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GLI ANZIANI DI P.ZZA D’ARMI

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Pubblicato da in Per sorridere ·

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ADO’  (Adolfo)                                                                                                                       In piazza D'Armi conversano gli anziani e meditano sul loro un po’ squallido isolamento quasi fossero oggetti ormai da buttare; sommessamente reclamano di essere inseriti nel corpo vivo della società  e di vivere con serenità l'ultima stagione della loro vita. E intanto, fino a poco tempo fa, guardavano la palla che non girava e aspettavano !
DOME’  (Domenico)                                                                                                         Aspettavano che la palla girasse e intanto a loro giravano ! Potrebbero trascorrere qualche ora felice in più se, oltre che riveder girare  la palla e l’acqua zampillare, ALMENO UNA VOLTA ALLA SETTIMANA la banda musicale municipale si esibisse nel bel palco della musica, per la soddisfazione di farsi ascoltare e per la gioia di tutti, pensionati compresi, che potrebbero così godersi il fresco sorseggiando una bibita, gustandosi un gelato e tirando qualche boccata da un “toscanello” !Ma, parafrasando quel figlio grato e rispettoso a cui il padre volle lasciare in eredità  una misera giacca scolorita,:  “OH BABBO,  SARA’ FORSE UN PO’ TROPPO ??!!”

ADO’                                                                                                                                     Allora ti dico, assai desolato e lacrimoso, che anche a me le bilie girano nel vedere che il palco della musica anziché ospitare le note di Verdi o di Puccini accoglie l'ab-baiare di cani che, con le loro “deiezioni”, conferiscono ad esso un aspetto “elegante ed allo stesso tempo austero”, in sintonia con un buon odor di antico!! E intanto……..GLI ANZIANI ASPETTANO !

DOME’                                                                                                                                    Ma non bisogna disperare; in generale, non solo per Carrara, io penso che converrà a chi “governerà”, senza aspettarsi onori e fanfare, affissioni di targhe o monumenti,  sentire forte l’orgoglio  di avere il dovere ed il privilegio di poter soddisfare le aspettative ed i bisogni di “tutti”, non solo di coloro che lo hanno posto sullo  “scranno”, con  piena consapevolezza che egli opera “per delega civile di tutti i cittadini”, non solo per quella politica, per ben esercitare la quale occorre molto spesso anche “ascoltare” per sempre meglio fare con grande e autentico realismo !       
            
Bisogna ascoltare molto e parlare poco per governare bene uno Stato.
(Cardinale Richelieu)

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Saverio Battani  




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