Maestro di Camaiore. Ha una storia, ma probabile leggenda: ritrovato sulla spiaggia di Luni, dopo una tremenda tempesta tanto il Crocifisso che un Volto Santo, furono caricati ciascuno in un carro trainati da buoi e lasciati che gli animali si fermassero dove ritenessero opportuno lasciarli, accade che il carro col Crocifisso si fermò a Massa, ed il Crocifisso portato in San Pietro, mentre quello dichiarato poi col Volto Santo, si fermò a Lucca. Indipendentemente da questa leggenda, il Santo Crocifisso è molto venerato specialmente dal popolo massese e fu traslato da San Pietro in Bagnara, con circospezione durante la notte, perché il fatto di abbattere la Collegiata, ciò non fu né molto né poco apprezzato dalla popolazione. Un primo momento, posto sull’altare fu coperto da una tenda e scoperto soltanto nella settimana di Pasqua. In seguito lasciato scoperto permanentemente. A sinistra dell’altare del Crocifisso è stato posto l’Organo del Transetto, la cui descrizione è sopra tra gli Organi. Al soffitto la Volta della crociera con vele dipinte da Giovanni Panti, (attivo a Perugia nella seconda metà del XIX secolo),  con gli arcangeli Michele, Gabriele, Raffaele e l'Angelo Custode, del secolo XIX.
Gli Organi nella Cattedrale sono :
ORGANO MAGGIORE
Costruttore: Jardine & Co.
Anno: 1944
Restauri/modifiche:  nel 2007-2008, restauro, aggiunta del registro Trombone 16' al Pedale e trasferimento nella cattedrale di Massa
Registri: 34
Trasmissione: elettrica
Consolle: aderente al corpo d'organo, al centro della parete anteriore della cassa
Tastiere: 3 di 56 note
Pedaliera: concavo-radiale di 30 note
Collocazione: in corpo unico, sulla cantoria in controfacciata.
ORGANO nel TRANSETTO
Costruttore: Bishop & Son
Anno: 1836
Restauri/modifiche:  nel 2007-2008, restauro e trasferimento nella cattedrale di Massa.
Registri: 11
Trasmissione: meccanica
Consolle: a finestra, al centro della parete laterale destra della cassa
Tastiere: 2 di 56 note
Pedaliera: concavo-radiale di 30 note
Collocazione: in corpo unico indipendente, a pavimento nel braccio sinistro del transetto, a fianco dell’altare del Crocifisso ligneo. Organo in uso nelle varie funzioni religiose, attualmente, fine 2016.
ORGANO DELL’ABSIDE
Costruttore: Zanin
Anno: 1953
Restauri/modifiche: no
Registri: 29
Trasmissione: elettrica
Consolle: mobile indipendente, a pavimento nel coro
Tastiere: 3 di 61 note
Pedaliera: concavo-radiale di 32 note
Collocazione: in tre corpi: uno dietro all'antico altare maggiore; due contrapposti ai lati dello stesso, a ridosso delle pareti dell'abside.
PRONAO = spazio antistante alla cella del tempio greco, delimitato all'esterno da colonne
EPISCOPIO = casa e curia vescovile.
CURIA VESCOVILE = anche Curia diocesana; uffici ausiliari del vescovo nel governo della diocesi che lo coadiuvano nelle sue mansioni amministrative, disciplinari e contenziose.


BATTISTERO : (fondato e pagato da Alderano Cybo-Malaspina)
Sopra l’ingresso, provenienti dalla navata del Duomo, spazio per l’orchestra, ora vuoto.
A sinistra, primo ingresso, al disopra del portale una lapide con la scritta : OPA
(OPA =  Per Offerta Pubblica di Acquisto o OPA, in inglese tender offer, s'intende ogni offerta, invito ad offrire.
Tutte le Compagnie Religiose ed anche l’Opera o Consiglio di Amministrazione della chiesa e del monastero. Ogni Opera che amministrava una chiesa era semplicemente chiamata OPA: amministrare le entrate e  le uscite dell’unità religiosa, provvedere al mantenimento, alla manutenzione e all’abbellimento della chiesa o del monastero, con un Camerlengo, che era il Tesoriere e disponeva del Consiglio di Amministrazione,  veniva eletto dagli Operai (amministratori) dell’OPA, che non superavano mai la mezza dozzina di unità. Furono istituiti sin dal 14 febbraio 1374. Anche l’antica Pieve di San Pietro in Bagnara, aveva l’OPA, con la Fabbrica dell’antica San Pietro e dietro la chiesa di San Sebastiano che si trovava,  pressappoco  dove ora c’è l’attuale Municipio).
