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NON E’ TUTT’ORO QUEL CHE RILUCE. SOSPENDIAMO LA REALIZZAZIONE DEL MAXI STABILIMENTO NUOVO PIGNONE PERCHE’ TROPPO IMPATTANTE PER L’AMBIENTE E LA SALUTE

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La Nuovo Pignone-General Electric sta realizzando rapidissimamente in Viale Zaccagna a Marina di Carrara un grande stabilimento nel quale verranno assemblati dei giganteschi moduli del peso di 3.500 tonnellate, che ospiteranno potenti turbine. Per quel poco che ne sappiamo perché i nostri enti locali e la direzione dello stabilimento sono alquanto reticenti nell’informare correttamente i cittadini sulle future produzioni della fabbrica i cinque moduli, una volta completati e prima di essere spediti agli acquirenti, dovranno subire lunghi collaudi, bruciando a questo scopo enormi quantitativi di gas metano che, al contrario di quello che vogliono farci credere, sono una sorgente tutt’altro che trascurabile di inquinamento atmosferico.
Si pensi che il maxi impianto  in questione è in grado di bruciare fino a 50.000 metri cubi l’ora di gas metano; ipotizzando un suo funzionamento per circa 8.000 ore annue ne verranno pertanto bruciati circa 400 milioni di metri cubi all’anno! Di conseguenza la portata degli affluenti gassosi (cioè i fumi inquinanti prodotti dalla combustione del gas) che verranno sversati in atmosfera dai camini dell’impianto possono essere stimati in circa 8,8 miliardi di metri cubi annui.
Si tratta principalmente di micidiali sostanze quali: -ossido d’azoto (890.000 Kg/anno), monossido di carbonio (200.000 Kg/anno),biossido di carbonio-gas serra (1.190.000 Ton/anno), ossido di zolfo (60.000 Kg/anno) e polveri sottili: Pm 10 e Pm 2,5 (40.000 Kg/anno). Ma nella combustione si sviluppano anche idrocarburi come benzene e formaldeide, che sono ritenuti cancerogeni, nonchè metalli pesanti tossici.
In Italia, purtroppo, prevale una noncurante sottovalutazione del problema delle emissioni di nocive polveri fini dagli impianti che bruciano gas metano; non sono previsti sistemi di abbattimento di tutti gli inquinanti che producono ad evitare i danni  per la salute e l’inquinamento ambientale, con particolare riferimento a quello dell’aria.
A nostro avviso e lo abbiamo detto già mesi fa - prima di concedere le autorizzazioni necessarie alla costruzione di impianti come quello della Nuovo Pignone,  occorrerebbe e occorreva ponderare con estrema attenzione la scelta del sito ove realizzarlo, tenendo responsabilmente conto (come nel nostro caso) della densità degli insediamenti abitativi e delle fiorenti attività turistiche-balneari esistenti, perché, ripetiamo, questi impianti sono molto impattanti e contribuiscono ad aumentare  il “carico” di inquinamento ambientale che già grava sul nostro territorio e in particolare a peggiorare la qualità dell’aria che siamo costretti a respirare, già pessima.
A quest’ultimo riguardo non va dimenticato che sono le stesse caratteristiche orografiche e metereologiche del nostro territorio, racchiuso com’è dalla incomparabile barriera naturale delle Alpi Apuane, a renderlo soggetto al ristagno delle sostanze tossiche immesse in atmosfera e a impedirne il rapido smaltimento.
Tutti i concittadini lo sanno, tranne coloro che, buoni e proni, come gli struzzi preferiscono nascondere la testa sotto la sabbia e non vogliono sentir manco parlare delle polveri sottili prodotte dall’escavazione, lavorazione e trasporto del marmo in blocchi e scaglie, delle operazioni di carico-scarico di tonnellate di minerali polverulenti che avvengono in zona industriale e portuale e neppure dei “lasciti” nel terreno, in falda e nei sedimenti marini degli inquinanti sversati a suo tempo dagli stabilimenti della ex zona industriale (ragion per cui era stato decretato il Sito d’Interesse Nazionale (SIN) di Massa-Carrara… del quale però, ai giorni nostri, per compiacere gli investitori d’alto bordo, nessuno più si preoccupa, nemmeno le autorità competenti.… cosicchè le prescritte doverose operazioni di “bonifica” si risolvono per qualcuno in un mero “bonifico”.
Dicono di noi i forestieri che hanno la ventura di risiedere per turismo o per lavoro in questo nostro “favoloso” territorio, di una valenza paesaggistica e di potenzialità economiche ecocompatibili incredibili,  che come cittadini ci meritiamo questo ed altro, visto che non ci preoccupa più di tanto la monetizzazione dei pericoli incombenti alle cave o in attività industriali malsane al piano, pur di lavorare e che tolleriamo di tutto e di più, pur di lavorare… come (questo è incontrovertibile) il primato in ambito regionale, scientificamente accertato, relativo all’alto rischio di contrarre tumori e al dato spaventoso di quelli registrati puntualmente, ogni anno… da troppi anni.  Sarebbe ora, allora, che anche le nostre istituzioni prendessero in considerazione questa drammatica realtà e adottassero normative più rigorose e più attente nei confronti dell’ambiente e della salute dei cittadini.
La manifestazione partecipatissima di indignazione e di rivolta popolare organizzata dall’associazione “Frediani” per contrastare il premeditato attacco alle nostre strutture socio-sanitarie svoltasi la sera del 29 luglio scorso ha pure suonato loro la sveglia! Così come, presumiamo, le innumerevoli proteste organizzate da associazioni e comitati cittadini nei mesi e negli anni decorsi, per avversare i molteplici aspetti del degrado socio-economico ed urbanistico di Carrara, dai monti al mare.
Vogliamo credere che le ottime, magistrali  e benvenute manifestazioni culturali svolte in città negli ultimi tempi non siano solo un velo rilucente e pietoso per nascondere le magagne incancrenite e sopire l’attenzione per progetti deleteri di reindustrializzazione, ma siano un segnale forte di inversione di tendenza dell’amministrazione  comunale riguardo al diritto di reale partecipazione dei cittadini e al dovere di ascoltare e sostenere le loro giuste  rivendicazioni e sensate proposte per il rilancio vero della loro comunità,
Per le suddette motivazioni d’ordine generale e particolare Italia Nostra chiede che sia effettuata una seria informazione e verifica pubblica circa gli aspetti di impatto ambientale e di ricaduta occupazionale del maxi impianto del Nuovo Pignone che si sta velocissimamente costruendo in Viale Zaccagna. E che, intanto, si  sospenda ogni autorizzazione a procedere nella sua realizzazione.


