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UN TAPPO ALLA FOCE DEL CARRIONE

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All’attenzione di: “La Nazione” fax: 0585-776162 “Il Tirreno” fax: 0585-777217 LA RESA DEI CONTI Il 21 febbraio 1997 (12 anni fa) la giunta comunale di Carrara approvava il Piano Regolatore Generale, assoggettando l’area demaniale tra i torrenti Carrione e Lavello a Porto Turistico, definendola zona 1B7. In parole povere il nostro comune disponeva finalmente di un’area dove poter costruire un porto turistico e liberare quello commerciale. Ma: sono trascorsi ben 12 anni d’intralci burocratici a livello comunale, provinciale e regionale (fiumi di parole e promesse, inutili tavoli istituzionali, incontri, conferenze, dibatti ed altro) con l’unico e concreto risultato, a dir poco di-sastroso, che l’area tra il Carrione e Lavello, pur sempre destinata alla costruzione di un porto turistico, è ancora abbandonata, sempre più degradata e costantemente danneggiata ed erosa dalle mareggiate. A nulla sono valsi i progetti preli-minari presentati dal Cap. l.c. Francesco Menconi all’Autorità Portuale nel luglio 1997 e poi nel febbraio 1999; né il “1° Convegno per la realizzazione del porto turistico di Marina di Carrara” del 8 febbraio 1998, patrocinato dal Comune stesso e dalla C.C.I.A.A. e da lui stesso presieduto; né l’approvazione dell’allora Presidente della Regione Toscana Dr. Vannino Chiti del 8 aprile 1998; neppure i risultati positivi relativi alla fattibilità delle opere a mare, descritti nello studio del Consorzi Pisa Ricerche del 1999. L’unica cosa certa ed amara è che abbia-mo perso fino ad oggi ben 12 anni di sviluppo economico e occupazionale (circa 700 nuovi posti di lavoro diretti e in-dotti), spese centinaia di milioni di lire (naturalmente finanziati con denaro pubblico in pratica con le nostre tasche) in inutili progetti faraonici (vedi Nuovo Piano Regolatore del Porto di Carrara) miseramente naufragati, persi ben 450 miliiardi di finanziamenti della Comunità Europea, e con la magra constatazione che tutte le barche da diporto costruite nella nostra provincia sono fuggite ed approdate in altri lidi (Liguria, Costa azzurra, Montecarlo, ecc.) portando con se la ricchezza prodotta dalla loro presenza. La natura, o colui che dall’alto dei cieli la comanda, sta inviando segni sempre più evidenti verso di noi piccoli mortali illusi di poterla governare a nostro piacimento. Si susseguono sempre più frequentemente e con maggior intensità mareggiate, alluvioni con conseguenti erosioni, insabbiamenti e gravi danni nel fiume Magra, lungo il litorale e nel Porto di Marina di Carrara. Inoltre come se non bastasse è arrivata anche la recessione in quasi tutti i settori produttivi. All’inizio dell’anno scorso la Regione Toscana ha avviato un accordo di programma per la progettazione e la realiz-zazione del porto turistico, definitivamente siglato da tutte le amministrazioni (Comuni di Carrara e Massa, Provincia, Autorità Portuale e Regione) ma ancora in fase d’approvazione, in parole povere non si sa quando inizieranno i lavori di costruzione e peggio ancora quando termineranno. Siamo ormai alla resa dei conti, è finito il tempo di tergiversare, non esiste altra possibilità che decidere bene e subito. Sono pronte sue nuove idee supportate da nuove risorse, che permetteranno di realizzare uno tra i più grandi porti turistici del Mediterraneo destinato a creare sviluppo economico-occupazionale per tutti nel rispetto dell’ambiente e del nostro meraviglioso territorio che tutti c’invidiano, ma che non abbiamo fin d’ora apprezzato. Allora, dice Menconi, abbiamo il dovere di scrollarci di dosso l’individualismo, l’egoismo e la reciproca invia e ge-losia, di contrastare qualsiasi tipo di clientelismo e peggio che mai di accordo politico-amministrativo finalizzato alla spartizione di poltrone, incarichi e tangenti, che ci hanno portati alla recessione. Siamo tutti sulla stessa barca, che fa acqua da tutte le parti ed è prossima ad affondare. È l’ora del risveglio e dell’unione di tutti per evitare l’affondamento, unica vera forza che potrà muovere in breve l’immobilismo burocratico e distruttivo dei nostri amministratori qualunque sia la loro appartenenza politica. Marina di Carrara, 11.02.09 f.to Cap. Francesco Menconi Pubblicato solo sul Tirreno il 21.02.09 nella pagina “La parola ai lettori” con il titolo “Ora basta con le perdite di tempo il porto turistico non può aspettare”. Si fa notare che l'articolo pur dell'anno scorso è ancora d'attualità e si riferisce alla recessione economio-occupazionale della provincia. Sto preparando la seconda resa dei conti, che riguarderà il disastro ambientale.