Al centro, altare maggiore applicato alla parete, con Tabernacolo.
Sopra, a mo’ di ancona, un quadro ad olio su tela, autore sconosciuto, raffigurante  San Francesco che riceve le Stimmate. Altare di marmi bianchi e policromi, con ai due lati piccole mensole, sempre di marmo.
Nel presbiterio due grandi vasche marmoree, applicate alle pareti, probabili antichi vasi battesimali ad immersione, con due lapidi alle pareti laterali, una per lato, scritte in latino, a sinistra quella del primo Vescovo Zoppi – era nel presbiterio della navata centrale della Cattedrale e priva del capo che ha lasciato in eredità ai massesi, ora sepolto nella sua tomba primitiva; al centro un bel Battistero, a forma ottagonale, in marmo statuario del XV secolo, proveniente dalla precedente Chiesa di San Pietro in Bagnara, con scolpite scene evangeliche finemente lavorate e con alla base, sul piedistallo scritta in latino, poco chiara per la vetustà del manufatto, eseguito dal pietrasantino Riccomanni (1374-1438). Il Presbiterio è separato dalla navata tramite una balaustra in marmo con due cancelletti in ferro. Nella parete Altare Maggiore, due porte in legno di castagno con stipiti e architrave in marmi policromi.

2) - Cappella di Sant’Antonio da Padova, secolo XVII, con statua dedicata nel 1865.
Altare in marmo di Luigi Grossi, con Tabernacolo e tomba sul pavimento del 1716, marzo, con scritto Monas Augusti (?). In nicchia, un busto di San Remigio.

1) - Cappella Beata Vergine ADDOLORATA,
altare in marmi policromi, fondata nel 1716 da Pier Maria Cibeo, già con pala di San Francesco da Paola, sec. XVIII, oggi nella Cappella Ducale o del Santissimo.

A  SINISTRA: ^

2) - Cappella della Madonna di Loreto, con altare e statua legno dipinto del XVII secolo,
inviata da Roma dal Cardinale Alderano Cybo-Malaspina. Alle pareti lapidi in marmo con dediche, relative alla Madonna di Loreto, oggi protettrice dell’Aeronautica. Consacrazione avvenne il 10 dicembre 1692.

1) – Cappella di San Michele Arcangelo, con statua marmorea, bianco statuario, di Luigi Grossi, fatta erigere nel 1701 da Giuseppe Berti. Altare in marmi policromi, datato 1791, sempre di Luigi Grossi (1754 - 1797).
A  DESTRA:^

A N D  =  Anno Nativitate Domini  (Anno dalla Natività di Nostro Signore)
Riferimenti :
Elisa Bonaparte (Maria Anna Bonaparte, detta Elisa (Ajaccio, 3 gennaio 1777 – Trieste, 7 agosto 1820), sposata a Felice Baciocchi. Figlia di Carlo Maria Bonaparte e di Letizia Ramolino, sposò a Marsiglia il 5 maggio 1797, contro il volere del fratello, Napoleone, (Ajaccio, 15 agosto 1769[1] – Isola di Sant'Elena, 5 maggio 1821), il capitano Felice Baciocchi (1762 – 1841) membro della nobiltà corsa. Divenuto imperatore di Francia, Napoleone creò e assegnò a Felice, il 18 marzo 1805, il principato di Lucca e Piombino. L'anno dopo, Napoleone I vi unì il ducato di Massa e Carrara. Il territorio venne di fatto governato dalla volitiva Elisa più che dal marito.

