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Proprio non c'è la faccio ad alzare il boccale.

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Settembre per me, ma credo per tutta la nostra provincia, è un mese triste.
Mia nonna, le mie quattro zie, mia madre ferita, mio fratello al mondo per grazia ricevuta, e gli altri miei 70 compaesani bruciati con i lancia fiamme, non mi perdonerebbero mai.
La TV ogni tanto, quasi a volerci far credere che la giustizia segue il suo corso, ci fa vedere quei vecchietti ormai ultra novantenni, responsabili di quei massacri, lucidi nei ricordi e per niente pentiti,  condannati pensate, agli arresti domiciliari, probabilmente qualcuno di loro era proprio a Bergiola a massacrare i miei cari, a sventrare le donne incinta, a lanciare i bambini in aria.

Non mi riesce alzare il boccale.

"drink drink bruederlein drink"   perché non mi sento fratello di un popolo che non ha mai voluto riconoscere, risarcire in alcun modo, i danni provocati al nostro paese, alla nostra gente. E' di questi giorni il ricorso presentato dalla Germania contro la nostra Corte di Cassazione con il quale la Repubblica Federale respinge il concorso nella responsabilità dei crimini commessi dalle proprie truppe in Italia».
Vinca, Mommio, Bardine, S.Terenzo, S.Anna, Bergiola,  fosse del Frigido, Forno.
I nostri giovani che tutte le sere affogano i loro desideri nel fiume di birra, devono conoscere il significato di queste località, in modo che non abbiano più a ripetersi gli errori del passato.
Lo scopo di questo gemellaggio dovrebbe essere sopratutto motivo di riflessione nel ricordo di quei morti innocenti, barbaramente uccisi,  non soltanto stinchi di maiale, birra e gite premio per le varie amministrazioni.

l nostri amministratori, rappresentanti di una provincia medaglia d'oro al valor militare, dovrebbero approfittare anche di  queste occasioni per riaprire un dibattito. Chiedere chiarezza sulle stragi, anche al governo italiano, alle varie commissioni d'inchiesta che
da anni ( lavorano ) senza alcun risultato.

Nel mio paese, Bergiola, tutto è stato risolto con delle condanne a dir poco scandalose, ( processo di Perugia ) perciò non solo la Germania, non vuole riconoscere i propri errori, ma neanche l' Italia, perché inutile negarlo, la rabbia che trovò sfogo feroce colpendo donne vecchi bambini innocenti, non fu soltanto nazista, ma anche e soprattutto fascista, per molti versi, un regolamento di conti.

Perché si lasciò che questa rabbia "annunciata" avesse libero sfogo senza interporre alcuna resistenza? Perché le condanne inflitte, nel giro di pochi anni furono ridotte drasticamente offendendo vivi e morti? Perché non fare definitivamente chiarezza?
Quelle anime fino ad allora non troveranno mai pace.

Sig. sindaco lei oggi sarà di nuovo a Bergiola, per la commemorazione. Sono passati 67 anni da quel lontano 16 settembre 1944 ma per noi, mi creda, è come fosse ieri, difficile dimenticare e quello che più fa male, è che non si è fatta mai chiarezza. Bergiola era considerata zona franca, sicura, non a caso la famiglia del finanziere V. Giudice si trovava li, assieme a molti altri sfollati, arrivati da Carrara, Avenza, Marina di Carrara.

Perché dopo l'episodio del militare tedesco ucciso alla Foce, non si fece evacuare la gente dal paese? Era prevedibile la rappresaglia, bastava scappare nei boschi vicini e i tedeschi avrebbero trovato un paese deserto. Chi risarcirà questa gente?
La mia famiglia fu coinvolta nella tragedia e ne pagò pesantemente le conseguenze, 5 vittime e mia madre ferita nell'intento di proteggere mio fratello, un proiettile le attraversò il ginocchio, mi ricordo che dopo molti anni, chiese un risarcimento, per la ferita da arma da fuoco subita, ma non ottenne niente, e pensare che in molti casi bastava essere amico degli amici, per  prendere sussidi se non la pensione, anche per ferite che non c'entravano niente con la guerra, ma questa è un'altra storia, che ho voluto raccontare perché credo faccia parte delle vicende poco chiare di quel periodo nero della nostra storia.
Esaminiamoci tutti bene la coscienza, perché sarebbe un ulteriore sbaglio, consegnare ai posteri una storia senza una verità.


L.Gigli




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