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LA VIA CARRIONA E IL “CARRIONE”

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Pubblicato da in Storia Cultura ·

Camminando lungo la via Carriona, partendo dal ponte della Bugia (un tempo illuminato da lumi ad olio detti "bugie") in direzione di Grazzano, si notano dei portali di una grandezza sproporzionata rispetto alle dimensioni complessive delle case; questo perché ai piani terreni sorgevano ed operavano gli studi dei MAESTRI DEL MAR-MO ed erano quindi necessari ingressi spaziosi ed agibili.
Dell'importanza di questi studi, oltreché memorie scritte esistono testimonianze "scolpite" proprio sulle soglie dei portali. La più significativa è quella ancora leggibile su una di queste soglie, poco oltre la "Chiesa delle Lacrime

verso il ponte Barroncino; in essa si legge:
1783
29 novembre, fu onorato lo studio medo da Sua M.tà IL RE DI SVEZIA

Mi arresto di colpo dall
illustrare la ricerca storica perché, con insistenza, mi frulla nella mente un pensiero
tanto suggestivo quanto
fantastico.
D
improvviso mi viene spontaneo immaginare quellepoca calata nei giorni nostri.
La
Carriona non più brutalizzata dal traffico pesante, illuminata da lampioni stile Liberty, con studi di Maestri del marmo, botteghe di artigiani di ogni tipo, cantinedi mescita nelle quali gustare fave e vin dCandia, qualche osteria dove apprezzare la cucina tipica carrarina ( bacalà marinat, taiarin coi fasòli, lard d'colonata, torta dris, cazalà,  patone e fritède dcastagnaz con la ricota).
UN SOGNO! Un vero sogno ad occhi aperti. Potrebbe essere possibile farlo diventare realtà?!
Solletico con insistenza la mia fantasia sforzandomi di pensare come si potrebbe
inventarein via Carriona uno scenario di stampo fiorentino-rinascimentale.
Sì, lo so bene, è un sogno che possono cullare coloro nei quali alberga ancora, per loro fortuna, quella parte di "bambino" che,come si dice, esiste in tutti noi! Ma potrebbero costoro, se opportunamente motivati e stimolati, investirsi del miracoloso potere di trasformare un sogno in realtà, cozzando con violenza contro le odierne conso-lidate abitudini di vita?
Dare una risposta risulta alquanto difficile per un compito al limite dellutopia.
Viene da chiederci: potremmo mai svincolarci dalla sudditanza arrogante del moderno ossessivo consumismo, che taluni rende schiavi, e
OBLIAR LE BRUTTURE DE LO MONDO CHE ARRANCA E SARROVELLA NEL RITENER VITALE IL POSSEDER LO SEMPRE PIU AGGIORNATO CELLULARE? (mi si passino le rime).
Son certo che queste considerazioni, quando le si ascoltano,  suscitano in molti una reazione scontata che, detta alla
cararina,suona più o meno così: Ma mir un po luchì, ma ddov i ven, puvrin! I nved com i stà zirand l mond?
Certo possiamo criticarli, ma come smentirli?
Però mi domando: perché mai si sono moltiplicate, in tutto il nostro paese ed oltre, tutta una serie di manifestazioni rievocative di vecchie tradizioni popolari nelle quali si rivivono usi, costumi e cucina di tempi antichi? E perché esse sono sempre più seguite e da tutti apprezzate, anche e segnatamente dalla gioventù?
Signori, è l
intimo gusto della semplicità e della socialità che non ci ha lasciati!
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Allora, sforziamoci di pensare di più e correre di meno, liberiamoci dalla
tirannia del tempo che ci opprime e ci brutalizza!

Suvvia, voglio proprio pensare che il seme della speranza e dell
ottimismo sia prossimo ad essere piantato.
E
però necessario che noi tutti  si cerchi di seguire il richiamo del bambino di cui abbiamo detto, per poterci finalmente definire non solo uomini, ma uomini di buona volontà!

Il Carrione
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Nasce dalle falde del monte Spallone, in particolare dalla rigogliosa sorgente del MONTE TECCHIA, a 895 m. di altitudine.
La prima confluenza, oltre la quale il corso prende il suo nome Carrione, è quella di Colonnata da dove scende ad arricchirsi di varie sorgenti ed altri canali, i principali dei quali sono quelli di Miseglia e Bedizzano.
Superata l'infossatura delle canaglie, inizia il tratto urbano dove incontra il Canale di Torano ed ancora, giù alla Lugnola, il Ninfale discendente dalla valle di Gragnana, così chiamato in virtù delle sue limpide acque.
Dalla prima sorgente alla foce corre per 14 km; poco spazio quindi, ma quanto basta per renderlo, soprattutto in passato, particolarmente utile per la lavorazione del marmo.
Non è certo un caso che il suo nome quasi ripeta quello dell'antichissima strada romana che si snoda lungo il suo corso, appunto la
Carriona, ed inoltre che sia così somigliante anche al nome della città come se Carrara, il Carrione, la Carriona, fossero le radici di uno stesso albero.

E
risaputo che in antico i Carraresi hanno tenuto molto in considerazione il loro fiume.
Una vecchia documentazione ci illumina al riguardo.
Fra i tanti regolamenti emanati per questo corso d
acqua, uno del 1643 è particolarmente significativo; dice tra l'altro:…”E PERCHE VI SONO MOLTI CHE SOTTO PRETESTO DI ANDARE A NUOTARE O A LAVARSI NELLO DETTO FIUME, FANNO STRAGE DI TROTE E TORBIDANO L'ACQUE, ORDINIAMO CHE ALCUNA PERSONA PER L'AVVENIRE NON POSSA NUOTARE O LAVARSI IN DETTO FIUME, SOTTO PENA DI SCUDI 25....
Oltre a ciò erano previste severe sanzioni per chi avesse riversato in acqua sostanze e rifiuti  pericolosi per la collettività e per chi avesse elevato strutture murarie a danno del naturale corso del fiume.

ED OGGI?.... Non si possono certo pescare trote nel Carrione, però piano piano qualche cosa si è fatta ed altro
ci si appresta a fare..SPERIAMO, perché Carrara ne ha proprio bisogno per un sollecito rilancio della sua un po

decaduta immagine.

                                                             
Concludendo, c
è da augurarsi fortemente che trovino rinnovato significato le parole che Vincenzo Gioberti pro-nunciò proprio a Carrara nel 1848:.Carrara che per il numero di abitanti è una delle ultime dItalia, CAMPEG-GIA FRA LE PRIME DI TUTTE PER LA GLORIA DELLINGEGNO!

P.S.: Può essere che non tutti sappiano che la quasi totalità dei fondi della via Carriona sono chiusi o semplicemen-
te adibiti a semplici ripostigli o garage, per cui..
forse.chissà!

by Saverio Battani , fantasticando con Roberto Granai




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