Antonio Alberico I Malaspina, di Fosdinovo iniziò a governare la Signoria di Massa dopo la convenzione dell'8 dicembre 1442. Il 22 febbraio 1473 suo figlio Giacomo (Jacopo) Malaspina ottenne a titolo di permuta la Signoria di Carrara da Antonietto Fregoso, figlio di Spinetta Fregoso: con la mediazione del Ducato di Milano, in una riunione tenutasi a Pavia, Giacomo Malaspina cedette ai Fregoso i propri domini di S.Nazzario presso Pavia e diede loro 5000 scudi d'oro in cambio del possesso del territorio di Carrara, Moneta ed Avenza incluso il  littorale di Marina. Con quest’atto la Signoria di Carrara passò stabilmente sotto il controllo dei Malaspina e, da allora, Carrara unì le sue sorti con quelle della città di Massa. L'ultimo evento significativo che riguarda la sola Signoria di Carrara risale al 1483 a seguito della morte di Giacomo Malaspina e degli scontri tra i due figli Alderano e Francesco, che si contendevano l'eredità. In quell'anno Francesco invase e occupò per breve tempo la Signoria di Carrara, che poi il 2 gennaio 1484 cedette di nuovo al fratello Alderano (detto anche Alberico),  dopo un'imposizione degli arbitri nominati a dirimere la contesa.

Didascalie FOTO dalla n°5 in poi
Elenco descrizione delle FOTO
1) = A destra. Altare della Beata Vergine Assunta e Incoronata, con Santi, olio su tela, sec.XVII
prima metà, di Matteo Rossella (1578-1650), in marmi colorati. 2015.
2) = Altare di San Gaetano, tela di Lucrezia Prandini, Duomo di Massa, 2015.
3) = A destra. Altare di San Giovanni Evangelista in marmi policromi, con i Santi  Gio.Battista,
           Pietro e Giacomo e Giovanni Evangelista - Olio su tela del 1684 ca., di Luigi Garzi, 2015.
4) = Altare del SS Crocifisso, ligneo, Duomo di Massa, 2015.
5) = Primo a destra - Altare della Vergine con Bambino e i santi Margherita da Cortona, Maria
           Maddalena de' Pazzi, Vincenzo Ferrari, Francesco Solano, olio su tela del XVII secolo,
           Duomo di Massa, 2015.
6) = Altare dell'Immacolata, tela di Carlo Maratta, Duomo di Massa, 2015.
7) = Santissimo Crocifisso, nel Transetto del Duomo di Massa, secolo XVII in legno, altare in
           marmi  policromi
8) = Cappella del Battistero, o Cappella delle Stimmate, con a destra la Cappelletta della Madonna
           di Loreto ed a sinistra la Cappelletta di Sant'Antonio
9) =  Ingresso Duomo di Massa, con le due acquasantiere in marmo, sotto le colonne dell'orchestra
10) = Altare Maggiore, nel presbiterio del Duomo di Massa, secolo XVII, marmi policromi. 2015.
11) = Altare principale con altare trasportabile nel presbiterio del Duomo di Massa. 2015
12) = Altare nella Cappella Ducale dei carraresi Giovanni Francesco ed Alessandro Bergamini,
           marmi policromi del XVII secolo. 2015.
13) = Balaustra ed Angioletti in marmo statuario, con Altare e Tabernacolo dei Bergamini, nella
           Cappella Ducale del Duomo di Massa.
14) = Altare Centrale nella Cappella Battesimale del Duomo di Massa. 2015.
15) = Cappella Cybo-Malaspina nel Duomo di Massa, con nell'ancona, Madonna del Pinturicchio.
           2015.
16) = Cappella Ducale nella Cattedrale di Massa, una delle due porte e con soprastante lavorata una
           Tribuna
17) = Corpo di Santa Settimina Vergine e Martire, sotto la mensa primo altare a destra di Maria
           Assunta, nel Duomo di Massa, 2015.
18) = Busto di San Remigio, vescovo, in nicchia, nella Cappella di Sant'Antonio nel Battistero, nel
           Duomo di Massa, 2015.
19) - Trittico di Bernardino del Castelletto, già nella Cappella Ducale del Duomo di Massa, 2015
20) = Trittico di Bernardino del Castelletto, nel Museo Diocesano di Massa.
21) - Alderano Cybo-Malaspina, tomba a Roma con Lorenzo Cybo, in Sìanta.Maria del Popolo.
22) = Bassorilievo marmoreo inserito in un mobile di noce scura, nel Sepolcreto del Duomo di
           Massa.
