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Passeggiata a mare? Ok. Ma meglio se con la mascherina.

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Alcuni concittadini ci hanno informato che da lunedì 17 a venerdì 21 maggio nel nostro porto accadevano certe cose che abbiamo verificato personalmente.
Sono anni che denunciamo senza essere ascoltati e senza, soprattutto, che le Autorità e gli Enti locali deputati a tutelare la salute pubblica e l’ambiente si degnino di verificare e intervenire
il continuo, settimanale e devastante inquinamento dell’aria prodotto dagli scarichi sconsiderati di polveri sottili nel Porto di Marina di Carrara. Sono anni che ci spolmoniamo a far presente e a documentare inutilmente il fatto che le navi che trasportano migliaia di tonnellate di minerali pulvirulenti sfusi, durante le operazioni di scarico che si susseguono anche per parecchi giorni,  disperdono in atmosfera nuvoloni di polveri patogene che poi le brezze marine s’incaricano di trasportare sul centro abitato e ben oltre l’areale di Marina.                                                                                                             
Ad evitare questo micidiale inquinamento dell’aria basterebbe sigillare questi minerali micronizzati sfusi in quei grossi sacchi chiamati appunto big bags (come avviene in altre realtà più civili della nostra, dove il diritto alla salute non è considerato un optional e sacrificato sull’altare del “progresso” e dell’interesse di pochi). Ma non lo si fa, per risparmiare ovviamente anche il modico costo dei big bags che sarebbero necessari!  
Tanto per la cronaca, da lunedì 17 a venerdì  21 maggio, è stata la nave “Cuti” a scaricare un quantitativo di polveri così massiccio da essere notato con preoccupazione ed allarmare non pochi concittadini a passeggio sul molto di ponente. Nessuna preposta Autorità, al contrario, ha notato alcunché e ha mosso un dito per impedire e sanzionare quanto meno il reato di “getto pericoloso di cose nell’aria” di cui tratta l’art.  674 del codice penale (1).
Come concludere? Come già ripetutamente, in precedenti consimili denunce, abbiamo detto. E’ arcinoto che la nostra è già da anni una delle province più ad alto rischio per le affezioni provocate dal cocktail di veleni inquinanti il terreno, l’acqua e l’aria (asma, enfisema, bronchite… e  tumori).  Possiamo tollerare che si continui ad aggravarne la situazione con le polveri sfuse movimentate insipientemente al porto? Ed ancora. La passeggiata pubblica sul molo di ponente è una risorsa preziosa, per i residenti e per i turisti. Sempre più è affollata di gente, e di mamme con i loro piccoli, convinte di portarli a respirare aria “buona”… Perciò, non facciamoci compatire! O li si avverte del rischio incombente e gli si fornisce, all’ingresso, almeno una bella mascherina. O, finalmente, con un sussulto d’assunzione di responsabilità, chi può e chi deve intervenga!
(1)-Sezione II: DELLE CONTRAVVENZIONI CONCERNENTI L’INCOLUMITÀ PUBBLICA DELLE CONTRAVVENZIONI CONCERNENTI L’INCOLUMITÀ DELLE PERSONE NEILUOGHI DI PUBBLICO TRANSITO O NELLE ABITAZIONI
Art. 674  Getto pericoloso di cose.

Chiunque getta o versa, in un luogo di pubblico transito o in un luogo privato ma di comune o di altrui uso, cose atte a offendere o imbrattare o molestare persone, ovvero, nei casi non consentiti dalla legge, rovoca emissioni di gas, di vapori o di fumo, atti a cagionare tali effetti, è punito con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda fino a lire quattrocentomila.




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