UN TAPPO ALLA FOCE DEL CARRIONE Un tappo di sabbia e detriti alla foce del torrente
Carrione, ecco la vera causa del disastro idrogeologico avvenuto durante le prime due giornate di pioggia del mese di Novembre. La foto allegata, scattata alla foce un paio di giorni prima, mostra chiaramente le dimensioni del tappo che chiude completamente la foce. Una situazione che si è aggravata, nonostante gli avvisi di emergenza pubblicati alla fine di maggio e illustrati nella conferenza stampa e televisiva del 24 agosto scorso. Siamo come al solito in presenza dei soliti e costanti disastri annunciati, i cui rimedi sono solo quelli di effettuare indagini per cercare i soliti “ignoti” responsabili ed avviare inchieste, che non serviranno certamente a riparare i gravi danni sofferti nuovamente dai cittadini. I 140 mm. (per metro quadrato) di pioggia caduti in 36 ore, anche se così fosse, non sono poi da considerarsi eventi meteorologici estremi in quanto possono verificarsi a cadenza annuale, specie durante la stagione autunnale e prevedibili anche all’inizio della primavera. Pertanto occorre semplicemente prepararsi per tempo e meglio ancora prevenire. Per coloro che hanno irresponsabilmente deciso di dragare il letto del torrente a monte, torno e non mi stancherò di ripetere che l’acqua del Carrione, come quella di tutti i corsi d’acqua, scorre rapidamente a valle verso il mare e non verso i monti. Si continua ad ignorare, forse per ingenuità o peggio ancora per incompetenza, le vere cause del disastro annunciate più volte. Mi rivolgo seriamente e con grande senso di responsabilità a tutti coloro che governano il nostro territorio, in altre parole a tutte le autorità competenti (Sindaco, Assessori, Presidente di provincia, Autorità portuale, ecc.): cominciate da subito a far rimuovere il tappo di sabbia e detriti, che si accumulano e continuano ad accumularsi alla foce del Carrione, e ripristinare successivamente la larghezza e profondità dell’alveo a mare del ponte di via Covetta. Solo così l’acqua del Carrione potrà scorrere agevolmente e con minor forza dalla sorgente verso il mare aperto. Marina di Carrara, 03.11.2010 f.to Cap. l.c. Francesco Menconi
f.menconi@gmail.com
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Sono spiacente ho inavvertitamente allegato all 'attualità "Un tappo alla foce del Carrione" una foto scattata il 10 agosto, non quella pubblicata stamani sulla cronaca della nazione di Carrara del 30 ottobre, (qui allegata) che è pressochè identica. Ciò sta a dimostrare che, nonostante i tempo trascorso, il tappo pur esistendo è rimasto invariato. Cordiali saluti Cap. l.c. Francesco Menconi
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L’ABBAGLIO DI FABRIZIO MAGNANI SUL “TAPPO ALLA FOCE DEL CARRIONE” La dichiarazione del Vice Presidente della Provincia, pubblicata in risposta al “Tappo alla foce del Carrione“, è a dir poco assurda per i seguenti motivi: 1) il disastro ecologico è chiaramente riferito al torrente Carrione, che guarda caso è nel Comune di Carrara e non certo in quello di Massa; 2) la frase “la tragedia che ha portato alla morte di 3 persone nel Comune di Massa” è una pura invenzione del sig. Magnani, perché non esiste nel mio testo integralmente riportato nella cronaca del Tirreno del 05 novembre ’10. Voglio altresì ricordare al sig. Magnani che la stessa tragedia delle 3 persone morte è avvenuta per una frana della collina a Mirteto nel Comune di Massa, molto lontana dal torrente Carrione e torno a ripetere nel Comune di Carrara. Trovo pertanto insensato e davvero sconvolgente addebitare e accomunare tale tragedia alla presenza di un “tappo” di sabbia e detriti alla foce del Carrione. Certamente una migliore e più attenta lettura del mio articolo avrebbe potuto evitare un simile abbaglio. Nel mio articolo si è parlato anche di ripristinare la larghezza e profondità dell’alveo a mare del ponte di via Covetta, che attualmente è dimezzato da un riempimento, costruito sulla sponda destra e protetto da una scogliera di marmo parallela alla sponda. Non si sa lo scopo di tale opera, forse una passeggiata, in ogni caso è sempre un ulteriore impedimento per il deflusso delle acque verso il mare. Per quanto riguarda il famoso “tappo di sabbia e detriti” la foto scattata il 5 c. m., qui allegata, mostra chiaramente che nonostante la pioggia forte (140 mm. in 36 ore) il “tappo” è ancora lì a chiudere il lago formatosi alla foce. Per lo scarico delle acque è rimasto solo un rigagnolo di due metri circa percorribile a piedi. Altro che fenomeno comune a molti corsi d’acqua e demolizione degli accumuli di materiale nel corso delle piene di maggiore intensità. È dalla fine dello scorso anno che il tappo si è formato e continua a crescere inesorabilmente e formare una spiaggia sempre più ampia davanti alla foce e lungo la scogliera del piazzale Città di Massa. A questo punto riteniamo opportuno che il Vice Presidente della Provincia illustri pubblicamente i risultati del monitoraggio periodico effettuato dal Comitato tecnico, per verificare la periodicità dei monitoraggi e la loro effettiva esecuzione. Carrara,09.11.10 F.to Cap. l.c. Francesco Menconi Perito Esperto in Attività Marittime e Portuali della C.C.I.A.A. e Tribunale di Massa Carrara
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All'attenzione dello staff di carraraonline,
Vi allego un articolo di attualità in risposta alle continue interferenze del consigliere Benedetti del Comune di Massa su competenze amministrative del Comune di Carrara.
Non ho potuto inviarlo con la V/a pagina web per mancanza di spazio per gli allegati.
Cordiali saluti
Cap. l.c. Francesco Menconi
Vedi allegato
Inutile allarmismo di Benedetti
La resa dei conti per GAIA-2011.pdfInutile allarmismo di Benedetti-211110.pdf[/url]
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