23) = Coniugi Elisa e Felice Baciocchi
24) = Corridoio della Sacrestia, Duomo-Basilica di Massa, 2015.
25) = Dipinto su tela, sotto cupola dell'abside e dietro altare maggiore, nel Duomo di Massa, 2015.
26) = Elisa Baciocchi (1777-1820), Duchessa di Massa e Principessa di Carrara, Granduchessa di
           Toscana., dipinto presso Museo Bibliothèque Marmottan, Boulogne-Billancourt
27) = Elisa Bonaparte Baciocchi con la figlia Napoleona Elisa, nel Museo Napoleonico di Roma.
28) = Elisa Bonaparte Baciocchi, duchessa di Massa, Principessa di Carrara e Granduchessa di
           Toscana. (Ajaccio, 3 gennaio 1777 – Trieste, 7 agosto 1820),
29) = Elisa Bonaparte Baciocchi.
30) = Giovanni Maria Morandi, Ritratto del cardinale Alderano Cybo, olio su tela, 1670 ca.
           Collezione privata.
31) = Immagine Alberico I Cybo Malaspina
32) = Duomo di Massa, facciata, oggi 2015.
33) = Facciata del Duomo, dopo la ristrutturazione terminata nel 1936.
34) = Facciata della Basilica Minore o Cattedrale di Massa, dedicata a San Francesco e San Pietro,
           prima del restauro.
35) = Disegno Collegiata di San Pietro, in piazza Grande, ora piazza Aranci, a Massa, prima del
           1807.
36) = Immagine di Francesco V d'Austria, figlio di Francesco IV e Maria Beatrice Cybo-Malaspina
           d’Este.
37) = Immagine di San Bernardino da Siena nel Presbiterio del Duomo di Massa. 2015.
38) = Immagine in nicchia di San Paolo nel Presbiterio Duomo di Massa. 2015.
39) = Nicchia con immagine di San Francesco d'Assisi nel Presbiterio del Duomo di Massa, 2015.
40) = Nicchia con statua di San Pietro nel Presbiterio Duomo di Massa. 2015.
41) = Incisione di Maria Teresa Cybo Malaspina Moglie di Ercole III d'Este, duca di Modena e
           Reggio e di Massa Carrara.
42) = Ingresso ai giardini ed al corridoio della Sacrestia, nel Duomo di Massa.
43) = Porta laterale destra, del Duomo di Massa, che conduce nella Cappella del Battistero, con
nella lunetta il Battesimo di Gesù da parte di San Giovanni, Creata Porta Santa col Giubileo
della Misericordia del 2015.
44) - Ingresso Palazzo Ducale a Massa, dove furono applicate le ante della porta Collegiata di San
           Pietro in Bagara, dopo la distruzione della chiesa nel 1807.
45) = Lapide (sono due, una per lato), sulla scalinata esterna del Duomo di Massa, a ricordo
           ristrutturazione facciata nel 1926.
46) = Ingresso Museo Diocesano, a Massa, in via Alberìca.
47) = Lapide marmorea in ricordo della creazione di Massa Nuova, con bassorilievo di mura e
           Castello, nel 1557 da Alberìco 1° Malaspina, posta all'esterno nel 1957 nell'ex
           Mercato,  2016.
48) = Lapide nel corridoio esterno del Seminario Vescovile di Massa, 2016
49) = Luigi Garzi, Immacolata e Santi, olio su tela, 1684. Massa, Cattedrale, 2016.
50) = Madonna con Bambino, di Pinturicchio, nella Cappella Ducale di Massa. 2015.
51) = Madonna con Bambino del Pinturicchio (Bernardino Betti), affresco del XV secolo, offerto
           dal Cardinale Alderano al Duca Alberìco II e proviene dalla chiesa romana di Santa Maria
           del Popolo.
52) = Madonna con Bambino di Bernardino del Castelletto, fine secolo XV° con  Beato Ludovico
           da Turingia, San Francesco d'Assisi, San Girolamo e Santa Elisabetta d'Ungheria.
53) =Madonna del Rosario, di Andrea e Tommaso Lazzoni, carraresi, nel Transetto del Duomo di
           Massa, collocata nel 1856, proveniente dalla Pieve di San Pietro in Bagnara.
