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Il Muraglione maledetto

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Durante la seconda guerra mondiale, il Feldmaresciallo Albert Kesselring, concepì e fece realizzare quella che sarebbe stata chiamata la”linea Gotica”.
Questa fortificazione partiva dalla Fossa Maestra di Marina di Carrara, e arrivava nei pressi di Pesaro, tagliando letteralmente in due in senso orizzontale la penisola Italiana. Era stata concepita nel tentativo di rallentare, e possibilmente, fermare l’avanzata verso Nord degli eserciti alleati. La sua costruzione fu per gli abitanti di Marina di Carrara, una vera e propria maledizione, paragonabile forse solo alle famose piaghe bibliche. Il primo impatto fu sicuramente di natura paesaggistica e ambientale. I fertili, e verdi prati sulla riva sinistra del torrente Parmignola, vennero attraversati da quest’ orrenda costruzione in cemento armato, fatta per impedire l’avanzata dei carri armati, che, come una gigantesca cicatrice, ne deturpava in modo irreversibile la loro naturale bellezza. Ma quello che colpì maggiormente la popolazione per tutta la durata del periodo bellico fu il divieto assoluto di sfruttamento dei campi, sia per pascolo, sia per l’agricoltura, con la conseguente carestia alimentare. Questo divieto, non solo era una ferrea norma delle truppe tedesche, ma, di fatto, era reso possibile per la collocazione di migliaia di mine antiuomo, e anticarro, che impedivano a tutti il loro calpestio. Ma certamente il provvedimento più devastante per la popolazione civile fu, che, per offrire un campo di tiro sgombro di ostacoli a cannoni e mitragliatrici dinanzi al muro, i tedeschi rasero al suolo ogni cosa per circa un chilometro, come alberi da frutto, vigneti, e perfino le case dei contadini, trasformando questa ridente pianura a qualcosa di molto simile a una tundra desolata. La popolazione stremata, chiamò con disprezzo questa costruzione semplicemente ”il muraglione”, un nome il cui significato, oltre al termine puramente linguistico, esprimeva un qualcosa di odioso, maledetto, che determinava paura e divisione.
Alla fine del conflitto, furono necessari alcuni anni per bonificare i campi dalle mine, e mentre una gran parte della muraglia venne abbattuta, il pezzo che da Aurelia scendeva fino al mare, fu lasciato integro, per servire da argine al Parmignola, un torrentello appena più grosso di un rigagnolo. Ma la costruzione maledetta, che aveva causato tante sofferenze e rovine alla popolazione marinella, non aveva perso il suo potere malefico, l’acqua del torrente, lentamente nel corso dei decenni, aveva scalzato le fondamenta dell’imponente muraglia, rendendola sempre più simile a un gigante con i piedi d’argilla. Fino a quando, una vera e propria bomba d’acqua non riempì in modo incredibile il torrentello, dando alle sue rapide la potenza necessaria per abbattere più di settanta metri dell’odiosa muraglia. Questo ha decretato un vero e proprio disastro ambientale. Tonnellate di acqua fangosa hanno invaso i campi, allagato case e scantinati, facendo saltare condutture di acqua potabile, gas, ed energia elettrica, arrivando a isolare interi quartieri, e mettendo in ginocchio ancora una volta la zona costiera. Così, dopo più di settanta anni, “ il muraglione” torna a svolgere ancora la funzione per cui è stato progettato, dividere gli uomini fisicamente, e instillare in loro la paura, la maledizione che l’ha fatto nascere non è ancora finita.
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Enzo De Fazio




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