STABILIMENTO NUOVO PIGNONE IN VIALE ZACCAGNA A MARINA DI CARRARA. UNO STUPRO ALL’AMBIENTE SENZA REALE CONTROPARTITA ECONOMICA.


Carrara 25 luglio 2011. COMUNICATO STAMPA di: Italia Nostra (Sezioni Apuo-Lunense e Massa-Montignoso) - Legambiente (Circoli di Carrara e Massa) - Associazione Amare Marina - Agepark - IDV di Massa e Carrara - MeetUp Carrara - Futuro e Libertà Carrara.
                                                                                                                                                                                                                              Da oltre un anno i Sindaci di Carrara e Massa, con enfasi, magnificano la costruzione di un nuovo impianto della Nuovo Pignone in Viale Zaccagna, in un’area peraltro con una destinazione urbanistica diversa (area retro portuale). Essi hanno sottolineato più volte che ci saranno da 500 a 600 nuove assunzioni. Ovviamente in nessun documento ufficiale risulta questa cifra tanto è vero che nel Protocollo sottoscritto con i Comuni, la Provincia e la Regione e pubblicato il 13 aprile scorso nel Bollettino Ufficiale della Regione Toscana l'impegno della Nuovo Pignone, a pag. 126, consiste nella frase seguente:
"Nuovo Pignone S.p.A., nell’attuazione del progetto di sviluppo del piano industriale nell’area di Massa e Carrara, si impegna a fare quanto possibile per utilizzare ovvero promuovere presso i propri fornitori il ricorso, nella misura massima possibile, a manodopera locale che soddisfi tutti i necessari requisiti di idoneità professionale, competitività e produttività".
Francamente ci sembra un po’ poco come garanzia e nessuno (neanche un bambino) comprerebbe un’auto usata da chi prende impegni così nebulosi e indefiniti. Ma, a prescindere da ciò, non occorre tralasciare il forte impatto ambientale e quindi sanitario che un simile impianto potrà avere se si pensa che potrebbe bruciare fino a 50.000 metri  cubi all'ora di metano.
Si deve sapere che questo tipo di stabilimenti, per raffreddare gli impianti, deve utilizzare tantissima acqua e la falda acquifera dell'ex zona industriale non è stata ancora bonificata. Tutti i veleni che si trovano ancora nella falda potrebbero essere trascinati ed immessi in atmosfera sotto forma di vapore, arrecando danni alla salute della popolazione e all'ambiente circostante oltre alla massiccia dose di inquinanti derivanti dalla combustione del metano in termini di centinaia di ton/annue di ossido di carbonio (CO) e di ossido di azoto (NO) e decine di ton/annue di polveri sottili.
Anche se parliamo di metano (considerato uno dei combustibili meno “sporchi”), vista la “maxi-taglia” dell’impianto si tratta di ingentissimi valori che peggioreranno ulteriormente la qualità dell’aria di una Provincia che già oggi tristemente detiene il record regionale (come da recenti articoli) per alcune patologie tumorali.
E' chiaro che questa operazione porterebbe consistenti vantaggi economici solo alla Nuova Pignone e alla Porto Spa, ma non potrebbe avere alcun effetto apprezzabile sull'occupazione, data la natura degli impianti previsti. Viceversa i danni per l'ambiente, per la salute e per la sopravvivenza dei cittadini sarebbero molti e certi.
Riteniamo quindi che sia doveroso per il sindaco di Carrara spiegare sollecitamente alla cittadinanza attraverso un’assemblea pubblica tutti i dettagli della questione.

Carrara, 31 luglio 2011            ITALIA NOSTRA Sezione Apuo-Lunense




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