54) = Manifesto della Festa nel Borgo di Bagnara, piazza Aranci, che vien celebrata ogni anno il 29
           maggio, percorso segnato, a Massa, 2016.
55) = Monumenti di Eleonora Malaspina e Lorenzo Cybo, precedentemente l'anno 1965, nel
           Sepolcreto della Cattedrale di Massa, ma sono stati anche nell'attuale Cappella del Battistero
56) = Monumento funebre di Elisa e Felice Baciocchi, in San Petronio a Bologna.
57) =Monumento funebre di Maria Teresa Cybo D'Este,  con busto in marmo dello scultore
           carrarese Giovanni Antonio Cybei a Reggio Emilia, nella Basilica della Madonna della
           Ghiara.
58) = Particolare facciata esterna della Basilica Minore (Cattedrale), di Massa, MS, 2015
59) = Monumento funerario a Lorenzo Cybo, restaurato a cura dal Gruppo consorti del Rotary Club
           Apuania, anni 2011-2012, in marmo bianco di Carrara, prima metà sec. XVI.
60) = Palazzo Ducale di MASSA.
61) = Palazzo Ducale di Massa 2015.
62) = Palazzo Cybo-Malaspina ad Aiello Calabro (Cosenza), feudo di Alberico I Cybo-Malaspina
           di Massa.
63) = Pianta del Duomo di Massa, nell'ultimo dopoguerra 1940-45.
64) = Piazza Aranci, Massa con scavi, nel 2012
65) = Planimetria della Cattedrale di Massa
66) = Precedente visione altare Cappella Ducale, col famoso Trittico ed a destra pittura anonima
           delle Stimmate di San Francesco, 2014.
67) - Madonna del Rosario, di Andrea e Tommaso Lazzoni, carraresi, nel Transetto del Duomo di
           Massa, collocata nel 1856, proveniente dalla Pieve di San Pietro in Bagnara.
68) = Presepe, di Benedetto Buglioni, in terracotta invetriata, del 1508, voluto da Alberìco II,
           Cappella Ducale, Duomo di Massa, 2015.
69) = Reliquie Tre Santi, sotto la mensa del primo altare di sinistra, Duomo di Massa, 2015.
70) = Retro dell'Altare Naggiore, con le due scalette a mensole lavorate  e lapidi dei Malaspina,
           nella Cattedrale di Massa, 2015.
71) = Retro dell'attuale Basilica Minore della Diocesi di Massa-Carrara, 2015.
72) = Ricostruzione dell' ex antica Pieve di San Pietro in Bagnara, a Massa.
73) = Sacrestia Duomo-Basilica di Massa, con mobili in noce d'epoca e lavabo sotto la finestra.
74) = San Leonardo di Jacopo della Quercia, 1371-1438. Santo Monaco, Sec.XV 1420, legno
           intagliato e dipinto, chiesa N.S.della Pace, Massa Olivetti
75) = Sepolcro di Eleonora Malaspina, di Pietro Aprili, marmo riparato del 1518 nel Sepolcreto dei
           Cybo, Duomo di Massa.
76) = Stemma Malaspina, nel soffitto del Sepolcreto Cybo-Malaspina, sotto la Cappella Ducale nel
           Duomo di Massa, 2015.
77) = Volta della crociera con vele dipinte da Giovanni Panti, con gli arcangeli Michele, Gabriele,
           Raffaele e l'Angelo Custode, secolo XIX, Duomo di Massa, 2015.
78) = Tabernacolo nella Cappella del SS. Sacramento già Cappella Ducale, nel Duomo di Massa.
79) = Targa marmorea, a sinistra ingresso principale, di elevazione del Duomo di Massa a
           BASILICA MINORE.
80) = Targa ricordo lavori di restauri interni nel Duomo di Massa, ordinati dai Vescovi Tonietti e
           Miniati, dall'Arch. Francesco Bernieri, nel 1912.
81) = Targa stradale, a sinistra dell'ingresso principale Cattedrale di Massa, 2016.
82) = Tomba con i resti del principe Edoardo Cybo-Malaspina, Patriarca di Costantinopoli, morto a
           Massa nel 1705, nel Sepolcreto della Cattedrale di Massa, 2016.
83) = Tribuna per i Cybo Malaspina nel Presbiterio della Cattedrale di Massa, 2015.
84) = Una delle due porte nel presbiterio, secolo XVII, Duomo di Massa. 2015.
85) = Unico dipinto di Lorenzo Cybo, eseguito dal pittore Girolamo Francesco Maria Mazzola,
           detto il Parmigianino (Parma, 11 gennaio 1503 – Casalmaggiore, 24 agosto 1540).
86) = Veduta della navata Duomo di Massa.
87) = Veduta di Palazzo Ducale, piazza Aranci, a destra inizio via Alberìca, a sinistra parte facciata
           Cattedrale di Massa.
88) = Vista ingresso principale del Duomo di Massa, sopra zona orchestra con organo, oggi in parte
           non più agibile, 2015.
89) = Scudo simbolo dei Malaspina
90) - Stemma del Ducato di Massa e Principato di Carrara, simbolo dei Cybo-Malaspina
91) = Stemma simbolo dei Malaspina, ramo fiorito.
92) = San Filippo Neri, in preghiera, copia di tela romana (collezione Coldiretti) di Carlo Maratta,
           nella Cappella del Santissimo.
93) = Altare con la Madonna di Loreto, a protezione dell'Aeronautica, nella Cappella Battesimale
           del Duomo di Massa, 2016.
94) = Altare di Sant'Antonio da Padova, nella Cappella Battesimale del Duomo di Massa, 2016.
95) = Altare maggiore Duomo di Massa, Cappella Palatina, restaurato da Francesco Bergamini nel
           1673. Foto Antonio Cozza del 1991.
96) = Cappella Battesimale, già Cappella delle Stimmate, nella Cattedrale di Massa, 2015.
97) = Crocifisso di Ferdinando Tacca, sull'Altare Maggiore del Duomo di Massa.
98) = Duomo di Massa quando c'era la Balaustra nel Presbiterio
99) = Immagine marmorea Arcangelo Michele nella Cappella Battesimale del Duomo di Massa,
           Secolo XVIII, 2016.
100 = Presbiterio, con Altare Maggiore sormontato dal Crocifisso di Pietro Tacca. Al centro altare
           di Servizio, con sotto la teca di resti di San Quintiliano, donato dal Card. Alderano Cybo-
           Malaspina, nel 1672.
101 - Lapide commemorativa dell'erezione Cappella della Suore Benedettine, del 1389, ora al
           termine corridoio della Sacrestia, ma già nella Cappella delle Stimmate, nel Duomo di
           Massa
102 = La Deposizione, dello scultore E. Dini, 1954, in gesso, nel Sepolcreto Cybo-Malaspina nel
           Duomo di Massa.
103 = Lapide commemorativa dell'erezione Cappella della Suore Benedettine, del 1389, ora al
           termine corridoio della Sacrestia, ma già nella Cappella delle Stimmate, nel Duomo di
           Massa.
104 = Organo attualmente in uso nel Duomo di Massa, a fianco l'Altare del Crocifisso, 2016.
105 = Sarcofago di Lorenzo Cybo nel Sepolcreto della Cattedrale di Massa. 2016-
106 = Sepolcro di Eleonora Cybo-Malaspina nel Sepolcreto della Cattedrale di Massa, 2016.
107 = Vasca Battesimale e contenitore ottagonale, tutto in marmo, dello scultore Leonardo
           Riccomanni di Pietrasanta, XIII secolo, nella Cappella Battesimale del Duomo di Massa,
2016.
108 = Altare del Crocifisso, molto venerato dai  Massesi, nel transetto della Cattedrale, 2016.
109 = Bel bassorilievo marmoreo inserito in un mobile di noce scura, nel Sepolcreto del Duomo di
           Massa.
110 = Altare con la Madonna di Loreto, a protezione dell'Aeronautica, nella Cappella Battesimale
           del Duomo di Massa, 2016.
111 = Volto del Crocifisso attribuito a Michelangelo Buonarroti, del 1493, nel Museo Diocesano,
           2016.
112 = Planimetria Sepolcreto nel Duomo di Massa.
113 - Stemma dei Malaspina di  Massa e Carrara, con Spino Fiorito.
114 - Stemma di Alberico I° Cybo-Malaspina




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